Noi che andavamo a raccogliere camomilla con la mamma

Qualche sera fa, ritornando dopo una lunga e pesante giornata, sono rimasto colpito da una scena che voglio condividere con voi. La scenografia era una delle peggiori che il più squallido regista cinematografico potrebbe pensare: cintura di Milano, casello autostradale. Cemento, asfalto, cemento, asfalto e, ancora, cemento ed asfalto. Con contorno di auto, camion e tubi di scarico. Bene, in controluce rispetto al rosso del tramonto, sul crinale di un terrapieno appena fuori della sede stradale, le ombre di due vecchietti: uno spingeva la bicicletta, l’altro gli camminava di fianco aiutandosi con un bastone. E chiacchieravano. Pensate che strano: non “twittavano”, non “postavano”. Chiaccheravano, procedendo con quella lentezza che fa venire quasi invidia. La scena era tutta qui. Ma mi ha colpito.

Mi ha fatto riflettere su qualcosa a cui penso spesso. A quanto la bellezza spesso si nasconda nelle cose semplici. Uno dei ricordi più belli che ho del piccolo paese in cui sono cresciuto è rappresentato dai pomeriggi nei quali mia mamma ed io andavamo a raccogliere i fiori di camomilla. Nulla di speciale. Se non fosse che per molti la camomilla nasce nelle buste che troviamo nei supermercati delle nostre città. Invece no. Io ho avuto la fortuna di raccoglierla nei prati. Per me è tante altre cose: il calore dei campi fioriti, lo sguardo di mia mamma, il profumo dell’erba e dei fiori.

Cosa c’entra questo con il turismo ? Forse nulla. Non sto proponendo di organizzare tour ai caselli autostradali per osservare i vecchietti che passeggiano. E neppure di puntare sulla raccolta di camomilla per rilanciare il turismo nelle nostre campagne (nonostante alcune zone abbiano costruito un’offerta turistica sulla vendemmia o sulla raccolta delle mele). Voglio solo sottolineare che sono convinto che la semplicità premi. Spesso pensiamo a come poter arricchire e rendere più ricca l’offerta turistica di un Paese che è già bellissimo così com’è, senza aggiungerci orpelli baroccheggianti. La semplicità non è un limite. Bensì una ricchezza. Le complicazioni le possiamo lasciare a chi “forse capisce la vita” perchè “è più pratico”, nell’accezione Ligabuiana (orribile neologismo che non avrà mai successo…) dell’espressione. A me, personalmente, l’Italia sembra bella così com’è perchè, a parte il titolo di questo Post che sembra quello di un film di Lina Wertmuller, mi piacciono le cose semplici: lo sguardo di un bimbo cresciuto tra le montagne la prima volta che vede la distesa sconfinata del mare, oppure il senso di libertà quando chi è nato vicino al mare si immerge nella natura della montagna. Come si può lavorare perchè la semplicità del nostro Paese diventi una ricchezza ?

Pensavo da qualche tempo a questo concetto. La coincidenza dei due vecchietti, unita ai recentissimi post di Roberta e di Davide sulla cultura “No Logo”, mi hanno spinto a scrivere.

31-07-2010   4 Commenti / lascia il tuo

Il taxista di Bruxelles

Sono rientrato ieri pomeriggio da una “missione” di 24 ore a Bruxelles. Missione estremamente interessante per il tema che ci appassiona: come far tornare l’Italia il Paese leader nel turismo mondiale. Appena riesco ad uscire dagli impegni quotidiani pressanti di questi giorni scriverò di questi incontri perchè volevo condividere con voi idee e tematiche discusse.

Velocemente, però, voglio lasciare un commento. Dopo queste 24 ore di discussioni importanti e di ottimismo e voglia di fare per rilanciare il sistema turismo Italia nel mondo cosa mi succede?!?

Salgo su un Taxi, dico che devo andare all’aeroporto e che partirò con Alitalia, per dare un’indicazione precisa al Tassista. Parola magica. Da quel momento, partendo dalla domanda “ma Alitalia non era fallita???“, mi sono dovuto sorbire tutte le domande e considerazioni di questo, a dire il vero molto informato, tassista. Non si è fatto mancare nulla: i rifiuti di Napoli, la delinquenza, la Sanità che non funziona, la corruzione. Sapeva, o credeva di sapere, tutto. E tutto quello che di negativo si può pensare del nostro Paese. E lo sapeva da trasmissioni e da notizie dei mezzi di coumunicazione del suo Paese.

Ho sostenuto un’accalorata difesa dell’Italia. Ma, onestamente, non penso di averlo convinto…

Verrà mai in vacanza da noi?!? Non vorrei tradire il mio tipico ottimismo, ma temo proprio di no. Almeno non quest’estate…

16-07-2008   5 Commenti / lascia il tuo

Che faccia ha l’Italia ?

Leggo oggi su Guida Viaggi che sarà la Marianna a incarnare la Maison de la France nelle strategie turistiche. Una scelta coerente, immediatamente empatica e – perché no – squisitamente glamour.

Budget importante: 20 milioni di Euro per raggiungere l’obiettivo di 40 miliardi di entrate entro il 2010.

 

Il pensiero va, ahimé, ai numeri che hanno interessato un progetto di analogo rilancio nel nostro Paese: quell’Italia.it che doveva portare nel mondo il marchio vincente del made in Italy applicato a viaggi&turismo.

58 milioni di Euro stanziati. Cito Luca Spinelli: 1 Euro per ogni cittadino italiano!  

Solo il logo ha interessato un bando da 100.000 Euro e solo per ideazione&realizzazione.

Peccato che il 18 gennaio 2008 il portale sia stato chiuso, cancellato dalla Rete, dopo mesi di ipotetici rilanci mai concretizzati. E peccato che questo famoso logo, piaciuto a ben pochi, non sia neppure utilizzato (l’Enit, giusto per fare un esempio, sta continuando ad usare il suo vecchio logo …).

E’ stato un approccio talmente disastroso, da meritarsi un blog dedicato dal profetico nome di Scandalo Italiano!

 

Oggi allora lancio da qui una piccola provocazione: proviamo a dare anche noi un nuovo volto al brand Italia.

Cosa suggerite?

Intanto ci penso anch’io…

02-07-2008   6 Commenti / lascia il tuo

Il turista viaggia sulla rete

Caro Fabio,

leggo le tue riflessioni sullo stato del turismo in Italia e ho una strana associazione di idee: mi ricordo una frase che spesso dicevano gli insegnanti agli scolaretti, che suonava più o meno così “eh si, per ora il ragazzo vive di rendita, ma una volta che sarà alle Superiori dovrà mettersi di impegno”.
Una volta arrivati alle scuole Superiori, il ritornello riprendeva, stavolta riparametrato sugli anni successivi, e la vita continuava, come se la rendita si potesse capitalizzare progressivamente e magicamente.

Il parallelismo, a prima vista oscuro, mi si chiarisce proprio mentre scrivo: la nostra Italia crede di poter vivere di rendita, e la rendita è il suo patrimonio paesistico, culturale, gastronomico, che – comunque sia – è una ricchezza impressionante.
Ma i nodi, come nella scuola, vengono al pettine alla fine, soprattutto quando ci si imbatte in qualcosa come un esame di maturità, in cui arriva una commissione esterna che ti deve valutare. Nel nostro caso la commissione si chiama global-networked society, e la valutazione si apre ad una platea infinitamente vasta e a una serie di concorrenti che hanno pari opportunità e mezzi per farsi conoscere.
I nodi, dicevo.

[Read more →]

15-05-2008   4 Commenti / lascia il tuo

E’ tempo di agire

Sono trascorsi solo alcuni giorni dalle elezioni e Silvio Berlusconi, il nuovo premier di governo, si è già distinto per il suo fattivo agire.

Si sa che le sorti della compagnia aerea di bandiera gli stanno a cuore e oltre ad aver coniato nei giorni scorsi il pay off “Ama l’Italia, vola Alitalia” si è lanciato in frenetiche attività a supporto del rilancio del vettore. La prima consistente in un prestito ponte di 100 milioni (accordo bipartisan) dal duplice obiettivo: tamponar le falle finanziarie più immediate e garantire liquidità per 5/6 mesi, il tempo sufficiente a trovare una ragionevole via d’uscita.

Dall’altra pressioni sui maggiori poli bancari, affinchè allentino i cordoni della borsa e ricapitalizzino la compagnia con un almeno 1 miliardo, come è successo anni fa con la Fiat, in attesa di trovare acquirenti industriali e piani strategici convincenti.

Tra un risotto ai frutti di mare e uno spettacolo del Bagaglino, S. Berlusconi ha realizzato l’amosfera distesa per chiedere all’amico Putin, in occasione del loro meeting a Villa Certosa, un formale interessamento di Aeroflot all’entrata in Alitalia.

I prossimi giorni capiremo quali saranno le evoluzioni ma da subito emerge uno stile diverso, più fantasioso e allo stesso tempo in sintonia la classe imprenditoriale meno ingessata dal Paese. Un agire e un felice attivismo che ricordano a tutti che oltre il destino di Alitalia e la sua rilevanza nell’economia del Paese, vi è correlata la questione delle infrastrutture del nord Italia e l’impossibilità che l’area più dinamica e rilevante della sua economia, possa rinunciare a fare di Malpensa il suo hub di riferimento.

18-04-2008   14 Commenti / lascia il tuo

Benvenuti!

Con orgoglio e un pizzico di emozione do l’avvio a questo dialogo online, in cui mi auguro che protagonisti e addetti ai lavori dell’Industria del turismo – ma anche Istituzioni, stampa e colleghi blogger! – abbiano voglia di convogliare commenti, critiche, spunti di riflessione e quant’altro contribuisca a rendere questo mio spazio un contenitore di idee e stimoli creativi!

Oggi più che mai il nostro settore sta incontrando sfide nuove e spesso imprevedibili: la distribuzione sperimenta rivoluzioni continue, l’aprirsi di nuove opportunità di business implica la crisi dei modelli tradizionali, emerge l’urgenza di un costante allineamento ai tempi e ai consumi.

In tutto questo, non è un segreto che l’Impresa Italia sia lungi dal concretizzarsi! L’enorme potenziale del mercato di viaggi e turismo non sembra raggiungere il cuore delle Istituzioni, spesso purtroppo ancora propense a considerarci un settore tutt’altro che prioritario.

Tanti, insomma, gli argomenti da dibattere e i problemi risolvere!
Questa mia entità virtuale vuole essere un veicolo in più per avviare discussioni entusiasmanti, con l’ambizione – perché no – di raggiungere qualche risultato concreto e condivisibile per tutti noi.
Vi aspetto a bordo!

17-04-2008   5 Commenti / lascia il tuo