Ministero, Stato e Regioni
Finalmente abbiamo il Ministro del Turismo !!!
Dopo giorni in cui si sono incrociate varie notizie e relative smentite sull’eventuale promozione a Ministro di Michela Vittoria Brambilla. Dopo mesi che, su questo tema, si inseguivano accellerazioni e rallentamenti improvvisi. Questa notizia e le immancabili polemiche tipiche di questo Paese hanno rinfrescato le discussioni sulla gestione della materia turistica nel nostro Paese.
Come molti sanno, in seguito alla modifica dell ‘Articolo V della Costituzione, il Turismo è, oggi, materia di esclusiva pertinenza delle Regioni. Il che significa che le Regioni hanno assoluta autonomia decisionale per quanto riguarda la promozione del turismo per il territorio di loro competenza e, soprattutto, le disponibilità di spesa per la promozione stessa. E’ proprio su questo punto che molti attribuiscono significato quasi nullo alla costituzione di un Ministero del Turismo. Chi segue questa linea di argomentazione, correttamente esprime dubbi sulla reale incisività dell’azione di Governo in una materia che è, in realtà, di pertinenza di un altro soggetto pubblico quali, appunto le Regioni.
Io, su questo argomento, ho già espresso la mia opinione. Non voglio ripetermi. Ma ritengo che la costituzione del Ministero del Turismo sia un bene a prescindere. Certamente, ancora maggiore incisività e sinergie si potrebbero trovare in un’azione più coordinata e concertata tra Stato e Regioni.
A questo proposito, segnalo, a chi ancora non ne avesse informazione, il progetto di Disegno di Legge Costituzionale presentato dall’Onorevole Pierluigi Mantini nella sua veste di Presidente dell’Osservatorio Parlamentare del Turismo e da Gabriella Carlucci, Vice Presidente dell’Osservatorio stesso. Progetto che, superando le limitazioni derivate dalla modifica dell’Articolo V della Costituzione, propone un rilancio della centralità e, soprattutto, dell’unitarietà delle politiche del turismo.
Lo ritengo un progetto fondamentale sulla strada del rilancio del turismo del nostro Paese. Un progetto che riesca a garantire, attraverso una evoluzione verso una legislazione concorrente tra Stato e Regioni in materia turistica, il rispetto della centralità dell’Ente Locale nella promosizione del territorio e, al tempo stesso, una politica unitaria nazionale soprattutto in tema di promozione e di politica generale del settore.
12-05-2009 6 Commenti / lascia il tuo
Ministero: forse, ma forse …
Negli scorsi giorni è stata data una grande eco all’ennesimo annuncio sulla creazione del Ministero del Turismo. Annuncio che conferma anche, en passant, quello che la vox populi sostiene da sempre: non soltanto l’istituzione del Ministero, ma anche la promozione a Ministro del Sottosegretario Michela Vittoria Brambilla. La notizia ha dato subito il via al consueto contorno di polemiche. Da un lato quelle di natura politica e di rapporti di forza all’interno del Governo. Dall’altro, le considerazioni di chi si occupa di turismo e che manifesta dubbi legati alle competenze specifiche del futuro Ministro e all’opportunità di avere un Ministero senza capacità di reale influenza su una materia delegata alle Regioni.
Il tema è sicuramente complesso. Io, personalmente, credo che il Ministero del Turismo, anche nella situazione attuale con la delega alle Regioni in materia turistica, debba esistere. Serve per provare a dare una sincronizzazione a politiche troppo spesso completamente scoordinate e per dare un segnale forte sull’importanza di questo settore.
E, sinceramente, non trovo per nulla scandaloso che il Ministro sia Michela Vittoria Brambilla. Il politico, in quanto tale, non deve essere necessariamente un esperto. Deve, invece, riuscire a creare consenso e a convogliare risorse per realizzare concretamente politiche ed azioni che rilancino (in questo caso, sveglino dal coma profondo) il settore di cui sono responsabili. E in questo senso, avere per Ministro una donna dalla forte personalità e che vede in questa responsabilità una opportunità per ulteriori future crescite politiche, mi sembra un vantaggio: sicuramente, più che avere ex di varie tipologie o personalità che sommano varie responsabilità ed hanno poco tempo per il settore. Quello che è essenziale è che si circondino di persone operative di grande esperienza e di assoluta capacità di realizzazione. E su questo qualche dubbio in più rimane, visto lo scollamento che negli ultimi mesi si è spesso verificato tra il Sottosegretario e i suoi “Tecnici”. E tra gli stessi ed alcune tra le maggiori categorie del settore.
19-03-2009 2 Commenti / lascia il tuo
Ed ora il Ministero…
Sembra proprio che, stando alla crescita esponenziale di sussurri, voci e uscite stampa, da Settembre il Turismo sarà “promosso” al rango di Ministero.
Tema, questo, molto dibattuto tra chi sostiene non ci sia bisogno di affrontare la promozione del turismo del nostro Paese attraverso un Ministero e chi, invece, ritiene che un Dicastero, pur senza portafoglio, sia lo strumento migliore per recuperare il terreno perduto nella competizione per i turisti globali.
Si vedrà. A me sembra un grande passo avanti. Non sono esperto di “cose” di Governo, ma l’attenzione sul turismo non mi sembra sia stata così alta come ora da alcuni anni a questa parte.
21-07-2008 1 Commento / lascia il tuo


