Post taggati Internet

Facebook? Fa bene agli anziani

I social network vanno forte fra gli over 65: da un articolo de La Stampa i dati, abbastanza sorprendenti, che riportano il beneficio che gli anziani traggono dai social netwrok.

Ben un milione e mezzo di anziani in Italia li usa per tenersi in contatto con amici e parenti, secondo le stime dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (Aip), e proprio grazie agli stimoli della rete sarebbero proprio questo gruppo a mantenere il cervello allenato e ad avere meno problemi di memoria, o almeno così dimostra uno studio condotto in due Residenze Sanitarie Assistite italiane della provincia di Cremona e di Brescia.

Marco Trabucchi, presidente dell’Aip, spiega che negli ultimi anni il numero di anziani “in Rete” è cresciuto dell’80%, con un 8% circa del totale degli iscritti a Facebook che supera i 65 anni.

Cosa ne pensate? Credete che i social network possano essere un aiuto per gli anziani, soprattutto per sentirsi meno soli?

Digital Economy… che?!

È ufficiale: siamo in ritardo persino sull’economia digitale.

Sì, l’Italia è 48esima nel mondo nell’ambito della networked economy, e rimane indietro non solo per quanto riguarda economia e occupazione in generale ma anche per la digitalizzazione delle economie occidentali.
È dell’Unione Europea la ricerca svolta sui profili ICT dei Paesi membri: si evince che la produttività in Europa è aumentata molto proprio grazie alle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni. Da qui la messa in lista, fra gli obiettivi del 2020, della definizione di un’Agenda Digitale.
Ma se proprio dalla ricerca dell’Unione Europea emerge che Regno Unito e Francia sono in testa per quanto riguarda il posto occupato dall’economia di Internet nel Prodotto Interno Lordo, che per il primo Paese vale il 7,2% del totale mentre per il secondo il 3,7%, l’Italia arranca con un valore che copre solo l’1,6% del PIL.
L’Italia almeno ultimamente, per fortuna, non è stata a guardare: ha infatti indetto il 21 marzo l’Agenda Digitale per dare al Paese una strategia digitale, in vista anche degli scarsi investimenti in ICT.
Persino gli Stati Uniti, mossi anche dalla voglia di fare affari, hanno deciso di aiutarci nel processo di miglioramento creando un Forum di discussione apposito, il Digital Economy Forum. Uno fra i primi appuntamenti è previsto a Venezia l’11 e il 12 maggio: ci sarete?

Social Media Week: perchè non si può mancare

In questi giorni si sta tenendo uno degli eventi chiave per il mondo dell’online: dal 7 all’11 febbraio, infatti, Roma, Londra, Parigi, New York, San Francisco, Toronto, São Paolo, Parigi, Hong Kong danno il benvenuto alla Social Media Week.

Come?

Grazie ovviamente a internet.

Perchè la SMW è una piattaforma globale che connette le persone, i contenuti e le conversazioni su i trend emergenti e i mobile media.

Questo significa che centinaia di migliaia di persone saranno coinvolte in eventi speciali offline e online organizzati in ogni singola città partecipante.

L’iniziativa nasce nel 2009 a New York, pubblicizzata come una “distributed” conference” (una conferenza allargata) con 2.500 persone coinvolte in più di 40 eventi e migliaia connesse online.

La conferenza si è svolta anche nel 2010 con grandissimo successo e dall’anno scorso si è deciso di organizzarla due volte all’anno. Per seguirla da vicino, visitate il sito o seguite gli update su twitter @socialweek.

Com’è nello spirito di questa organizzazione, la partecipazione a tutti gli eventi è gratuita ed aperta a tutti.

Sono sicuro che anche quest’anno la partecipazione sarà numerosa e che verranno fatti passi avanti nel dialogo globale e nella scoperta delle potenzialità dell’online.

Off Off Line

Approfitto di IAB Forum, oggi in corso, per introdurre una news che sicuramente non sorprenderà gli addetti ai lavori del mondo digital.

In termini di PIL, Internet potrebbe superare il settore finanziario entro il 2015. Cioè dopodomani. La notizia è ghiotta e stilata da una fonte autorevole come la Boston Consulting Group.

Insomma, c’è un bel mare in cui pescare soprattutto in tempi di magra come l’attuale. UK ha dichiarato battaglia al digital divide e certamente lo scopo non è filantropico, ma dettato dai numeri prodotti da tutte quelle PMI che hanno investito nell’online e hanno così diversificato/ampliato i profitti.

In termini di ecommerce, purtroppo, l’OCSE posiziona l’Italia al penultimo posto. E qui mi ricollego a IAB che, 1 anno dopo, ancora si ritrova a parlare della questione Banda Larga, tutt’ora missing per la stragrande maggioranza degli italiani.

Wired si fa promotore di “Sveglia Italia”, campagna bella e  – prevedo – sorprendentemente di successo come quella per il Nobel a Internet.

Tuttavia… tuttavia le istituzioni latitano e non può più essere per cecità nei confronti del presente. L’immobilismo di cui ha parlato la Marcegaglia passa anche da qui. Non stiamo scherzando. Non stiamo parlando di un gioco per smanettoni.

Mi sale la rabbia. Scusate!

Il ragazzo dal web d’oro

I giovani digitali sorprendono con idee semplicissime eppure sorprendentemente lucrative. The Million Dollar Homepage ne è un esempio eclatante.

Soprannominato “l’uomo più disturbante di Internet” dal Daily Telegraph, Alex Tew ci invita adesso a un nuovo happening online: 1 million faces.

Dopo averci convinto a pagare per acquisire pixel, adesso vuole che ci mettiamo la faccia. E a giudicare dalla schermata, non dubito che anche questa trovata più o meno fine a se stessa sarà un successo.

Aspettative in termini di guadagno? Circa 3 milioni di dollari. Non male per un ventenne!

Rai per una notte: Internet ha girato pagina ?

Ieri sera forse abbiamo assistito ad una piccola svolta epocale. Ieri sera Internet è diventato “ufficialmente” un media se non alternativo, almeno complementare alla televisione. Lo è da tanto tempo. Ma forse proprio ieri si è presentato come tale ad un pubblico più vasto.

Non voglio entrare in un discorso politico: siamo finalmente a poche ore dal sospirato “silenzio elettorale“, non siamo su un Blog che fa politica e non è questo il punto che voglio sottolineare.

Quello che è importante, è evidenziare che Internet, in questa vicenda di interpretazioni dibattute della “par condicio”, ha offerto al pubblico e, soprattutto, all’informazione, il sostituto naturale alla eccessiva e strabordante televisione per dibattere e confrontarsi. Non solo con Raiperunanotte, ma ancora prima con Mentana Condicio e con tanti dibattiti nati ed esplosi sulla Rete. Sui Blog, su Twitter (con rimbalzi da ogni parte del mondo), su Facebook. Una comunicazione non più ad una via, ma a vie multiple, in cui l’utente non è più passivo, ma diventa a sua volta attore protagonista dell’informazione, commentando ed amplificandola.

E’ questa, in unltima analisi, la forza della Rete e dei Social Network.

La Rete che fa l’Italia

Alcuni di voi sono curiosi di conoscere la mia opinione sul remake di Italia.it. Lungi dall’essere il secondo capitalo di un precedente successo, il nostro “portalone” nazionale è ancora più carne da dibattito che non realtà effettiva ed efficace.

Io la vedo così…

I 20 anni del Web e il Vaticano

Avevo già riportato qualche tempo fa la notizia della “benedizione” che Internet aveva ricevuto dal Pontefice che ne auspicava la più ampia diffusione possibile. In questi giorni, Joseph Ratzinger cita ancora il Web: questa volta lo fa nella lettera inviata ai Vescovi di tutto il mondo per spiegare le ragioni della famosa revoca della scomunica ai quattro Vescovi lefebvirani. Revoca che tante polemiche ha sollevato. Nella stessa lettera spiega che in futuro la Santa Sede dovrà prestare più attenzione alle notizie diffuse su Internet: infatti le dichiarazioni negazioniste di Williamson erano circolate sul web già prima della pubblicazione della revoca della scomunica.

Rimango ancora una volta di più favorevolmente sorpreso dalla capacità di un uomo così lontano dal nostro mondo delle tecnologie, sia per età che per “professione”, di sapere cogliere le potenzialità di questo strumento di comunicazione. Strumento, tra l’altro, che ha abbondantemente raggiunto e superato la maggiore età e che compie proprio oggi 20 anni !!! Inutile dire che la speranza è che ci si accorga sempre più di quanto il Web non sia una moda, bensì sia una certezza più che consolidata.

Da Eu al Vaticano: tutto passa per il Web

Era di Giovedì scorso la notizia, ripresa dalla sempre molto tempestiva Roberta Milano, dell’intenzione degli abitanti di un piccolo paese francese di cambiare nome. Motivo: il paese si chiama Eu ed è difficilissimo da trovare sul Web, scontando la “concorrenza” di tutti i siti che parlano dell’Unione Europea e di grammatica (Eu è, infatti, il participio passato del verbo “avere” nella lingua d’oltralpe. Questa concorrenza e difficoltà di apparire su Internet sta, numeri alla mano, creando problemi alla competitività turistica del piccolo paese.

E’ di oggi, invece, una notizia di segno opposto. Parliamo dei Musei Vaticani che, in andamento completamente anti-ciclico, stanno resistendo alla crisi e, anzi, hanno fatto registrare un incremento dei visitatori anche nello scorso mese di Gennaio. Una delle ricette ? L’uso del sito Internet in ottica di promozione e di commercializzazione: un sito gradevole e semplice, con cui assaporare la visita in modo virtuale ancora prima di recarsi in loco e boom per la vendita di biglietti on-line.

Quindi due notizie di segno opposto, ma che sottolineano entrambe l’importanza, se ce ne fosse ancora necessità, di Internet per la promozione e per la commercializzazione dell’offerta turistica. A quando qualche novità anche per il nostro Paese ?!?

Internet benedetta

Anche il Pontefice ha “benedetto” Internet, definendola un “dono per l’umanità” ed auspicandone la più ampia diffusione possibile. E lo ha fatto, ovviamente, con un taglio etico ed ecumenico. Il Papa, infatti, esalta le caratteristiche positive del Web, censurandone, al tempo stesso, gli usi negativi che se ne possono fare. Contemporaneamente, il Santo Padre auspica che l’accesso a queste tecnologie sia il più diffuso possibile, affinchè non si verifichi anche nel mondo “virtuale” una divisione tra mondi di diversa importanza.

Mi sembra, comunque, un passo importante. Un’Istituzione tra le più antiche abbraccia le nuove tecnologie e ne evidenzia il grande contributo alla cooperazione e alla diffusione della comunicazione, elementi che facilitano il progresso dei popoli.

Chissà se anche i decision maker del mondo del turismo italiano capiranno che le nuove tecnologie, con particolare riguardo alla Rete, non sono un nemico da guardare con timore, bensì uno (se non LO) strumento che può garantire loro un futuro profittevole e duraturo ?!?