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Cosa resterà …

“Cosa resterà di questi anni 80 ?” cantava Raf qualche anno fa. Parafrasando, da tanti anni i più pessimisti si chiedono “Cosa resterà di queste Agenzie di Viaggio tradizionali ?” (le Agenzie puramente off-line, per intenderci). In effetti, l’esplosione di Internet ed il suo successo particolarmente elevato proprio nel settore turistico facevano e fanno pensare che il modello tradizionale dell’Agenzia di Viaggio si debba necessariamente trasformare ed evolvere.

Ma Internet sorprende sempre. La costante evoluzione di questo strumento, che continuamente crea e ricrea nuovi modelli di business, sta correndo in aiuto delle Agenzie di Viaggio tradizionali. Sono nati recentemente, infatti, alcuni siti che mettono in contatto Agenzie di Viaggio tradizionali con potenziali acquirenti di servizi turistici sulla rete partendo dalle richeste di questi ultimi. Vi segnalo un articolo interessante che descrive questo nuovo fenomeno sull’edizione on-line del Boston Globe (grazie a Marco Barulli per aver scovato l’articolo).

Detto questo, a me piace sempre molto meravigliarmi e stupirmi di quanta creatività trova applicazione sulla Rete. Però, allo stesso tempo, non cambio la mia idea di fondo: le Agenzie di Viaggio, così come tutti gli operatori del turismo, devono cambiare marcia e guardare a Internet come il prossimo campo dove competere. Basta fogli appiccicati sulle vetrine: li guardano sempre meno potenziali Clienti. Gli stessi Clienti che, invece, navigano sulla Rete per cercare l’ispirazione per la loro nuova vacanza. E, sempre più, già che ci sono, sulla Rete se la comprano anche.

Tutti Sindaci !!!

Esiste tutto un mondo di “indisciplinati” autodidatti che, attraverso Internet, dimostra la differenza tra il prendere l’iniziativa ed il semplice discuterne.

Mentre le “alte sfere” si interrogano, dibattono e attaccano in un delirio di proposte, i cittadini si inventano autonomamente sane e concrete forme di partecipazione e di espressione!

Un buon esempio arriva da Blogolandia.

Molti di voi lo conosceranno già: si tratta di un progetto informativo “dal basso”, totalmente privo di pubblicità e assolutamente ricco in contenuti pervenuti alla redazione da centinaia di Urban Blogger. Il portale ha un’ambizione: coprire le cronache e le news di 200 Comuni italiani entro la fine dell’anno.

In Bocca al Lupo!!!

Verso un Travel Network (ing)

Lo shopping può esser Social, ma soltanto se parte dal web. Lo scorso anno infatti sono nati strumenti, sulla falsariga dei social network, dove i membri della comunità online condividono esperienze sui prodotti e i servizi acquistati.

I primi, manco a dirlo, sono nati negli Stati Uniti, come ThisNext.com o Kaboodle.com, dove però il travel è ben poco presente. I prodotti fisici, in particolare quelli alla moda come in Stylehive.com, sono al momento i più ricercati e censiti, ma interessante è anche l’attività di un sito come Crowdstorm.com (letteralmente tempesta della folla), attivo anche in Gran Bretagna che, grazie a “un mondo di esperti”, come recita lo slogan che accompagna il logo, inizia a recensire e a dare suggerimenti anche sul mondo dei viaggi, principalmente sulle compagnie aree o su alcune loro rotte. Un mondo questo  ancora poco investigato dalle aziende, che potrebbero prendere interessanti spunti da questi siti e utilizzarli anche come strumenti di controllo per i propri prodotti.

Che faccia ha l’Italia ?

Leggo oggi su Guida Viaggi che sarà la Marianna a incarnare la Maison de la France nelle strategie turistiche. Una scelta coerente, immediatamente empatica e – perché no – squisitamente glamour.

Budget importante: 20 milioni di Euro per raggiungere l’obiettivo di 40 miliardi di entrate entro il 2010.

 

Il pensiero va, ahimé, ai numeri che hanno interessato un progetto di analogo rilancio nel nostro Paese: quell’Italia.it che doveva portare nel mondo il marchio vincente del made in Italy applicato a viaggi&turismo.

58 milioni di Euro stanziati. Cito Luca Spinelli: 1 Euro per ogni cittadino italiano!  

Solo il logo ha interessato un bando da 100.000 Euro e solo per ideazione&realizzazione.

Peccato che il 18 gennaio 2008 il portale sia stato chiuso, cancellato dalla Rete, dopo mesi di ipotetici rilanci mai concretizzati. E peccato che questo famoso logo, piaciuto a ben pochi, non sia neppure utilizzato (l’Enit, giusto per fare un esempio, sta continuando ad usare il suo vecchio logo …).

E’ stato un approccio talmente disastroso, da meritarsi un blog dedicato dal profetico nome di Scandalo Italiano!

 

Oggi allora lancio da qui una piccola provocazione: proviamo a dare anche noi un nuovo volto al brand Italia.

Cosa suggerite?

Intanto ci penso anch’io…

Agenzie di Viaggio 3.0

Stiamo a malapena cominciando a capire (in Italia) quello che il concetto di Web 2.0 può portare al mondo del turismo, che già negli Stati Uniti si comincia a parlare di Agenzie 3.0

Ne parla questo articolo su Eye for Travel: http://www.eyefortravel.com/node/14471

Web 2.0 e gli Hotel

Lo scorso Sabato, nell’ambito della IV Conferenza Italiana sul Turismo di Riva del Garda, il neo-Sottosegretario Michela Vittoria Brambilla ha lanciato una proposta sul tema delle classificazioni degli Hotel italiani.

Come tutti sapete, il tema è di pertinenza Regionale. Questo, al di là di alcuni standard comuni, comporta la non omogeneità dei criteri di assegnazione e, quindi, diversi risultati rispetto alle aspettative di qualità dei Clienti. Ne ha parlato molto estesamente l’amico Luca nel suo Blog proprio recentemente.

Michela Vittoria Brambilla ha proposto la definizione di un set di requisiti minimi di categoria e una auto-certificazione delle strutture alberghiere per quanto riguarda la qualità dei servizi offerti.

Ora, come sempre in Italia, questa proposta ha suscitato reazioni contrastanti tra gli addetti ai lavori: c’è chi la ritiene l’idea geniale risolutiva e chi la ritiene la peggiore delle iatture.

Io ho due commenti da fare in proposito.

Primo: è la prima volta, dopo anni, che c’è sul tavolo una proposta concreta e non il solito lamentarsi della situazione. La prima volta che si cerca di uscire dalla spirale di un problema che è sempre sul tavolo, ma su cui sono mancate iniziative concrete. E di cui il settore alberghiero ha un grande bisogno, per offrire tranquillità e credibilità ai propri Clienti.

Secondo: alcuni bollano il tema dell’auto-certificazione come un approccio troppo naif. Forse lo è. Ma non più di tanto, a mio avviso. Lo sarebbe stato fino a 10 o anche a pochissimi anni fa. Anni in cui, in caso di scarsa qualità, ci si poteva sfogare soltanto con una ristretta cerchia di amici e conoscenti. Ora no. Ora c’è la Grande Rete. Internet “obbliga” a dire la verità. Se mi viene venduta una splendida camera “vista mare”  nella brochure dell’Hotel e, nella realtà, mi trovo a dormire in un buco “vista pilone dell’autostrada” ora ho una enorme quantità di modi di farlo sapere al mondo intero a portata di click.

Per questo credo che questa proposta meriti essere approfondita.

E, in generale, riproporre il tema Tecnologia e processi organizzativi. Anche in questo campo, come scrivevo ieri, bisogna cambiare l’approccio culturale ed organizzativo delle nostre Aziende per affrontare la Rete nel modo più efficace.

Tecnologia e processi

Nell’interessantissimo Blog di Roberta Milano, c’è un Post che centra molto bene il tema dell’innovazione tecnologica e lo pone in un’ottica più ampia di cambiamento culturale e di processo.

Penso sia un tema che si presta molto bene a qualche considerazione in relazione all’applicazione delle tecnologie al settore del Turismo.

Molto spesso, nei miei interventi pubblici e anche su queste pagine, ho richiamato l’importanza delle tecnologie per la promozione del territorio. Lo dico per convinzione personale e per l’esperienza professionale nell’Azienda che fa delle tecnologie applicate ai viaggi ed al turismo la propria ragion d’essere e la radice della sua leadership.

Spesso, però, le tecnologie, da sole, non bastano. Bisogna partire dalle tecnologie per cambiare processi e modalità di distribuzione e di colloquio con il Cliente.

Non basta creare il sito dell’Albergo. Non basta produrre il portale del singolo territorio. Bisogna ragionare ed agire in maniera compatibile con lo strumento che si utilizza. Internet non è un nuovo Mondo.

Internet è un nuovo strumento di comunicazione, che richiede professionalità per gestirne le modalità di linguaggio e le enormi potenzialità che offre. Nessuno pensa di veicolare lo stesso identico messaggio indipendentemente dal mezzo che si utilizza. Si modula il messaggio a seconda che si parli con un singolo, di fronte ad un vasto pubblico, in televisione, piuttosto che in radio, e così via. Perchè, allora, vediamo ancora così tanti siti Web statici, con informazioni datate e poco utili ? Perchè troppe informazioni che “assordano” l’Utente ? O troppo poche, che non rendono comprensibile il messaggio ? Perchè così poca interattività con l’Utente ? C’è un dato interessante sul Blog di Mauro Lupi che, citando uno studio dell’Università di Amburgo, riporta che solamente il 28% del testo di una pagina web viene letto. E, invece, continuiamo a vedere tanti, troppi siti web utilizzati come delle pubbliche affissioni: sbrodolanti descrizioni della storia dell’Azienda, del suo management, dei suoi prodotti/servizi fino ai più insignificanti dettagli. E non si sfruttano le innate caratteristiche di interattività e di contemporaneità di questi strumenti.

Tutto passa attraverso la formazione. Passa, ancor prima, da un cambiamento culturale. Istituzioni ed Aziende devono fare il primo passo. Lo stiamo facendo ?

Sick by Sickness

Ho da poco appreso dell’esistenza di un nuovo hobby tra i viaggiatori: collezionare gli “air sickness bag”.
Sì, proprio quelli, i sacchettini di carta che ci fanno l’occhiolino dallo schienale di fronte a noi, quando ci accomodiamo a bordo e, avendo dimenticato il nostro libro a casa ed essendo finiti i giornali, iniziamo disperati a curiosare tra riviste di bordo e offerte di shopping in quota!
Pare che le compagnie aeree siano vicine a rottamare questo oggetto; l’abitudine a volare lo sta rendendo pressoché inutile. Forse anche per questo, c’è chi ama collezionarli.
Preso dall’entusiasmo, mi sono divertito a setacciare la Rete a caccia di riscontri. E non sono rimasto deluso!
Esiste, per esempio, un sito completamente dedicato, un vero e proprio museo virtuale: http://www.airsicknessbags.com/

Non smetterò mai di entusiasmarmi per il nascere di questi trend e per come sanno autoalimentarsi attraverso Internet!

Anni fa ho conosciuto l’Executive VP di una grande multinazionale americana che chiedeva a tutti di recuperare le cuffiette per la doccia degli alberghi per poterle riportare a casa a sua moglie, che ne faceva largo uso. Quella, però, era tirchieria portata all’estremo… non certo collezionismo!!! Chissà se la grande Rete potrà aiutarlo a risparmiare quei pochi centesimi di dollaro…

Il turista viaggia sulla rete

Caro Fabio,

leggo le tue riflessioni sullo stato del turismo in Italia e ho una strana associazione di idee: mi ricordo una frase che spesso dicevano gli insegnanti agli scolaretti, che suonava più o meno così “eh si, per ora il ragazzo vive di rendita, ma una volta che sarà alle Superiori dovrà mettersi di impegno”.
Una volta arrivati alle scuole Superiori, il ritornello riprendeva, stavolta riparametrato sugli anni successivi, e la vita continuava, come se la rendita si potesse capitalizzare progressivamente e magicamente.

Il parallelismo, a prima vista oscuro, mi si chiarisce proprio mentre scrivo: la nostra Italia crede di poter vivere di rendita, e la rendita è il suo patrimonio paesistico, culturale, gastronomico, che – comunque sia – è una ricchezza impressionante.
Ma i nodi, come nella scuola, vengono al pettine alla fine, soprattutto quando ci si imbatte in qualcosa come un esame di maturità, in cui arriva una commissione esterna che ti deve valutare. Nel nostro caso la commissione si chiama global-networked society, e la valutazione si apre ad una platea infinitamente vasta e a una serie di concorrenti che hanno pari opportunità e mezzi per farsi conoscere.
I nodi, dicevo.

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