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Volontari per un giorno

Vi segnalo una bellissima inziativa per fare volontariato a Milano: si chiama Volontari per un giorno e ha l’obiettivo di mettere in contatto associazioni che si occupano di volontariato con cittadini e imprese che vogliono provare questa esperienza per contribuire a migliorare la comunità in cui  viviamo. Particolare attenzione alle imprese che vogliono aderire all’inziativa per lo sviluppo di un’economia sostenibile e solidale. Trovate tutte le informazioni su Volontariperungiorno.it.

Donazioni tecnologiche

Vecchi Mac, iPod e iPhone possono ora essere donati al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano che ha lanciato una campagna di donazioni  davvero molto innovativa che coinvolge i prodotti Apple. Una bella idea per lasciare ai posteri una testimonianza sugli strumenti tecnologici che hanno contribuito a cambiare gli stili di vita: Steve Jobs docet.

Internet? Mobile

È del Politecnico di Milano lo studio sulle connessioni dai dispositivi portatili in Italia.

Risultato: il mercato dei programmi per smartphone è raddoppiato in un solo anno.

Lo studio recente dell’Osservatorio Mobile Internet della School of Management del Politecnico che ha monitorato le specifiche di spesa degli italiani su cellulare ha registrato, infatti, valori altissimi per il settore internet e per quello delle applicazioni per i mobile device, che nel suo complesso – fra connessioni, contenuti e pubblicità – vale ormai 1.121 milioni di euro.

Le connessioni da cellulare rispetto all’anno scorso sono cresciute del 27%. Questo vuol dire 11 milioni di italiani connessi su internet dal cellulare: quasi la metà di chi si connette dal pc (di casa o di ufficio). Si tratta però di una connessione più breve, in media, che copre circa mezz’ora al giorno.

Fortemente connesso a quesi dati è anche il rilevamento del boom delle app: fino al 2008 attirava meno dell’1% della spesa per i contenuti mobili, oggi conta invece il 9%, con una crescita del 113% nell’ultimo anno.

Insomma, gli italiani stanno sempre di più al cellulare, ma non solo per telefonare: sms, informazioni, siti internet, applicazioni.

Il biglietto del tram? Si comprerà con il cellulare!

È arrivato anche da noi, nel capoluogo lombardo: a Milano, come a Hong Kong, Singapore e Tokyo, si potrà pagare l’abbonamento ai trasporti pubblici con il cellulare.

Atm e Telecom Italia lavorano insieme al servizio “Mobile Pass” che permetterà di effettuare i pagamenti con i telefonini (utilizzando la proprio Sim card) grazie all’impiego di una tecnologia radio a corto raggio (Nfc).

Per una volta arriviamo (fra i) primi: l’Inghilterra si aggregherà nel 2012, seguita da Germania, Olanda, Spagna, Usa, Polonia.

È già partita infatti la sperimentazione in territorio italiano con un centinaio di volontari. Una volta a regime, il sistema permetterà di acquistare tutte le tipologie di biglietto.

Pronti, partenza, via: la Coppa Milano-Sanremo

È bella, nostalgica, coinvolgente e possiede uno charme senza pari: non sto parlando di una donna ma della Coppa Milano-Sanremo, l’iniziativa organizzata dall’agenzia di eventi MAC Group e promossa dall’Automobile Club di Milano che vede gareggiare dall’11 al 13 marzo vetture costruite dal 1906 al 1981, quest’anno alla nona edizione.

 Il percorso è stato appositamente rivisto quest’anno per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia: è stato previsto, infatti, che dopo le prove tecniche a Monza le autovetture sfilino nel Comune di Milano, dove verranno esposti anche altri mezzi di locomozione molto rari realizzati dal 1861 ad oggi. Insomma, 150 anni della storia della mobilità in mostra a cielo aperto.

Si parte venerdì in serata da Milano, prima tappa Torino in notturna. E poi Sanremo, la riviera di Ponente e l’Entroterra per poi arrivare a Genova, seconda tappa. Il ritorno verso Milano, la terza tappa, consisterà nelle premiazioni all’arrivo.

La grande novità del 2011 è l’evento collaterale Ferrari Gran Tour Milano-Sanremo che vede la partecipazione di vetture Ferrari costruite dal 1982 ad oggi: precederanno la carovana delle altre auto in gara di circa un’ora, seguendo però il loro stesso percorso.

La Coppa aderirà anche al progetto Impatto Zero® di Lifegate: in ottemperanza alle disposizioni del Protocollo di Kyoto verranno calcolate le emissioni di CO2 prodotte dalla manifestazione che saranno compensate con il rimboschimento di zone verdi ambientali a rischio.

Se la gara vera e propria sarà privilegio di pochi (la quota di partecipazione ammonta a 2500 euro), è bello pensare che ci siano ancora iniziative di questo genere da seguire e da ripetere, per ricordarci di un’Italia forte, bellissima, che ha nel suo DNA, ancora oggi, la Dolce Vita. Riusciremo a farla affiorare nuovamente?

Smog a Milano: cosa fare?

È con dispiacere e preoccupazione che ho letto pochi giorni fa sul corriere.it dell’incredibile inquinamento che colpisce Milano, città dove vivo e lavoro, grazie ad un articolo di Sara Gandolfi.

E “colpisce” forse non è la parola adatta, visto che non parliamo di una calamità.  Le macchine le guidiamo noi, volontariamente, e siamo noi gli artefici dell’aria che respiriamo.

Certo non è una sorpresa che Milano sia una metropoli inquinata – siamo fra i primi in tutt’Europa, ed anche questa non è, ahimè, una novità.

Fa però impressione leggere quanto sia grave la situazione, dati alla mano: il 1° febbraio le centraline dell’Arpa, incaricate di misurare la concentrazione media sulle 24 ore, segnavano +159 microgrammi per metro cubo (μg/m3) in via Senato, +130 al Verziere, +120 in Città.

Linguaggio in codice? No, se come riferimento pensate che per legge il PM10 non dovrebbe sforare i 50 μg/m3 per più di 35 giorni l’anno: qui si parla di valori che arrivano ad essere triplicati rispetto alla norma.

Nel 2010 i giorni off-limits per Milano sono stati 87. Quest’anno in neanche due mesi abbiamo già sforato i 40 giorni.

I luoghi dove l’inquinamento si concentra di più? Le zone da evitare sono la galleria di via Tonale, sotto la Stazione Centrale, e i metrò, ed in generale tutte le zone molto trafficate di Milano.

Certo, non è solo il traffico: ci si mettono anche il riscaldamento ed il clima infelice, correlato alla posizione geografica sfavorevole.

I danni alla salute provocati dall’inquinamento sono incalcolabili: dal grave peggioramento di chi ha problemi respiratori a patologie cardiovascolari (dimostrato l’effetto vasocostrittore delle sostanze contenute nell’inquinamento atmosferico) passando addirittura per le mutazioni genetiche e l’incremento dei tumori, entrambe ipotesi in fase di studio.

Lungi da me creare allarme, ma mi sembrava importante condividere con voi – soprattutto come padre – questa situazione tutt’altro che rosea.

Io propongo più bici e meno auto (e migliori e maggiori piste ciclabili), per cominciare e dove si può. Soluzione alternativa: il car sharing, ancora troppo poco utilizzato. E magari, già che ci siamo, anche una revisione della politica urbanistica degli Amministratori Pubblici della città. Un esempio per tutti: perchè continuare a costruire mega-parcheggi nel cuore della città invece che costruirli all’esterno, potenziando i servizi pubblici ? Mi sembra un po’ più coerente con i vari slogan di guerra all’inquinamento che gli stessi personaggi sbandierano in pubblico …

E voi? Cosa consigliate?

Auto(im)mobili

Nel mio girovagare per la Rete mi sono imbattuto in urn post piuttosto piccante.
Spassoso forse per uno straniero col dente avvelenato per il nostro paese, meno per un italiano.
Christopher Elliott della celebre rivista National Geographic Traveler vanta un blog seguitissimo, in cui dispensa consigli di viaggio e raccoglie esperienze o novità. Pare che la maggior parte delle lamentele inviategli da amici e lettori riguardi le multe e il traffico. In Italia.
Vi invito alla lettura del post originale naturalmente, ma qui si può aprire una parentesi gigantesca, che vede tra le vittime inferocite non solo ignari turisti stranieri, ma soprattutto cittadini spesso vessati a sproposito.
È notizia di cronaca quasi quotidiana: molti gli automobilisti organizzati per controbattere ai soprusi comunali. Non è un segreto per nessuno ormai che le operazioni di rastrellamento siano un abile stratagemma per fare cassa.

Ma andiamo oltre! Facciamolo diventare anche veicolo di pessima pubblicità oltre i confini nazionali! Così l’immagine dei furbetti del quartierino ci resterà appiccicata addosso ancora un po’.

Forse alla fine ci siamo affezionati..?

Chattanooga Choo Choo 2 (la vendetta????)

Ora ho capito. Si tratta solo di invidia!! L’annuncio dato in pompa magna dall’ad Moretti  sull’alta velocità tra Milano e Roma ha roso d’invidia le altre tratte.  Tre ore e poco più per collegare le due capitali d’Italia? E Torino che capitale è stata davvero non ci stà, e allora, anche retroattivamente all’annuncio dell’altro giorno, Tza’, 3 e 15 tra Milano e la città sabauda. Naturalmente in alta velocità. E che dire delle 3 ore e 20 tra Verona e Milano dell’altra sera (ebbene sì, anche lì c’ero….)? Qualcuno potrebbe allora che porto sfiga….Se così fosse, che Moretti mi dia un bonus (uno vero però, non quello farlocco dato ai pendolari…) . Ma non è così, ve l’assicuro, visto che di treni ne prendo parecchi. Con, quasi ogni volta, un la funzionamento diverso. Andai a Venezia e prenotai via web. Come sempre. All’andata tutto ok, ma al ritorno il biglietto non era valido perché il sistema non aveva registrato il mio acquisto. Il sistema, di Trenitalia ovviamente, ma la multa, oltre il prezzo del biglietto, lo pagai io. Naturalmente. Ritorno all’Alta Velocità Milano-Torino, per la quale non ricevetti nessun rimborso malgrado abbai scritto come regolamento via web unna protesta. La mail di risposta mi arrivò infatti dopo 29 giorni, e la richiesta, cartacea ovviamente, si doveva fare al 30° giorno dal viaggio. Peccato che lì’intestazione portava una data di 28 giorni prima. Misteri dell’informatica? O di come è gestita Trenitalia? Non me ne voglia Moretti che, per quello cha vale la mia opinione, mi sembra uno capace e che si applica (che in questo momento dove i manager gestionano poco e maneggiano tanto….ma questo era il tema di un altro post, scusate…) , ma vederlo sulla 7 difendere l’indifendibile mi ha fatto quasi tenerezza. I servizi, i tempi di percorrenza, la pulizia, anche la gestione del cliente e dei rimborsi (ma quali??? Non si ha diritto a un rimborso neppure dopo 1 e 30 di ritardo per un’alta velocità. Gli Shinkansen giapponesi non fanno 1 ora e mezzo di ritardo neppure in un decennio…..) di Trenitalia sono sicuramente peggiorati nel corso degli anni, ma i conti sono migliorati ( a detta di Cipolletta). Bene una buona notizia. Ma i Conti, quelli con il monocolo e il bastone con la testa d’avorio, viaggiano però in Maserati. Oppure prenderanno l’Ala velocità tra Milano e Roma dal prossimo 12 dicembre. Così, per vedere l’effetto che fa. O, forse, perché se lo potranno permettere solo loro…