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Le destinazioni più ricercate nel 2012

Come ogni anno Google ha pubblicato la ricerca Zeitgeist con le parole più ricercate dell’anno. Tnooz ha raccolto quelle relative alle destinazioni dei viaggi, dividendole per paesi: in Italia la destinazione più ricercata è stata “Cinque Terre” e la parola  più popolare “Hotel”, sicuramente informazioni molto interessanti in ottica keyword per gli operatori del settore.

 

Formiche: come comunicano e perché le studiamo

Vi siete mai fermati ad osservare una fila di laboriose formichine?

Io mi sono spesso meravigliato di fronte alla loro organizzazione. Pare lo abbia fatto anche l’Università di York, visto che studierà per 3 anni come le formiche comunicano tra loro grazie a  minuscoli zainetti dotati di radiotrasmettitori da loro ideati. Questo non solo per approfondire il loro mondo ma anche perché il settore informatico potrebbe trarre spunti per organizzare dati e (nuove) reti sociali.

Destinazioni turistiche e tecnologia

Una ricerca accademica di eTourismLab della  Bournemouth University, in Inghilterra, e dell’ Australian Tourism Data Warehouse ha analizzato l’utilizzo dei diversi strumenti tecnologici da parte delle destinazioni turistiche, dalla prenotazione online, all’interazione e all’utilizzo dei social media, alla produzione di contenuti, facendo una riflessione sulla capacità di coinvolgere i turisti non solo prima del viaggio, ma anche durante e dopo. Tra le destinazioni più tecnologiche la ricerca ha individuato la Tailandia,  Montreal e Las Vegas, i risultati hanno però evidenziato che veramente poche destinazioni utilizzano tutte le potenzialità della tecnologia per trarre vantaggi competitivi, per questo lo studio ha stilato un’utile lista di suggerimenti per implementare una strategia digitale efficace. Date un’occhiata su Tnooz.com, ci sono alcuni spunti molto interessanti.

Social Network e crescita delle imprese

Sorprendendo lo stesso Google Millward Brown, società di ricerca americana, ha rilasciato i dati veramente incoraggianti di una ricerca condotta in 7 paesi europei, tra cui anche l’Italia, in merito all’utilizzo dei social network in azienda. I risultati? I social network  si sono rivelati molto utili per la crescita del business delle imprese, grazie alla massima accessibilita’ permessa ai dipendenti e’ possibile risparmiare tempo ed essere piu’ produttivi, condividendo le informazioni in modo piu’ semplice e veloce, oltre a fidelizzare la clientela e migliorare le vendite, su 01Net tutti i dettagli. Come manager e fruitore  di social network devo dire che i dati non mi sorprendono, ma confermano la mia fiducia in questi tools, se usati nel modo corretto.

Il lavoro? Rendilo divertente

E’ su Ink.com un interessante articolo su come divertirsi di più al lavoro – attività che aumenta il rendimento degli impiegati. Tra i consigli di Jay Steinfeld, fondatore e CEO di Blinds.com, ditta che ha vinto il premio come “Miglior posto dove lavorare” in Houston:  colorare l’ufficio, festeggiare con party ogni tanto, e riconoscere i successi anche con un dessert, o un pranzo tutti insieme.

5 in 5: lo studio di IBM sulle innovazioni

Dall’energia autoprodotta alla lettura della retina per prelevare il bancomat, dalla lettura del pensiero al comando vocale: questi i possibili scenari che si prospettano secondo lo studio IBM “5 in 5” sulle innovazioni che potrebbero cambiarci la vita nel prossimo lustro.

I Potenzialisti

Una ricerca di American Express rivela che gli italiani stanno cambiando stile di vita, meno materialisti e alla ricerca di una miglior qualità della vita e del benessere psico-fisico, stanno sperimentando il proprio potenziale, condivido in pieno questa visione.

 

http://www.lucaconti.it/ 

http://www.slideshare.net/pandemia/ricerca-potenzialisti

 

Online versus carta: 1-0

La statistica condotta dal Pew Project for Excellence in Journalism afferma che il 34% del campione esaminato ha letto le notizie delle ultime 24 ore online (contro il 31% che ha scelto invece il cartaceo). Il 41% dichiara in generale di preferire l’online per le news, ben 10% in più di quelli che invece leggono il giornale cartaceo.

Il campione che maggiormente sceglie internet per informarsi è ovviamente un gruppo giovane, che va dai 18 ai 29 anni.

Il report – riassunto egregiamente da mashable - aggiudica all’online il secondo posto come fonte di notizie per il pubblico. Le televisioni locali, infatti, restano al primo posto.

Va sottolineato inoltre come l’online sia l’unico settore che abbia registrato una crescita anno dopo anno: radio, televisione, giornali hanno subito un declino.

Ultimo ufficiale step dell’importanza dell’online lo sta dimostrando il New York Times: la sua versione digitale dalla fine di marzo è a pagamento proprio perchè lo studio del mercato ha dimostrato la predilizione del pubblico per questo mezzo.

Voi cosa dite, la carta stampata ha già ufficialmente un piede nella fossa?

Risparmiare? Si può, con i gruppo d’acquisto.

Dopo i social media, la novità del 2010 sono stati i gruppi d’acquisto. Cosa sono?

Siti internet ai quali la gente si iscrive per trovare – e approffitare di – sconti notevoli su beni e servizi, in particolar modo sulle categorie che riguardano la ristorazione, il benessere, lo sport, l’intrattenimento e il turismo.

 Groupon, la prima società che ha sviluppato questo tipo di business, ha fatto furore e oggi detiene la leadership seguito da Groupalia, Giamoo, Letsbonus e altri.

 La prima svolta, come si evince dalla ricerca pubblicata dalla Nielsen, è stata registrata il luglio scorso, con visite sui siti in questione che per Groupon in agosto hanno raggiunto quasi 2 milioni di utenti.

Il fatto che questi sistemi di acquisto agevolato online funzionino è testimoniato anche da una ricerca di Nielsen sugli ultimi 6 mesi del 2010, effettuata con il servizio BuzzMetrics: il passaparola in rete ha generato  oltre 2 mila messaggi sul sito di Groupon!

Io la trovo una bella iniziativa, specialmente in tempo di crisi, che abbina il risparmio ad un’opera di marketing online mirata.

E voi? Vi fidate dei gruppi d’acquisto? A che siti vi siete iscritti e come vi siete trovati?

I consumatori: da una ricerca emerge cosa vogliono davvero da un sito di viaggi

Oggi vi parlo di una ricerca interessante che ho letto sul sito Ecoconsultancy sui siti di viaggio, un articolo a firma di Graham Charlton.

Risulta dalle statistiche del sito Toluna survey  che il 53% dei consumatori inglesi ricerca e compra online i viaggi per le vacanze.

Niente di stupefacente fino a qui.

Sorprende però leggere che sui 2.004 inglesi campione, il 29% pensa che i siti di viaggio siano difficili da usare e che il prezzo non espresso in maniera chiara (anche causa tariffe extra, accuratamente occultate) sia una ragione sufficiente per abbandonare l’idea di comprare online.

Il 15%, anche se compra offline, ricerca online, e il 64% impiega 2 settimane o più per decidersi.

Questo delinea una grande percentuale di consumatori che si affida a internet per i viaggi: potenziali compratori, insomma.

Cosa devono fare allora i siti di viaggio per migliorare?

Devono essere efficienti, chiari e completi.

Devono contenere foto delle destinazioni e degli hotel (il 59% afferma infatti che le foto li aiutano nella scelta) e quando è possibile video, facendo attenzione che siano in formato scaricabile da tutti senza difficoltà.

È stato anche rilevato che le opinioni dei clienti precedenti sono utili a chi è indeciso su che meta/hotel scegliere. E’ quindi buona norma inserirle nel sito. 

Ed evitare di far perdere tempo al cliente inserendo automaticamente servizi (e costi) che il consumatore non ha richiesto, e che deve quindi andare, riga per riga, a togliere dal preventivo finale.

A mio parere, poi, ci dovrebbe essere una piena integrazione tra il sito ed i vari strumenti social, per consentire di condividere facilmente idee e proposte. Così come dovrebbe essere consentito effettuare ricerche sulla base di parametri e stili diversi (destinazione, tariffa, passione, etc.).

E voi cosa vorreste trovare nel vostro sito di viaggi ideale ?