È della General Electric l’applicazione online che permette di tradurre in emissioni di anidride carbonica le comuni attività quotidiane.
Grazie ad “How Much CO2 is created by”, infatti, programma creato dal designer David McCandless, basta andare sul sito dedicato per scoprire quanto inquiniamo ogni giorno.
Asciugarsi le mani con carta assorbente fa emettere 10 g di CO2, mentre un’ora davanti ad un pc alza le emissioni a 34 g.
Internet-dipendenti, siete avvisati. Skype è molto più inquinante di Facebook: 24 milioni di tonnellate di CO2 prodotte all’anno contro i 13.6 prodotti da Facebook. Sentitevi liberi di mandare email, però: ammontano solo a 4g di CO2 ognuna.
Ben poco confrontato con le emissioni di CO2 che emette un volo da New York a Miami: 193 Kg di CO2 a persona.
Patiti dei matrimoni, ripensateci: una cerimonia con 100 invitati produce 5 tonnellate di CO2. Anche gli amanti del calcetto possono prendersi la loro colpa: una partita produce 820 tonnellate di CO2 (i mondiali del 2010 hanno emesso 2.8 milioni di tonnellate).
I più inquinanti? Gli australiani, con ben 30 tonnellate di CO2 per persona, seguiti dai nordamericani (28). Gli europei sono messi un po’ meglio (con 15 tonnellate per ogni cittadino inglese).
Ma allora come si fa a vivere una vita a “zero-emissioni”? Raccogliere una mela in giardino invece che comprarla al supermercato, asciugare la biancheria al sole e fare un bagno con acqua riscaldata dai pannelli solari può portarvi allo scettro di cittadino responsabile a zero emissioni.
Certo, avrete anche zero forza fisica alla fine di una giornata all’insegna del risparmio di CO2. Ma per l’ambiente si fa questo ed altro, no?