Mi ci ha fatto pensare il bravissimo Massimo Chiriatti de Il Sole 24 ore : viviamo in una società che è sempre più team, sempre più gruppo, sempre più sociale.
Se in principio chi era al vertice – o semplicemente chiunque volesse comunicare o vendere qualcosa al pubblico - “bombardava” di messaggi coloro che stavano più in basso, alla base della piramide o semplicemente in ascolto come pubblico, oggi il potere fra imprese e consumatori si sta sempre più riequilibrando grazie ad internet e all’interattività, con benefici per entrambe le parti (tu puoi dirmi cosa ti piace davvero e io posso finalmente saperlo con chiarezza).
Si lavora in gruppo insomma – che sia vero o virtuale – e proprio per questo ci si arricchisce, ribaltando un sistema a “catena di montaggio” che fino a pochi anni fa funzionava proprio perchè monodirezionale.
Questo comporta una presa di consapevolezza generale, da chi comunica a chi riceve la comunicazione – spesso anche i confini dei ruoli si annullano, in questo loop di comunicazione continua (è il cliente ad aver bisogno di me e io di lui): una Netarchia, come la chiama Chiriatti, di cui necessitiamo se vogliamo evitare l’assoggettamento e il ritorno a una gerarchia – nel senso più ampio del termine – che ormai non ci appartiene più.
Una “piattaforma partecipativa” globale (sempre citando Chiriatti) che ci aiuti a costruire un futuro come si deve, e come si può: al meglio.
Speriamo sia fattibile, speriamo sia uno dei grandi passi che internet ci ha aiutato a fare.