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Facebook Italia: come sta?

Il Corriere della Sera entra negli uffici di Facebook Italia – country manager Luca Colombo – per capire come sta Facebook a poche ore dalla messa online sulle bacheche dei nuovi strumenti per il controllo della privacy. Tre gli obiettivi principali per Facebook: aggiungere controlli utilizzabili nel momento in cui si condivide qualcosa, aiutare l’utente a comprendere ciò che viene mostrato agli altri e dove su Facebook, e fornirgli gli strumenti per aiutarti ad agire sui contenuti che non gli piacciono. Tutti i dettagli qui.

L’importanza dei Social Media per l’industria dell’ospitalità

Durante la 35esima edizione del NYU International Hospitality Industry Investment Conference molti CEO hanno sottolineato ancora una volta come sia importante l’esperienza dei clienti per il successo degli hotel nel mercato di oggi. E sempre più emerge la necessità di ascoltare il cliente per poter migliorare, ma come? Attraverso i Social Media. Ecco che finalmente anche gli Hotelier hanno compreso la potenza – e la duttilità – di questi strumenti per capire meglio il mercato. Per seguire il processo e le diverse testimonianze, correte a leggere su Tnooz.

Turismo Religioso

300 milioni di turisti e un giro d’affari da 18 miliardi di dollari l’anno: questi sono gli ultimi dati del World Tourism Organization per quanto riguarda il turismo religioso tra viaggi in Terra Santa, Medjugorje e molte altre tappe care ai fedeli. Su L’Agenzia di Viaggi altre informazioni su questo “trend” che non conosce crisi…

L’E-Commerce in Italia

In Italia gli ultimi dati reali rilevano per l’e-commerce un volume di business pari a 9 miliardi di euro di cui il 50% in turismo. Ma su 60 milioni di italiani solo 25 vanno sul veb e solo 9 acquistano tramite internet. Come far crescere i numeri? Soprattutto con strumenti culturali: fornire certezza di prodotto e qualità. I dettagli su L’Agenzia di Viaggi.

L’economia digitale italiana: a che punto siamo?

La Dag (Digital Advisory Group) ha appena effettuato uno studio: le Pmi che hanno adottato su larga scala il digitale crescono del 10% e con loro aumenta del 50% il margine operativo.

L’economia digitale italiana ha permesso un’espansione internazionale superiore di oltre il 200% grazie a esportazioni “Web enabled”.

Tra gli ostacoli allo sviluppo ulteriore dell’economia digitale – quel passo avanti di cui ancora necessitiamo per portarci alla pari dei livelli internazionali – è la banda larga, il cui uso in Italia è ancora molto limitato e posiziona il Paese in fondo alla classifica internazionale, ma anche la scarsa propensione all’eCommerce da parte di consumatori e aziende, la troppo parziale divulgazione dei servizi online nella Pubblica Amministrazione, limiti nel quadro formativo e carenze di competenze digitali qualificate.

Il report della Dag propone 12  idee da sviluppare per migliorare la situazione, di cui le più interessanti sono:

1. Colmare il digital divide, aumentando copertura e velocità delle linee ADSL.

2. Promuovere i servizi di egovernment esistenti migliorandone la fruibilità (esemplare l’esempio del Regno Unito per la Pubblica Amministrazione, con obiettivo di chiudere tutti gli sportelli “fisici” entro il 2013

3. Pianificare lo sviluppo di una formazione digitale di qualità, con un approccio collaborativo delle università e flessibilità dei piani di studio.

4. Costituire una Digital Experience Factory, ovvero una fabbrica a tutti gli effetti, con l’obiettivo di sviluppare competenze in modo innovativo

5. Incentivare le start up digitali con progetti e borse di studio, come il Working Capital e il progetto H-Farm.

Le domande ora sono: chi si fa promotore di queste attività? Quando? Come?

Twitter: il cinguettio è più allegro quando non si lavora

La Cornell University di New York, in seguito a una ricerca eseguita da due sociologi che hanno analizzato 509 milioni di twitt su Twitter provenienti da utenti distribuiti in 84 Paesi differenti parla chiaro: le persone sono più felici quando non lavorano.

Grazie ad un software capace di intercettare l’umore delle persone attraverso parole chiave, Michael Macy e Scott Golden hanno identificato il sentimento generale di chi twitta: la rabbia, la paura, la noia, la felicità.

Il quadro è piuttosto chiaro: si è più ottimisti al risveglio, verso sera e nel weekend.

Come mai? Facile: ha a che vedere con il potere terapeutico del sonno, la quantità di luce nei diversi orari della giornata e lo stress (lavorativo).

Come usate Twitter? Vi rispecchiate nell’analisi degli studiosi di New York? Considerate attendibili queste considerazioni?

Io credo che ci sia del vero – ma anche del banale, se posso permettermi: lo stress non può che nuocere all’umore e il pensiero dell’avvicinarsi di una serata tra amici dopo il lavoro non può che rendere più sereni. Ci serviva una ricerca su Twitter per capirlo?

Oh Sole mio!

Il settore del turismo è uno dei più viziati da sondaggi, statistiche, studi di mercato e previsioni. Numeri e risultati spesso si contraddicono a vicenda, ma non c’è davvero tempo di farci caso e una fotografia più o meno veritiera forse emerge sempre.

Nella ridda di saggi e misurazioni ogni tanto appare un punto di vista originale, magari non autorevole in termini di business, ma stimolante o anche solo divertente.

Tourism Review, per esempio, stila l’elenco delle 8 città più soleggiate d’America. Un breve vademecum pensato per meteopatici made in USA.

Mentre leggo che Yuma, in Arizona, batte ogni concorrente con il 90% di giorni soleggiati, tallonata da Las Vegas con 85%, immagino quali località italiane potrebbero inserirsi. Oppure, quali categorie potremmo prevedere nell’ottica di un servizio originale al servizio di Sua Maestà l’Italia.

Suggerimenti?