Mobile@Tourism

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Evento molto riuscito per qualità dei partecipanti, quello della scorsa settimana a Roma. Come ricorderete (sono un ottimista di natura …), il convegno verteva sulla convergenza tra Internet e Mobile e sugli sviluppi di questa evoluzione in ottica di promozione turistica.

Alcuni spunti in ordine sparso:

  • il Professor Morcellini ha dato una lettura originale dell’evoluzione nel mondo della comunicazione sottolineando come (dati Istat alla mano), dal 1993, i media tradizionali (TV, Giornali e Radio) sono costantemente in crisi (nonostante l’invecchiamento della popolazione stia, in qualche modo, favorendo il mezzo televisivo). Il tutto, ovviamente, a favore di Internet e, negli ultimi anni, del mobile.
    Interessante anche l’analisi che sottolinea che i consumi culturali vanno sempre più verso la qualità, prima ritenuti di nicchia (teatro, libri, visita a scavi archeologici, etc.)
  • Davide Rosi (BCD Travel), dopo aver ricordato la necessità di segmentare correttamente un mercato che nella definizione “Turismo” rimane troppo vago e generico, ha sollevato uno spunto interessante. Ovvero, il rischio che, oltre all’evidente giungla delle informazioni sul Web, ora si corra il pericolo di vedere sorgere una giungla di commenti. Cioè. il rischio che la moda degli UGC porti a una sostanziale poca utilità degli stessi a causa del loro numero eccessivo.
  • La Professoressa Sfodera, Vice Direttore del CITTA (Università La Sapienza) ha offerto una buona prospettiva di analisi del mercato.
    Innanzitutto, la sottolineatura (che sembra ovvia, ma spesso non lo è) che, in mobilità, il parametro più importante è l’utilità dell’informazione. Spesso, le applicazioni sviluppate per il Mobile sono basate sulla stessa Base Dati di contenuti del Web: questo non può funzionare perchè i linguaggi e le modalità di fruizione sono completamente differenti.
    Sottolineata anche l’importanza dell’esperienzalità. Nella scelta e nella soddisfazione legate ad una struttura alberghiera, ad esempio, l’esperienza è di gran lunga più importante di numero di stelle, fascia di prezzo, location, etc. Le applicazioni, sia mobili che Web, si concentrino ad offrire la possibilità di condividere esperienze.
    Interessante un dato preso da una recente indagine che il CITTA ha effettuato sui 22 Portali turistici delle Regioni e delle Provincie Autonome. Solo 4 di questi offrono l’accesso via Mobile. E, di questi, solamente 1 (quello della Puglia) fornisce un servizio  mobile interattivo.

16-06-2009   4 Commenti / lascia il tuo

Ministero, Stato e Regioni

Finalmente abbiamo il Ministro del Turismo !!!

Dopo giorni in cui si sono incrociate varie notizie e relative smentite sull’eventuale promozione a Ministro di Michela Vittoria Brambilla. Dopo mesi che, su questo tema, si inseguivano accellerazioni e rallentamenti improvvisi. Questa notizia e le immancabili polemiche tipiche di questo Paese hanno rinfrescato le discussioni sulla gestione della materia turistica nel nostro Paese.

Come molti sanno, in seguito alla modifica dell ‘Articolo V della Costituzione, il Turismo è, oggi, materia di esclusiva pertinenza delle Regioni. Il che significa che le Regioni hanno assoluta autonomia decisionale per quanto riguarda la promozione del turismo per il territorio di loro competenza e, soprattutto, le disponibilità di spesa per la promozione stessa. E’ proprio su questo punto che molti attribuiscono significato quasi nullo alla costituzione di un Ministero del Turismo. Chi segue questa linea di argomentazione, correttamente esprime dubbi sulla reale incisività dell’azione di Governo in una materia che è, in realtà, di pertinenza di un altro soggetto pubblico quali, appunto le Regioni.

Io, su questo argomento, ho già espresso la mia opinione. Non voglio ripetermi. Ma ritengo che la costituzione del Ministero del Turismo sia un bene a prescindere. Certamente, ancora maggiore incisività e sinergie si potrebbero trovare in un’azione più coordinata e concertata tra Stato e Regioni.

A questo proposito, segnalo, a chi ancora non ne avesse informazione, il progetto di Disegno di Legge Costituzionale presentato dall’Onorevole Pierluigi Mantini nella sua veste di Presidente dell’Osservatorio Parlamentare del Turismo e da Gabriella Carlucci, Vice Presidente dell’Osservatorio stesso. Progetto che, superando le limitazioni derivate dalla modifica dell’Articolo V della Costituzione, propone un rilancio della centralità e, soprattutto, dell’unitarietà delle politiche del turismo.

Lo ritengo un progetto fondamentale sulla strada del rilancio del turismo del nostro Paese. Un progetto che riesca a garantire, attraverso una evoluzione verso una legislazione concorrente tra Stato e Regioni in materia turistica, il rispetto della centralità dell’Ente Locale nella promosizione del territorio e, al tempo stesso, una politica unitaria nazionale soprattutto in tema di promozione e di politica generale del settore.

12-05-2009   6 Commenti / lascia il tuo

ENIT: strumento strategico o Ente inutile ?

In una recente lettera al Corriere della Sera (28 Aprile 2008), un lettore citava l’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo come uno dei tanti Enti italiani di cui chiedere l’abolizione in quanto inutili.

In un’altra appassionata lettera al Corriere (8 Maggio 2008), il Dr. Eugenio Magnani, Direttore Generale della stessa ENIT, prende le difese dell’Ente, evidenziandone l’apporto positivo e gli sforzi recenti per promuovere il turismo del nostro Paese.

Chi ha ragione ?

Il tema non è di facile disquisizione. Sicuramente, ancora poco si è visto dei vari sforzi compiuti per rilanciare un Ente che, nel passato, aveva smarrito in parte la propria identità e la propria missione. I dati di mercato sono implacabili (vedi Post ” Non ci resta che piangere ? “), anche se si rileva un timido miglioramento (+2.3%) nei risultati 2007 rispetto all’anno precedente (Fonte: Bankitalia).

Non si possono disconoscere le difficoltà nella gestione di una materia la cui governance è suddivisa tra tre attori diversi: Stato, Regione ed Imprese. Quante volte abbiamo assistito a partecipazioni non coordinate alle principali Fiere mondiali del Turismo, dove la nostra presenza era rappresentata dallo stand dell’Italia, ma poi anche da quelli di Regioni, Province, Comuni ? Quante volte abbiamo visto morire, prima ancora di nascere, iniziative organiche di promozione del nostro Paese ?

Si nota del movimento. Si nota qualche timido segnale. Ma il mondo corre veloce. E la politica dei piccoli passi deve lasciare presto il passo ad iniziative importanti e ad azioni veloci. La solita Spagna, esempio ormai fin troppo abusato, dimostra che quando ci sono chiarezza degli obiettivi e volontà di relalizzarli si possono ottenere risultati strepitosi.

09-05-2008   10 Commenti / lascia il tuo