Internet benedetta

Anche il Pontefice ha “benedetto” Internet, definendola un “dono per l’umanità” ed auspicandone la più ampia diffusione possibile. E lo ha fatto, ovviamente, con un taglio etico ed ecumenico. Il Papa, infatti, esalta le caratteristiche positive del Web, censurandone, al tempo stesso, gli usi negativi che se ne possono fare. Contemporaneamente, il Santo Padre auspica che l’accesso a queste tecnologie sia il più diffuso possibile, affinchè non si verifichi anche nel mondo “virtuale” una divisione tra mondi di diversa importanza.

Mi sembra, comunque, un passo importante. Un’Istituzione tra le più antiche abbraccia le nuove tecnologie e ne evidenzia il grande contributo alla cooperazione e alla diffusione della comunicazione, elementi che facilitano il progresso dei popoli.

Chissà se anche i decision maker del mondo del turismo italiano capiranno che le nuove tecnologie, con particolare riguardo alla Rete, non sono un nemico da guardare con timore, bensì uno (se non LO) strumento che può garantire loro un futuro profittevole e duraturo ?!?

23-01-2009   2 Commenti / lascia il tuo

Facebook: non è un Paese per vecchi?

In questi giorni si sta diffondendo la notizia “clamorosa” della crescita degli utenti di Facebook nel nostro Paese: +961% in un anno !!! Quello che, ad oggi, è il re dei social network con 132.105.000 utenti unici è approdato alla grande anche in Italia (ad Agosto: 1.369.000). Tra questi utenti, da pochissime settimane, ci sono anch’io. E anch’io posso percepire questa enorme crescita dal numero di inviti a collegarsi e al ritrovare amici di cui non avevo più notizie da molto tempo. Il tutto concentrato in pochi giorni. E’ questo che spesso mi affascina della Rete: la velocità impressonante con cui mode e fenomeni si diffondono e moltiplicano.

Però proprio l’accesso a Facebook mi sta facendo anche pensare molto sul divario tecnologico nella nostra società: il fenomeno, come direbbero quelli più esperti di me, del “digital divide”. Che, a mio parere, non è soltanto nella diversa distribuzione delle tecnologie di accesso alla Rete. Ma anche culturale e sociologico. Appena entrato in Facebook, sono andato a cercare amici dei tempi del Liceo: di tutta la mia classe di 5.a Liceo ho trovato solamente 2 compagni. Pochissimi anche gli amici dei tempi dell’Univeristà.

Tantissimi, invece, gli amici “professionali”. Amici con cui si è lavorato o si lavora ancora. Colleghi e partner che si sono trasformati in amici. E tutti con un comune denominatore: professionisti che sono o sono stati, in qualche modo, nel mondo delle tecnologie. Tutto il resto ancora non c’è: Avvocati, Direttori Finanziari di grandi Aziende manifatturiere, liberi professionisti (a parte gli amici geologi) non si trovano. Ci sono, invece, tutti o quasi gli studenti univeristari del corso di Laurea di Economia della Luiss in cui insegno. Loro sì ci sono tutti.

Per cui penso che nel nostro Paese si stia creando una nuova divisione: quella di chi usa la Rete con estrema familiarità per motivi di lavoro o di età anagrafica e chi, invece, continua a restarne fuori. E chi non ha familiarità con questo strumento, difficilmente ne potrà comprendere e guidare gli sviluppi di evoluzione economica che vi sono strettamente collgati. Ne’ giovarne appieno. E, in un mondo che si muove a velocità così elevata, più si rimane fuori meno probabilità di rientrare ci sono.

20-10-2008   5 Commenti / lascia il tuo