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Social Network o Media tradizionali?

Molto bello il post di Luca De Biase pubblicato recentemente sul suo blog, che ha sollevato diverse domande sull’eterna discussione Social Network versus media tradizionali.

In realtà la problematica è molto più ampia perchè riguarda il nuovo tessuto sociale, “social network” in senso letterale, e i media classici.

È possibile far convivere entrambe le dimensioni?

La chiave, sostiene De Biase, è che questo Paese vuole, e ha bisogno di, trovare una strada per sviluppare l’innovazione nei media nonostante “il tappo enorme di potere” (De Biase cita Edoardo Fleischner) che ci blocca.

Come?

Cercando di distinguere fra dimensione sociale e dimensione politica.

I media sociali riescono a generare idee nuove e a stimolare giovani menti e potranno sostenere il ruolo di “creatori” delle risorse perchè sono spogliati della valenza politica dei media classici e arricchiti da una dimensione globale nuova e unica che prende sì spunto dal territorio in cui nasce ma si collega “naturalmente” ad altre realtà mondiali, arrivando – eticamente e praticamente – dove i media tradizionali non arrivano.

Voi pensate che sia possibile far convivere questi due “ecosistemi dell’informazione”, come li chiama De Biase?

Facebook? Fa bene agli anziani

I social network vanno forte fra gli over 65: da un articolo de La Stampa i dati, abbastanza sorprendenti, che riportano il beneficio che gli anziani traggono dai social netwrok.

Ben un milione e mezzo di anziani in Italia li usa per tenersi in contatto con amici e parenti, secondo le stime dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (Aip), e proprio grazie agli stimoli della rete sarebbero proprio questo gruppo a mantenere il cervello allenato e ad avere meno problemi di memoria, o almeno così dimostra uno studio condotto in due Residenze Sanitarie Assistite italiane della provincia di Cremona e di Brescia.

Marco Trabucchi, presidente dell’Aip, spiega che negli ultimi anni il numero di anziani “in Rete” è cresciuto dell’80%, con un 8% circa del totale degli iscritti a Facebook che supera i 65 anni.

Cosa ne pensate? Credete che i social network possano essere un aiuto per gli anziani, soprattutto per sentirsi meno soli?

Buon compleanno, Twitter.

Ha compiuto 5 anni neanche un mese fa il social network che richiede agli utenti un’unica condizione, quella di esprimersi con non più di 140 caratteri.
Twitter è ufficialmente diventato grande: in un lustro è arrivato ad essere quotato 2,6 miliardi di euro e ad aggregare una comunità di 200 milioni di persone nel mondo.
Il 21 marzo 2006 Evan Williams, Jack Dorsey e Biz Stone creavano Twitter: oggi sono testimoni della realizzazione delle potenzialità che avevano visto allora.
Twitter infatti è uno strumento di informazione globale e di cambiamento che, si può dire, arriva spesso prima di tutti: è stato proprio Twitter fra i primi ad annunciare l’attacco terroristico di Bombay o l’ammaraggio sull’Hudson dell’aereo della Us Airways. È stato Twitter a parlare a raffica, anticipando i giornalisti “tradizionali”, della liberazione dell’Egitto dalla dittatura di Mubarak.
E adesso? Adesso si pensa a come trasformare questo mezzo in un’azienda che porti ricavi e profitti. Pochi mesi fa è stato eletto il nuovo amministratore delegato Dick Costolo: riuscirà nell’impresa?
Voi usate Twitter? Come pensate abbia cambiato internet?

TravelTradeItalia

Ciao Fabio,

l’avresti visto ad Ascoli Piceno avendolo presentato lì… ma non c’eri. Questa mia non per tirarti le orecchie ma semplicemente per invitarti a iscriverti e a dire la tua sul primo social network per il prodotto turistico Italia TravelTradeItalia.com che abbiamo appena lanciato. Un modo per far conoscere l’Italia al mondo attraverso un nuovo modo di comunicare, ovvero quello dei social network. Noi non siamo “magici” (a proposito, indovina un po’ chi ha lanciato la prima notizia in assoluto su Magic Italy…    http://www.ttgitalia.com/) ma siamo online e abbiamo già quasi 2000 iscritti. E’ una versione beta, presto in arrivo tante altre funzionalità. Ma se il buongiorno si vede dal mattino. Attendo tuoi commenti e quelli dei tuoi (nostri?)  lettori

Miscellaneous: Master in Web Marketing, Mobile@Tourism e Twitter

Due o tre segnalazioni che ci tenevo a condividere:

  • Twitter:
    la scalata di Twitter: sembra un gioco, ma un fenomeno come quello di Twitter sta diventando sempre più reale. Sta cambiando il modo di comunicare, di condividere e di fare promozione. Tanto da meritarsi la copertina di TIME. Interessanti le applicazioni in ambito turistico. Anche a giudicare dal numero di Aziende e Professionisti del settore che si affacciano ogni giorno a questo Social Network per far sentire al mondo i propri cinguettii.
  • Master:
    segnalo il Master in Marketing e Web Marketing Turistico proposto da Roberta Milano. Se è vero (eccome se è vero …) che il Web sta rivoluzionando l’acquisto di beni e servizi, nonchè la fruizione delle informazioni, ritengo importante studiare con grande professionalità il modo in cui i nuovi strumenti possono svolgere un ruolo fondamentale nella promozione del turismo. Lo ritengo un Master dal taglio molto efficace perchè mette al centro della proposta formativa l’utilizzo del Web, non relegandolo a semplice curiosità accessoria. E la qualità è garantita dall’esperienza di Roberta e degli altri docenti.
  • E dopo il Web ?
    Siamo nel pieno dell’esplosione del Web come “portale” di accesso alle informazioni (dalle foto di Noemi alle breaking news …) e agli acquisti di servizi, ma bisogna già pensare alle sue evoluzioni future. E una evoluzione certa è la sua “mobilizzazione”. Si parla da anni di Internet mobile. E mentre se ne parla, l’Internet mobile è ormai nelle tasche di molti di noi. Discuteremo di come il Mobile può offrire nuovi spunti di promozione e commercializzazione in ambito turistico nel convegno promosso dall’Università La Sapienza la prossima settimana a Roma.

Svezia (ed altri) nei social network

Visto che si è acceso un dibattito intenso sui nuovi spot dell’ENIT e, in generale, sulla promozione turistica nell’era del 2.0, propongo anche alla riflessione un esempio che mi piace molto di come un Ente nazionale del Turismo può coinvolgere i turisti e promuovere il proprio Paese in modo moderno e facendo un uso intelligente del Social Network. E’, a mio parere, il caso di Community of Sweden.

Tanti, al tempo stesso, stanno utilizzando in maniera crescente Twitter. Esempi sono l’Irlanda e l’Australia Occidentale – ahi, ahi, anche loro con il problema delle promozioni regionali e non nazionali ? ;-) .

svezia

Ripartire da Zero. Anzi, da Due punto Zero

Riprendo uno spunto che trovo molto interessante scritto da Giorgio Rapari, Presidente di Assintel, e pubblicato dalla newsletter dell’Associazione. Mi sembra interessante la riflessione sul vero contenuto del concetto di 2.0 che è il focus sui processi, ben prima che sulle tecnologie. Soprattutto perchè proposta da un uomo di tecnologie.

Il punto…
Ripartire da Zero. Anzi, da Due punto Zero[Di Giorgio Rapari]

Questo inizio di primavera sembra arrivato quasi per caso, in sordina, come se il frastuono incessante della crisi, con i suoi strilloni, i suoi moniti, i suoi profeti e i suoi numeri neri sia capace persino di oscurare il sole. L’attenzione agli scenari, ai grandi numeri, ai trend, tipicamente distoglie dalle piccole cose, ma soprattutto innesca un effetto di retroazione.

E’ il cosiddetto cane che si morde la coda, tant’è che, a parlar di crisi, la crisi arriva davvero e forse più intensamente di quanto sarebbe se nessuno ne parlasse in questi termini.

Il concetto non solo vale per le circostanze negative ma, fortunatamente, anche per quelle positive. E qui, dunque, voglio soffermarmi. Sottolineando uno fra gli aspetti che andrebbero evidenziati con il giallo fosforescente, come si faceva a scuola sui libri. Uno di questi elementi positivi, che è sicuramente fra i più interessanti, nasce dal basso; o meglio, è massimamente visibile nella sua versione “popolare”.

Sto pensando al web 2.0. Quando si parla di 2.0, infatti, si è subito indotti a pensare alle manifestazioni più visibili e “consumer” del web, primi fra tutti i social network e i blog. Che, a ben vedere, poco sembrano c’entrare con il business aziendale e la ripresa del ciclo economico. Anzi, proprio per il meccanismo di cui sopra, potrebbero addirittura essere un elemento di amplificazione del clima generale di sfiducia e di crisi.

Ma questo 2.0 è solo la punta dell’iceberg di un “fenomeno” destinato a diventare il protagonista dell’organizzazione economica, oltre che sociale, del futuro prossimo. E, perchè no, della ripresa. La parte di iceberg che sta sotto la superficie visibile si chiama Enterprise 2.0. Sono in realtà ancora poche le aziende che hanno switchato all’Enterprise 2.0, perchè pochi sono coloro che hanno veramente compreso il significato di questa espressione: la difficoltà non è banale, perchè – al di là delle parole – sottende un radicale cambiamento di prospettiva. Si parte cioè dal web partecipativo per arrivare ad una vera rivoluzione a 360 gradi della cultura aziendale, che coinvolge potenzialmente tutti i processi.

L’accento non è – come si potrebbe essere tentati di pensare – sulle tecnologie abilitanti. Quelle ci sono, e sono le tecnologie della Rete, che diventa piattaforma. Se così fosse, basterebbe installare un software per far decollare una community e attivarne i meccanismi virtuosi.
Ma non è così.
L’accento è su una nuova cultura delle condivisione on-line, attraverso la quale re-inventare i processi su tre linee precise di intervento: i propri clienti, i propri partner e l’azienda stessa.

In questo modo si attiva un ciclo cibernetico virtuoso che si auto-alimenta, catalizzatore di aggregazione e di costruzione della conoscenza, tanto verso l’esterno quanto a livello intra-aziendale.
Non considerare strategicamente le potenzialità di questo approccio può risultare un errore di grande portata, proprio ora in cui la crisi economica inizia a farsi sentire anche sulle aziende dell’ICT e dei Servizi Innovativi, dopo aver falciato l’industria manifatturiera e i consumi.

Enterprise 2.0 può infatti significare opportunità di ri-costruire il proprio business su una vera centralità della relazione con il Cliente, proprio a partire dal Cliente stesso, catalizzando attorno a questo concetto l’intera organizzazione dei processi aziendali, dal marketing al CRM, dal Portale al Content Management fino ad arrivare persino all’ERP.
E può voler dire attivare una valorizzazione dei talenti e della conoscenza all’interno dell’azienda, capitalizzando su quelle risorse che troppo spesso rimangono nascoste o non pienamente utilizzate.

La responsabilità di questa svolta (o della mancanza di attuazione di questa svolta), una volta tanto, non è dell’ICT.
A conti fatti, la titolarità della scelta non risiede (solo) nella funzione ICT, ma nel management dell’azienda, nella prima linea: lì sta l’ownership e la sponsorship del cambiamento, perchè non stiamo parlando solo di modificazioni tecnologiche ma di ristrutturazione strategica della cultura e dell’infrastruttura aziendale.

L’ICT, in questo contesto, ha per una volta un compito facilitato. Perchè il concetto di 2.0 è ormai diffuso a livello basic. Si tratta ora di far percepire il salto di qualità alle aziende, attraverso azioni di sensibilizzazione, di avvicinamento al linguaggio dell’utente, di proposizione di best practice, di descrizione di scenari e opportunità, con l’accortezza di ancorarli costantemente a semplici e puntuali misurazioni del ritorno dell’investimento.

Toscana in salsa social

Sulla mancata strategia per il turismo a livello di Paese abbiamo spesso disquisito e molto si è postato su questo stesso blog.  Nel frattempo i più furbi non stanno ad aspettare e cercano di costruirsi un’identità più affine ai tempi.
La Toscana, per esempio, annuncia l’avvenuto restyling per un rilancio a colpi di web. Un piano tattico composito e articolato, del valore di 17 milioni di Euro. L’intento? Meno turismo di massa, più qualità. Meno mordi & fuggi, più consapevolezza.

Il media mix ovviamente non prescinde da canali più tradizionali, ma è la Rete a donare un quid differente e decisamente aggressivo.

  • Nuovo sito – piattaforma di lancio per una ridda di azioni contemporanee
  • Coinvolgimento di blogger e social network
  • Forum di discussione con animatori-ambasciatori multilingue
  • Servizi accessibili via cellulare
  • Tecnologia Google AdWords e Google Street View

Altro che “Please, visit Italy”…

Verso un Travel Network (ing)

Lo shopping può esser Social, ma soltanto se parte dal web. Lo scorso anno infatti sono nati strumenti, sulla falsariga dei social network, dove i membri della comunità online condividono esperienze sui prodotti e i servizi acquistati.

I primi, manco a dirlo, sono nati negli Stati Uniti, come ThisNext.com o Kaboodle.com, dove però il travel è ben poco presente. I prodotti fisici, in particolare quelli alla moda come in Stylehive.com, sono al momento i più ricercati e censiti, ma interessante è anche l’attività di un sito come Crowdstorm.com (letteralmente tempesta della folla), attivo anche in Gran Bretagna che, grazie a “un mondo di esperti”, come recita lo slogan che accompagna il logo, inizia a recensire e a dare suggerimenti anche sul mondo dei viaggi, principalmente sulle compagnie aree o su alcune loro rotte. Un mondo questo  ancora poco investigato dalle aziende, che potrebbero prendere interessanti spunti da questi siti e utilizzarli anche come strumenti di controllo per i propri prodotti.