Verso un Travel Network (ing)

Lo shopping può esser Social, ma soltanto se parte dal web. Lo scorso anno infatti sono nati strumenti, sulla falsariga dei social network, dove i membri della comunità online condividono esperienze sui prodotti e i servizi acquistati.

I primi, manco a dirlo, sono nati negli Stati Uniti, come ThisNext.com o Kaboodle.com, dove però il travel è ben poco presente. I prodotti fisici, in particolare quelli alla moda come in Stylehive.com, sono al momento i più ricercati e censiti, ma interessante è anche l’attività di un sito come Crowdstorm.com (letteralmente tempesta della folla), attivo anche in Gran Bretagna che, grazie a “un mondo di esperti”, come recita lo slogan che accompagna il logo, inizia a recensire e a dare suggerimenti anche sul mondo dei viaggi, principalmente sulle compagnie aree o su alcune loro rotte. Un mondo questo  ancora poco investigato dalle aziende, che potrebbero prendere interessanti spunti da questi siti e utilizzarli anche come strumenti di controllo per i propri prodotti.

7 commenti

  1. Andrea Secchi:

    Tre anni fa sono riuscito a evitare un villaggio alle Maldive dove le ruspe lavoravano dalle 8 del mattino alle 10 di sera, a 500 metri dalla spiaggia e dai bungalow. Questo grazie a un forum dove si davano i voti alle varie strutture. Ad Amsterdam, San Francisco, Budapest ho trovato case o alberghi degni di questo nome a prezzi accessibili.
    Direi che il turismo è l’ambito ideale su cui costruire un social network: una vacanza rovinata non si recupera, un tv lcd che si vede come un quadro astratto si può sempre restituire in negozio.
    I consigli di chi ha già fatto l’esperienza sono insostituibili, perché le foto dei depliant e dei siti sono quasi sempre ritoccate e i menu dei ristoranti sempre troppo francesi.
    Ed è vero che le aziende del settore possono trarre grandi vantaggi da una rete sociale che parla di loro: se vogliono migliorare e se resistono alla tentazione di inserire falsi commenti fatti ad arte. Un buon passaparola è prezioso, un consiglio, gratuito, altrettanto.

  2. Alife:

    E ritorniamo al fatto che la Rete necessariamente porta trasparenza, e quindi Qualità. Vedi mio commento a post di Fabio (http://www.tourismcafe.it/web-20-e-gli-hotel/#comments) . Anche se non è che quello che si legge sulla rete è sempre vero. Conosco gente che si fa scrivere recensioni positive da amici, parenti, conoscenti….
    Che non diventi come certo giornalismo turistico….e scritto da uno che scrive di turismo…..

  3. Andrea Secchi:

    Vero. Il problema è la reputazione di chi scrive, online e, a volte, offline. Cosa che si costruisce solo con la presenza e la qualità

  4. Fabio Lazzerini:

    Alife,

    è vero. Però quando la Rete porta alla ribalta i grandi numeri, in teoria dovrebbero sparire queste piccole furbizie. O meglio, più che sparire dovrebbero essere annulate nel mare magnum di una certa “verità” condivisa.

    Fa parte dei rischi di Internet (forse quelli a cui si riferiva Gianni57 in un suo recente commento). Vi ricordate il clamoroso caso di qualche settimana fa ? Quello scatenato da un tale Thomas Kohnstamm che ha dichiarato bellamente di aver scritto una guida Lonely Planet (le mitiche Lonely Planet), standosene bellamente seduto a casa ed integrando le informazioni che riceveva da un’amica che lavorava al Consolato Colombiano con alcune informazioni recuperate su Internet ?

    Queste ed altre furbizie hanno trasferito sulla Rete la tendenza umana (chi più chi meno) a cercare scorciatoie nella vita. Ma sono convinto che Internet, con i suoi grandi numeri, possa risolvere, comunque, il problema e dare quei benefici che cita Andrea Secchi.

    Fabio

  5. Roberta Milano:

    io divideri il discorso in due parti:
    - una di principio
    - una di metodo
    Per quanto riguarda la prima non credo sia più in discussione il fatto che oggi il vero valore aziendale è la “reputazione”.
    Oggi è l’azienda ad essere il target del consumatore, soprattutto nel turismo.
    Diventa indispensabile accettare e capire una dimensione umana e riconoscerle la nuova centralità. D’altra parte chi studia il turismo sa che siamo passati da un turismo di appartenenza ad un turismo di identità che, grazie alla rete, possiamo oggi definire turismi di identità.
    Oggi, attraverso blog, photo e video sharing, podcast e viaggi virtuali, rende l’esperienza di viaggio sempre più personalizzata, accessibile e disintermediata.
    Secondo Future Brand (CBI2007), cresce l’importanza e l’influenza dei contenuti generati dagli utenti/consumatori (UGC o CGC), considerati più attendibili rispetto all’informazione ufficiale: il 20% dei turisti entra, infatti, in contatto con questi contenuti durante la pianificazione del viaggio.
    Ma chi ha avuto il coraggio e l’ardire di vedere i commenti non come minaccia ma come opportunità, inglobandoli nel proprio sito, aumenta vertiginosamente la prenotazione.
    Sul metodo problemi possono esistere. Effettivamente c’è chi fa false recensioni, chi prova a barare. Ma se ti beccano ti oscurano. E comunque è solo un problema tecnico, prima o poi risolvibile. Come dice Fabio, i grandi numeri saranno “la livella”.

  6. maxrovelli:

    e i numeri iniziano ad essere davvero grandi ormai; ed il gioco trasforma il cliente in partecipante , lo stakeholder in producer.
    qualche altro link per i navigatori curiosi:
    http://www.instructables.com
    http://www.calcars.org
    http://www.swapthing.org
    http://threadless.com
    http://www.etsy.com

  7. CodadiLupo:

    Segnalo anch’io quello che forse può essere a oggi considerato il miglior portale dedicato alle compagnie aeree: http://www.airlinequality.com/

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