È con dispiacere e preoccupazione che ho letto pochi giorni fa sul corriere.it dell’incredibile inquinamento che colpisce Milano, città dove vivo e lavoro, grazie ad un articolo di Sara Gandolfi.
E “colpisce” forse non è la parola adatta, visto che non parliamo di una calamità. Le macchine le guidiamo noi, volontariamente, e siamo noi gli artefici dell’aria che respiriamo.
Certo non è una sorpresa che Milano sia una metropoli inquinata – siamo fra i primi in tutt’Europa, ed anche questa non è, ahimè, una novità.
Fa però impressione leggere quanto sia grave la situazione, dati alla mano: il 1° febbraio le centraline dell’Arpa, incaricate di misurare la concentrazione media sulle 24 ore, segnavano +159 microgrammi per metro cubo (μg/m3) in via Senato, +130 al Verziere, +120 in Città.
Linguaggio in codice? No, se come riferimento pensate che per legge il PM10 non dovrebbe sforare i 50 μg/m3 per più di 35 giorni l’anno: qui si parla di valori che arrivano ad essere triplicati rispetto alla norma.
Nel 2010 i giorni off-limits per Milano sono stati 87. Quest’anno in neanche due mesi abbiamo già sforato i 40 giorni.
I luoghi dove l’inquinamento si concentra di più? Le zone da evitare sono la galleria di via Tonale, sotto la Stazione Centrale, e i metrò, ed in generale tutte le zone molto trafficate di Milano.
Certo, non è solo il traffico: ci si mettono anche il riscaldamento ed il clima infelice, correlato alla posizione geografica sfavorevole.
I danni alla salute provocati dall’inquinamento sono incalcolabili: dal grave peggioramento di chi ha problemi respiratori a patologie cardiovascolari (dimostrato l’effetto vasocostrittore delle sostanze contenute nell’inquinamento atmosferico) passando addirittura per le mutazioni genetiche e l’incremento dei tumori, entrambe ipotesi in fase di studio.
Lungi da me creare allarme, ma mi sembrava importante condividere con voi – soprattutto come padre – questa situazione tutt’altro che rosea.
Io propongo più bici e meno auto (e migliori e maggiori piste ciclabili), per cominciare e dove si può. Soluzione alternativa: il car sharing, ancora troppo poco utilizzato. E magari, già che ci siamo, anche una revisione della politica urbanistica degli Amministratori Pubblici della città. Un esempio per tutti: perchè continuare a costruire mega-parcheggi nel cuore della città invece che costruirli all’esterno, potenziando i servizi pubblici ? Mi sembra un po’ più coerente con i vari slogan di guerra all’inquinamento che gli stessi personaggi sbandierano in pubblico …
E voi? Cosa consigliate?