Post taggati Rete

E’ nato (un manifesto per valorizzare la rete)!

A Firenze nasce un movimento per la Rete. “Internet bene comune” proprio come l’acqua secondo la Fondazione sistema Toscana che ha l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, imprese, istituzioni sull’importanza della rete nella vita di tutti i giorni. L’articolo su La Stampa ci spiega come.

E’ arrivata la Social propaganda

Il nuovo post di Massimo Chiriatti ci racconta che è arrivata la Social propaganda, fenomeno comportamentale dalla dubbia durata che viene messo in atto in rete…

I nativi digitali spiegano Internet

E’ di Giulia Belardelli, per La Repubblica, il bellissimo articolo di oggi che descrive i cosiddetti “nativi digitali”: secondo un progetto di ricerca internazionale, i bambini capiscono al volo le nuove possibilità di Internet. E condividono con noi le loro scoperte…

The Filter Bubble

Nel post di ieri sul suo blog, Luca de Biase ci parla di un bellissimo libro di Eli Pariser, The Filter Bubble, e dei suoi protagonisti, la tematica internet, la personalizzazione del servizio, l’utilizzo della rete come terreno comune piuttosto che di divisione. Da comprare, se ancora non l’avete fatto.

Turismo in rete

Si è appena conclusa la fiera del turismo in rete, tanti e interessanti gli spunti, in particolare il fenomeno del micro-tripping, da non sottovalutare.

http://www.manageronline.it/articoli/vedi/5358/se-il-viaggio-comincia-in-rete/

Il prodotto in sè? Non basta più

E’ di non molto tempo fa il post di Massimo Chiriatti su il Sole 24ore che porta un interessante punto di vista sul mondo internet dei Social Media in generale e su Facebook e Twitter. In un mondo dove non ci sono più confini, Chiriatti fa un’analisi lucida dove ci dichiara prodotto stesso dell’economia, con i nostri like e i nostri Retwitt che vengono rivenduti, ma sottolinea anche che siamo consumatori, al tempo stesso.

Un’azienda oggi non può più semplicemente vendere, ma deve raccontarsi, promuoversi, farsi conoscere, in un universo che diventa sempre più immateriale e che deve comunicare al consumatore non solo il prodotto in carne e ossa ma anche l’dea di prodotto, la conoscenza approfondita con una serie di informazioni relative.

Conclude dicendo “non compriamo più prodotti ma idee; l’informazione è il loro mezzo di trasporto”.

Internet benedetta

Anche il Pontefice ha “benedetto” Internet, definendola un “dono per l’umanità” ed auspicandone la più ampia diffusione possibile. E lo ha fatto, ovviamente, con un taglio etico ed ecumenico. Il Papa, infatti, esalta le caratteristiche positive del Web, censurandone, al tempo stesso, gli usi negativi che se ne possono fare. Contemporaneamente, il Santo Padre auspica che l’accesso a queste tecnologie sia il più diffuso possibile, affinchè non si verifichi anche nel mondo “virtuale” una divisione tra mondi di diversa importanza.

Mi sembra, comunque, un passo importante. Un’Istituzione tra le più antiche abbraccia le nuove tecnologie e ne evidenzia il grande contributo alla cooperazione e alla diffusione della comunicazione, elementi che facilitano il progresso dei popoli.

Chissà se anche i decision maker del mondo del turismo italiano capiranno che le nuove tecnologie, con particolare riguardo alla Rete, non sono un nemico da guardare con timore, bensì uno (se non LO) strumento che può garantire loro un futuro profittevole e duraturo ?!?

Facebook: non è un Paese per vecchi?

In questi giorni si sta diffondendo la notizia “clamorosa” della crescita degli utenti di Facebook nel nostro Paese: +961% in un anno !!! Quello che, ad oggi, è il re dei social network con 132.105.000 utenti unici è approdato alla grande anche in Italia (ad Agosto: 1.369.000). Tra questi utenti, da pochissime settimane, ci sono anch’io. E anch’io posso percepire questa enorme crescita dal numero di inviti a collegarsi e al ritrovare amici di cui non avevo più notizie da molto tempo. Il tutto concentrato in pochi giorni. E’ questo che spesso mi affascina della Rete: la velocità impressonante con cui mode e fenomeni si diffondono e moltiplicano.

Però proprio l’accesso a Facebook mi sta facendo anche pensare molto sul divario tecnologico nella nostra società: il fenomeno, come direbbero quelli più esperti di me, del “digital divide”. Che, a mio parere, non è soltanto nella diversa distribuzione delle tecnologie di accesso alla Rete. Ma anche culturale e sociologico. Appena entrato in Facebook, sono andato a cercare amici dei tempi del Liceo: di tutta la mia classe di 5.a Liceo ho trovato solamente 2 compagni. Pochissimi anche gli amici dei tempi dell’Univeristà.

Tantissimi, invece, gli amici “professionali”. Amici con cui si è lavorato o si lavora ancora. Colleghi e partner che si sono trasformati in amici. E tutti con un comune denominatore: professionisti che sono o sono stati, in qualche modo, nel mondo delle tecnologie. Tutto il resto ancora non c’è: Avvocati, Direttori Finanziari di grandi Aziende manifatturiere, liberi professionisti (a parte gli amici geologi) non si trovano. Ci sono, invece, tutti o quasi gli studenti univeristari del corso di Laurea di Economia della Luiss in cui insegno. Loro sì ci sono tutti.

Per cui penso che nel nostro Paese si stia creando una nuova divisione: quella di chi usa la Rete con estrema familiarità per motivi di lavoro o di età anagrafica e chi, invece, continua a restarne fuori. E chi non ha familiarità con questo strumento, difficilmente ne potrà comprendere e guidare gli sviluppi di evoluzione economica che vi sono strettamente collgati. Ne’ giovarne appieno. E, in un mondo che si muove a velocità così elevata, più si rimane fuori meno probabilità di rientrare ci sono.