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	<title>Tourism Café &#187; Social network</title>
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	<description>Conversazioni sul mondo e dintorni.</description>
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		<title>Social Business</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lazzerini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’&#8221;F-factor&#8221;, costituito da Friends, Followers e Fan, diventa sempre più importante per il marketing delle aziende influenzandone le scelte, questo articolo ce lo spiega in modo molto esaustivo, un utile remind sull’importanza dei social network per il business.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’&#8221;F-factor&#8221;, costituito da Friends, Followers e Fan, diventa sempre più importante per il marketing delle aziende influenzandone le scelte, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-01-16/frontiere-social-business-ecco-092846.shtml?uuid=AacmZbeE " target="_blank">questo articolo </a>ce lo spiega in modo molto esaustivo, un utile remind sull’importanza dei social network per il business.</p>
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		<title>I Social Network e la Net-iquette</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 12:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lazzerini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ci si comporta sui Social Network? Esiste un galateo da rispettare? Mymarketing e Brandforum.it (nella persona di Gabriella Vivaldi) ci aiutano con un decalogo ad hoc (la Social Net-iquette, come viene chiamata nell&#8217;articolo). La premessa è doverosa: ultimamente grandi brand hanno scatenato &#8211; involontariamente &#8211; polemiche su Facebook e Twitter (vedi il caso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ci si comporta sui Social Network?</p>
<p>Esiste un galateo da rispettare? Mymarketing e Brandforum.it (nella persona di Gabriella Vivaldi) ci aiutano con un decalogo ad hoc (la Social Net-iquette, come viene chiamata nell&#8217;<a href="http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=1568&amp;sez_id=3%3E%20" target="_blank">articolo</a>).</p>
<p>La premessa è doverosa: ultimamente grandi brand hanno scatenato &#8211; involontariamente &#8211; polemiche su Facebook e Twitter (vedi il caso di Patrizia Pepe) causa mal-gestione dei suddetti media da parte di grandi, grandissimi aziende che si sono trovate impreparate a gestire una crisi (leggi: lamentele o insulti sui Social Network da parte dei compratori).</p>
<p>Come fare, allora, a uscirne a testa alta?</p>
<p>Brevemente riassumo il decalogo, che sottoscrivo in pieno.</p>
<p>1) Mai reagire d&#8217;impulso e rispondere con osservazioni concrete 2) è necessario far percepire che dietro il brand c&#8217;è una persona 3) rispettare sia il brand che l&#8217;utente 4) esprimersi educatamente 5) fare e ricevere critiche costruttive 6) non dilungarsi troppo e utilizzare invece la mail per spiegarsi, se necessario 7) essere chiari, avere coraggio e rispondere sempre, anche se i commenti sono negativi 8 ) mai cancellare i commenti 9) mantenere il rispetto di diverse culture 10) non giudicare.</p>
<p>Queste nozioni possono sembrare banali ma sono utilissime: il dialogo fra brand e consumatore deve essere reciproco e rispettoso. Questo è un equilibrio delicato da mantenere, ma doveroso da tenere presente quando una gaffes è ha portata di mano (e le gaffes in questo campo sono 10 volte peggiori, visto che il bello dei Social Network è che tutto avviene in tempo reale ed ha un&#8217;eco difficile da fermare&#8230;). Un passo falso, e lo saprà tutta la rete&#8230;.ricordatevelo!</p>
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		<title>Record di download per il 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 08:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lazzerini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Android versus iOS, e poi Windows Phone 7 e Blackberry: le piattaforme tecnologiche sono ormai il ring dove si incontrano e scontrano le app a loro dedicate. Un articolo di Mymarketing di Roberto Bonin ci comunica il record di download di app negli ultimi mesi. Si segnala in particolare un aumento di download per le applicazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Android versus iOS, e poi Windows Phone 7 e Blackberry: le piattaforme tecnologiche sono ormai il ring dove si incontrano e scontrano le app a loro dedicate.</p>
<p>Un articolo di Mymarketing di <a href="http://http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=1482&amp;sez_id=1" target="_blank">Roberto Bonin</a> ci comunica il record di download di app negli ultimi mesi.</p>
<p>Si segnala in particolare un aumento di download per le applicazioni di viaggio e turismo, seguite dalle app dei social network (non solo facebook e twitter, ma anche Foursquare, FriendFeed, Gowalla).</p>
<p>Anche Alitalia e Trenitalia sembrano essere molto apprezzate: facilitano le pratiche di viaggio, per non parlare di tutte le app che informano il lettore delle news dell&#8217;ultimo minuto (vedi Ansa, Corriere).</p>
<p>Impossibile dimenticarsi di Angry Birds, ma anche le grandi aziende che per la prima volta hanno scelto di buttarsi in questo mondo raccontandosi con una voce diversa (considerata la piattaforma).</p>
<p>Qualche esempio? Barilla con iPasta, Poltrona Frau e molti altri con una sinergia di app che collega advertising, social media marketing e CRM.</p>
<p>E voi? quale app usate?</p>
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		<title>E la pagina facebook?</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 07:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lazzerini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un recentissimo post di Antonello Maresca sul suo blog omonimo mi ha fatto riflettere non poco: segnalava la cancellazione &#8211; improvvisa e irreversibile &#8211; di una pagina aziendale Facebook sul Progetto WTM, &#8220;laboratorio collaborativo tra i maggiori esperti di marketing turistico&#8221;, come da lui stesso definito. Dopo 18 mesi di vita e 2200 fan, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un recentissimo <a href="http://www.antoniomaresca.com/2011/08/pouf-…-sparita.html " target="_blank">post di Antonello Maresca </a>sul suo blog omonimo mi ha fatto riflettere non poco: segnalava la cancellazione &#8211; improvvisa e irreversibile &#8211; di una pagina aziendale Facebook sul Progetto WTM, &#8220;laboratorio collaborativo tra i maggiori esperti di marketing turistico&#8221;, come da lui stesso definito.</p>
<p>Dopo 18 mesi di vita e 2200 fan, la pagina è sparita, cancellata forse da uno degli amministratori, così, da un giorno all&#8217;altro.</p>
<p>Antonello sottolineava come sia incoerente il fatto che queste pagine business &#8211; su cui un&#8217;azienda a volte investe tempo e denaro &#8211; manchi di un punto di riferimento reale: si è provato a compilare form e contattare l&#8217;assistenza, ma non ci sono stati risultati.</p>
<p>Ecco quindi che da un momento all&#8217;altro, senza alcuno avviso agli altri amministratori della pagina (in questo caso erano 9) che il prodotto sarebbe stato soggetto ad eliminazione, lo sforzo di un anno e mezzo scompare così, senza tracce e senza rimedio.</p>
<p>Spesso non ci pensiamo, ma lo strumento di Facebook è fortissimo e molto fragile allo stesso tempo.</p>
<p>Ci sono in vista cambiamenti a riguardo, però, e spero arrivino il prima possibile&#8230;voi cosa ne pensate? Avete già buone notizie da darmi?</p>
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		<title>Bronzi di Riace: spot efficace o… buco nell&#8217;acqua (o peggio)?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 08:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lazzerini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È partita il 15 giugno la mini-campagna pubblicitaria per rilanciare l&#8217;incoming nel Meridione che sta viaggiando anche sul web (e sul portale ufficiale del turismo italia.it), Social Network inclusi. Nello spot, le immagini dei luoghi più belli del Mezzogiorno: da Selinunte a Lampedusa, da Tropea a Ischia, da Ostuni Agnone a Isernia fino a Matera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È partita il 15 giugno la mini-campagna pubblicitaria per rilanciare l&#8217;incoming nel Meridione che sta viaggiando anche sul web (e sul portale ufficiale del turismo italia.it), Social Network inclusi. </p>
<p>Nello spot, le immagini dei luoghi più belli del Mezzogiorno: da Selinunte a Lampedusa, da Tropea a Ischia, da Ostuni Agnone a Isernia fino a Matera, Siracusa, Capri e Pantelleria. </p>
<p>Soddisfatto il Ministro Brambilla alla presentazione della campagna, che ha annunciato che lo spot sarà trasmesso per tre settimane. </p>
<p>Già ottime le performance registrate per le prenotazioni in Basilicata (+25,5%), Molise (+18,4%) e Calabria (+17,4%) che superano la media di occupazione camere dell&#8217;area Sud e isole. </p>
<p>E parlando di Calabria, cosa ne pensate dallo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y8fwf6RFWK8" target="_blank">spot dei Bronzi di Riace</a> ormai diventato &#8220;popolare&#8221; in rete? </p>
<p>Tantissime le polemiche per l&#8217;animazione a computer dei due reperti archeologici che si trasformano, in video, in due ragozzotti che litigano su dove andare in vacanza, passando il messaggio di una Calabria dal paesaggio così vario da invogliare a &#8220;scappare&#8221; persino i Bronzi, per vederne così le meraviglie dal vivo.</p>
<p>A me, personalmente, lo spot non piace: non ne colgo nessun lato umoristico, ma solamente lo scempio di immagine di due opere d’arte dal valore inestimabile. Per non parlare, poi, della scarsa utilità che ormai offre il mezzo televisivo, in epoca di campagne virali sul Web. Come spesso accade, un impiego migliore dei fondi pubblici lo si poteva trovare…</p>
<p>Il Ministro Brambilla, invece, proprio durante la presentazione della campagna promozionale sopra citata diretta a incrementare il turismo nel Sud della penisola si è schierata a favore dello spot…</p>
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		<title>Il virus? Oggi è nei social network</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 15:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lazzerini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha comunicato in un rapporto semestrale (luglio-dicembre 2010) sulla sicurezza che oggi i virus viaggiano sempre più spesso sui Social Network e meno via mail. Basato sui sistemi di 117 paesi nel mondo, il report ha segnalato un aumento di oltre il 1200% di attacchi di phishing sui siti dei Social Network (conoscete già, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft ha comunicato in un rapporto semestrale (luglio-dicembre 2010) sulla sicurezza che oggi i virus viaggiano sempre più spesso sui Social Network e meno via mail.</p>
<p>Basato sui sistemi di 117 paesi nel mondo, il report ha segnalato un aumento di oltre il 1200% di attacchi di phishing sui siti dei Social Network (conoscete già, per esempio, il caso dei link che avrebbero dovuto condurre ai video della morte di Bin Laden).</p>
<p>Pensate alla facilità che si ha di postare un link (in questo caso, se eseguito da un haker, un link infetto) sul wall delle grandi aziende rappresentate su Facebook. Se l&#8217;azienda non ha previsto un monitoraggio costante sulla sicurezza, immaginate le conseguenze, moltiplicate per il numero di fan della pagina e avrete un&#8217;idea della gravità della (potenziale) situazione. </p>
<p>Il Security Intelligence Report rivela anche il diffondersi di &#8220;scareware&#8221;, finti antivirus da scaricare online (ovviamente, sono loro stessi dei virus che nuoceranno al pc) e di &#8220;adware&#8221;, programmi a contenuto pubblicitario basati sulle abitudini di navigazione dell&#8217;utente. </p>
<p>Come proteggersi? Fermandosi un attimo a riflettere prima di cliccare, cosa che ormai, forse, facciamo troppo raramente.</p>
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		<title>Facebook o Google, questo è il problema…</title>
		<link>http://www.tourismcafe.it/facebook-o-google-questo-e-il-problema%e2%80%a6/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lazzerini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luca de Biase in un post recente sul suo blog omonimo affronta l&#8217;annosa questione: la pubblicità è meglio su Google o su Facebook? Difficile anche solo confrontare i due mezzi, anche se oggi sappiamo molto bene che gli utenti della rete passano moltissimo tempo sul Social Network. Circa 12 milioni di persone in Italia, infatti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Luca de Biase</strong> in un post recente sul suo <a href="http://blog.debiase.com/2011/05/pubblicita-meglio-google-o-fac.html">blog</a> omonimo affronta l&#8217;annosa questione: la pubblicità è meglio su Google o su Facebook?</p>
<p>Difficile anche solo confrontare i due mezzi, anche se oggi sappiamo molto bene che gli utenti della rete passano moltissimo tempo sul Social Network. </p>
<p>Circa 12 milioni di persone in Italia, infatti, si connettono ogni giorno a Facebook. </p>
<p>Come arrivare a loro attraverso la pubblicità? Funziona di più il Social Network o Google? </p>
<p>Sicuramente la rivalità fra i due è aperta e dichiarata: è di pochissimi giorni fa la notizia che afferma che Facebook abbia pagato una società di relazioni pubbliche per far parlar male dell&#8217;avversario. </p>
<p>Perchè? </p>
<p>Perchè Google sta ora mettendo in atto quello che Facebook fa da tempo: mappare le connessioni dei suoi utenti, raccogliendo informazioni per poterle poi usare per l&#8217;ideazione di pubblicità mirate (attraverso agenzie che comprano e &#8220;traducono&#8221; queste informazioni in operazioni di marketing). </p>
<p>E allora via libera a mosse scorrette e lotte per accaparrarsi la fetta maggiore di utenti. </p>
<p>Perchè in amore e in guerra (anche quella online), tutto è permesso.</p>
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		<title>Hai l&#8217;IPhone? Trovi lavoro…</title>
		<link>http://www.tourismcafe.it/hai-liphone-trovi-lavoro%e2%80%a6/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 08:13:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È recente la notizia pubblicata da La Stampa: negli Stati Uniti è nato Gigwalk, un nuovo crowdsourcing volto a trasformare la nutrita comunità di possessori di IPhone in manodopera istantanea (e volontaria!). L&#8217;impiego funziona così: un&#8217;azienda affida a un gigwalker (ovvero il membro di questa nuova comunità online) un compito da eseguire, facile e veloce, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È recente la notizia pubblicata da La Stampa: negli Stati Uniti è nato Gigwalk, un nuovo crowdsourcing volto a trasformare la nutrita comunità di possessori di IPhone in manodopera istantanea (e volontaria!). </p>
<p>L&#8217;impiego funziona così: un&#8217;azienda affida a un gigwalker (ovvero il membro di questa nuova comunità online) un compito da eseguire, facile e veloce, che in genere prevede lo scatto di più foto e l&#8217;invio di determinate informazioni attraverso l&#8217;applicazione specializzata. </p>
<p>Compenso: dai 3 ai 90 dollari a volta. Chi porta a termine correttamente il &#8220;gig&#8221;, ovvero &#8220;il compitino&#8221;, acquista affidabilità, che si concretizza in una classifica generale calcolata in punti. Questo l&#8217;unico criterio utilizzato per scegliere gli utenti ai quali affidare il lavoro. </p>
<p>Per ora Gigwalk, su IPhone negli Stati Uniti, non è ancora attivo in Europa. Utilizzato da società stradali (per la segnaletica) e immobiliari, ma con grande potenzialità per molte altre applicazioni, è un&#8217;iniziativa geniale. </p>
<p>Quanto tempo date a questa idea per arrivare anche in Italia?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Medicina: verso le frontiere del web 2.0</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 07:46:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ce lo racconta un articolo di pochi giorni fa sul Corriere della Sera: internet cambia la vita a chi ha problemi di salute. Mi spiego: la cambia perchè i blog, o meglio, la medicina &#8220;2.0&#8243;, aiutano a sfogarsi e fungono da catarsi per chi è malato: di cancro, come nel caso della blog-terapia di Oltreilcancro.it, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ce lo racconta un articolo di pochi giorni fa sul <a href="http://www.corriere.it/salute/11_maggio_08/dossier-web-medicina-social-network_221c8272-771e-11e0-a006-4d571262b3cd.shtml">Corriere della Sera</a>: internet cambia la vita a chi ha problemi di salute.</p>
<p>Mi spiego: la cambia perchè i blog, o meglio, la medicina &#8220;2.0&#8243;, aiutano a sfogarsi e fungono da catarsi per chi è malato: di cancro, come nel caso della blog-terapia di <a href="http://oltreilcancro.it/">Oltreilcancro.it</a>, ma anche di malanni in generale.</p>
<p>Se la cura reale infatti avviene fra le mura degli ospedali, il rimedio morale per l&#8217;ansia e la solitudine causate dalla malattia è da cercare nei blog e i Social Network.</p>
<p>È così che, ultimamente, chi è malato comunica col mondo, perchè si sente ascoltato, &#8220;abbracciato&#8221; da una comunità.</p>
<p>Sono il dialogo e lo scambio a fare la differenza rispetto ai siti online di medicina appartenenti al web tradizionale: atrtaverso Facebook e Twitter, infatti, i pazienti aggiornano costantemente i parenti e gli amici delle loro condizioni e si confrontano con altri malati, sentendosi meno soli.<br />
La parola d&#8217;ordine è condivisione: non solo di stati d&#8217;animo ma di informazioni vere e proprie postate sui Social Network sotto forma di link, slide, video.</p>
<p>Tra associazioni di pazienti su Facebook e propagazione di informazioni su Twitter (più sintetico e più &#8220;pubblico&#8221; di Facebook), i Social Network funzionano dunque anche nel mondo della medicina, incluso per la raccolta di fondi.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? È un vantaggio che la medicina stia addentrandosi nei territori del web 2.0 o è un&#8217;arma a doppio taglio con rischio di diffusione rapida di disinformazione e/o falsi allarmismi?</p>
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		<title>Social Network o Media tradizionali?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 07:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Lazzerini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto bello il post di Luca De Biase pubblicato recentemente sul suo blog, che ha sollevato diverse domande sull&#8217;eterna discussione Social Network versus media tradizionali. In realtà la problematica è molto più ampia perchè riguarda il nuovo tessuto sociale, &#8220;social network&#8221; in senso letterale, e i media classici. È possibile far convivere entrambe le dimensioni? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello il post di <strong>Luca De Biase</strong> pubblicato recentemente sul suo <a href="http://blog.debiase.com/2011/04/big-social-network---ecosistem.html">blog</a>, che ha sollevato diverse domande sull&#8217;eterna discussione Social Network versus media tradizionali. </p>
<p>In realtà la problematica è molto più ampia perchè riguarda il nuovo tessuto sociale, &#8220;social network&#8221; in senso letterale, e i media classici.</p>
<p>È possibile far convivere entrambe le dimensioni? </p>
<p>La chiave, sostiene De Biase, è che questo Paese vuole, e ha bisogno di, trovare una strada per sviluppare l&#8217;innovazione nei media nonostante &#8220;il tappo enorme di potere&#8221; (De Biase cita Edoardo Fleischner) che ci blocca. </p>
<p>Come? </p>
<p>Cercando di distinguere fra dimensione sociale e dimensione politica. </p>
<p>I media sociali riescono a generare idee nuove e a stimolare giovani menti e potranno sostenere il ruolo di &#8220;creatori&#8221; delle risorse perchè sono spogliati della valenza politica dei media classici e arricchiti da una dimensione globale nuova e unica che prende sì spunto dal territorio in cui nasce ma si collega &#8220;naturalmente&#8221; ad altre realtà mondiali, arrivando &#8211; eticamente e praticamente &#8211; dove i media tradizionali non arrivano.</p>
<p>Voi pensate che sia possibile far convivere questi due &#8220;ecosistemi dell&#8217;informazione&#8221;, come li chiama De Biase?</p>
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