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Viaggiare negli Stati Uniti con (quasi) niente: si può?

Ryan Dwyer, uno studente da poco laureato, passerà 3 mesi in viaggio per gli Stati Uniti spendendo solo 11$ al giorno.
O almeno, questa è la scommessa con se stesso. Ma come fare?
Utilizzando i Social Media. In pratica, un test in real life per vedere se davvero i Social Media sono così Social, se migliorano o peggiorano la nostra vita. Tra quelli che userà Ryan: Ridejoy, per dividere il costo delle corse in auto, Couchsurfing per dormire gratis, e airbnb, con costi contenuti per alloggiare in città. Per saperne di più, leggete il resto dell’articolo su Tnooz.

La Svezia? La più “brava” in Internet

Compilato dalla World Wide Web Foundation di Tim Berners-Lee e reso pubblico dalla BBC l’indice che valuta la situazione web in 61 Paesi, secondo sette diverse categorie: contenuti, impatto sociale, economico, politico, infrastrutture web e così via. Al primo posto troviamo la Svezia, seguita dagli Stati Uniti e dall’Inghilterra. L’Islanda è il paese che usa di più Internet, con un 95% dell’intera popolazione che  naviga l’online. L’indice indica inoltre che gli ostacoli principali all’accesso globale a Internet sono i costi e la censura che alcuni Paesi operano. Per i dettagli, visitate il sito della BBC.

Gli USA? Da percorrere (in parte) in treno

È di Marco Berchi l’intressante articolo di viaggio di Repubblica: gli States dal treno. Il reportage racconta dell’Amtrak che percorre la linea Chicago-Los Angeles. Più di 3.500 Km, tre fusi. Una buona idea per le vacanze estive…

Internet? Sarebbe una potenza mondiale se…

Se Internet fosse uno Stato, diventerebbe la quinta potenza economica mondiale nel 2016. Questa la conlusione a cui è arrivato lo studio del Boston Consulting Group secondo cui arriverebbe solo dopo Stati Uniti, Cina, Giappone e India, superando la Germania. Su La Stampa i dettagli.

Game over per i videogame?

I videogame non piacciono più come una volta. Ce lo dice la BBC: gli Stati Uniti registrano un calo delle vendite di ben 34% rispetto all’anno scorso. Questo potrebbe cambiare notevolmente lo scenario per il lancio della nuova PlayStation Vita in programma il 22 Febbraio in America, Europa e Australia.

Dove vanno i neo-sposi nel 2011?

Lonely Planet torna con le graduatorie: ha pubblicato poco fa una lista delle destinazioni da non perdere per chi va in luna di miele. 

Diverse le località, emerse in seguito ad un incrocio accurato fra analisi effettuate, pareri dei giornalisti, statistiche delle agenzie di viaggio.

La Polinesia sovrasta le altre mete, con le sue cerimonie ad hoc costruite per i neo-sposini e le atmosfere paradisiache, seguita da Turchia, che è invece una new entry fra le mete preferite (Cappadocia in particolare, a cui si può abbinare una vacanza di mare e relax).

Non manca nemmeno la West Coast degli Stati Uniti, e viene registrato un ritorno di fiamma per l’Islanda. Altra evergreen è la barriera corallina australiana, così come tutta l’Oceania.

E voi? Dove andrete o siete andati in viaggio di nozze?

Hai l’IPhone? Trovi lavoro…

È recente la notizia pubblicata da La Stampa: negli Stati Uniti è nato Gigwalk, un nuovo crowdsourcing volto a trasformare la nutrita comunità di possessori di IPhone in manodopera istantanea (e volontaria!).

L’impiego funziona così: un’azienda affida a un gigwalker (ovvero il membro di questa nuova comunità online) un compito da eseguire, facile e veloce, che in genere prevede lo scatto di più foto e l’invio di determinate informazioni attraverso l’applicazione specializzata.

Compenso: dai 3 ai 90 dollari a volta. Chi porta a termine correttamente il “gig”, ovvero “il compitino”, acquista affidabilità, che si concretizza in una classifica generale calcolata in punti. Questo l’unico criterio utilizzato per scegliere gli utenti ai quali affidare il lavoro.

Per ora Gigwalk, su IPhone negli Stati Uniti, non è ancora attivo in Europa. Utilizzato da società stradali (per la segnaletica) e immobiliari, ma con grande potenzialità per molte altre applicazioni, è un’iniziativa geniale.

Quanto tempo date a questa idea per arrivare anche in Italia?

E tu, che mestiere strano fai?

Scacciatore di piccioni, coordinatore del campo degli elefanti o mastro delle anatre.

E poi dicono che c’è la crisi! Questi i “nuovi” mestieri degli hotel di lusso, che aspirano sempre di più alla perfezione e alzano gli standard – o comunque cercano di soddisfare le esigenze più curiose dei clienti – con mansioni specifiche strettamente legate al territorio dove vengono costruiti.

Silvia Bragalone ci fa sapere nel suo articolo su Yahoo! che in India, al Rambagh Palace, c’è chi scaccia piccioni dal cortile di questa ex-residenza del marajà di Jaipur, in modo che non disturbino i visitatori.

Al Four Season Tented Camp Golden Triangle di Chiang Raj, in Tailandia, esiste un coordinatore del campo degli elefanti, responsabile di una mandria di pachidermi da addestrare per poi farli interagire nella sicurezza più assoluta con i turisti.

A Memphis il mastro delle anatre del Peabody Hotel è colui che accompagna le anatre alla fontana dell’hotel perchè possano rinfrescarsi con un bagno assolutamente regale.

In Lettonia, nel Gulag-Hotel di Karosta, si arriva a vette inimmaginabili di (macabra) fantasia: è stata assunta una guardia apposita per i clienti più esigenti che “pretendono” di essere maltrattati e vengono quindi obbligati – mentre pernottano nelle celle – a pulire le latrine o a “confessare”.

Paese che vai, cliente (strano) che trovi?

Qual è il mestiere più strano collegato a un hotel che abbiate mai sentito?

Twitter? Un aiuto alla lotta anti-terrorismo

Dovrebbe essere pronto in questi giorni il programma che permetterà a Twitter e Facebook di giocare un ruolo importante nella lotta al terrorismo statunitense.

Si è infatti deciso, a 10 anni dal lancio degli allarmi suddivisi per colore a seconda della gravità – criticati più volte perchè troppo numerosi e vaghi – di coinvolgere i Social Media per l’allerta pubblica in caso di allarmi terroristici “quando appropriato”, afferma il nuovo documento della Domestic Homeland Security. Gli allarmi verranno ridotti a due tipi: “elevated” quando l’allarme di pericolo è attendibile ma non specificato, con informazioni utili a prevenire l’attacco, e “imminent”, lo stadio più grave, ovvero una minaccia terroristica impellente e specificata o un vero e proprio attacco terroristico in corso.

Questo semplificherà le cose o creerà inutili allarmismi?

Secondo voi usare Twitter e Facebook può essere il modo giusto per dare l’allerta nel modo più veloce possibile?

Blogger? Sì grazie.

Quando persino Obama sceglie di riservare un posto sul charter che lo segue nelle sue trasferte all’estero ad un blogger (Politico.com), allora si può davvero dire: i blogger sono stati sdoganati.

Succede negli Stati Uniti, ce lo racconta un recente articolo di Repubblica. Da Mike Allen a Matt Yglesias, passando per Ezra Klein (bocciato come aspirante redattore del giornale universitario quando era studente alla University of California di Los Angeles e diventato poi opinionista fisso del Washington Post), sono giovanissimi e in carriera i blogger americani, e sembrano essere i nuovi VIP del futuro.

Credo nel potere dei blog ed è per questo che anche io mi sono lanciato in questa avventura, e vedo questo mezzo di comunicazione come uno strumento forte e veloce per fare brainstorming e informazione allo stesso tempo.

Voi cosa ne pensate? È ancora attuale il dibattito blogger versus giornalisti o pensate che ormai davvero il ruolo dei primi sia stato sdoganato e siano entrati ufficialmente nell’Olimpo dell’informazione agli alti vertici?