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IAB Fourm 2012

Si svolge in questi giorni a Milano la decima edizione dello IAB Forum, l’appuntamento annuale sulla comunicazione digitale e interattiva. I dati rilasciati parlano di un aumento del 12% degli investimenti pubblicitari online. Quest’anno il convegno è dedicato alla Digital Economy in Italia, con un focus particolare sui video.  Nell’articolo del Sole 24 Ore online un po’ di dati interessanti.

 

La Svezia? La più “brava” in Internet

Compilato dalla World Wide Web Foundation di Tim Berners-Lee e reso pubblico dalla BBC l’indice che valuta la situazione web in 61 Paesi, secondo sette diverse categorie: contenuti, impatto sociale, economico, politico, infrastrutture web e così via. Al primo posto troviamo la Svezia, seguita dagli Stati Uniti e dall’Inghilterra. L’Islanda è il paese che usa di più Internet, con un 95% dell’intera popolazione che  naviga l’online. L’indice indica inoltre che gli ostacoli principali all’accesso globale a Internet sono i costi e la censura che alcuni Paesi operano. Per i dettagli, visitate il sito della BBC.

Un suggerimento dalla Silicon Valley

Potrà sembrare strano, ma arriva proprio dai guru della Silicon Valley il suggerimento di staccare la spina e prendersi una pausa da Internet, per il bene della nostre relazioni sociali. Tempismo perfetto direi, visto il periodo vacanziero è un ottimo suggerimento per riflettere sulla assoluta necessità di trovare un equilibrio tra vita digitale e vita reale. Su la Stampa.it l’articolo completo.

Internet: il lunedì nero dei computer

Il D-day è arrivato. 300mila computer potrebbero oggi andare offline in seguito ad un’operazione dell’ FBI che spegnerà il server che copriva gli utenti colpiti da malware. I pc, ora senza protezione, rischiano un black out totale visto che il contratto di “protezione” stipulato dall’ FBI  una volta scoperta una rete di hacker era già scaduto a marzo ed è stato prorogato fino al 9 luglio, appunto. Oggi. Tantissimi i Paesi coinvolti e un mezzo che almeno ci permette di verificare il nostro status: http://www.dcwg.org/ (cliccare sul paese di interesse). I dettagli su La Stampa.

Come sta cambiando il web?

La Stampa ci mette al corrente dei contenuti della seconda edizione di State of the Net avvenuta a Trieste questo weekend che ha fatto il punto sulle condizioni di salute della Rete. E-commerce, trasparenza, privacy e open data l’ordine del giorno degli incontri svoltesi al Magazzino 26 del Porto Vecchio. Prospettive positive nonostante il ritardo con cui l’Italia si è messa al passo coi tempi e un consiglio sui social: non scrivere niente su Internet che non vorresti leggesse tua madre. Il resoconto completo nella sezione Tecnologia.

BMW e le prenotazioni alberghiere

Utilizzando una partnership già esistente con Google, BMW ha collaborato con Micros property management e VingCard Elsafe per permettere agli affezionati della marca automobilistica di utilizzare il proprio GPS e internet per prenotare e pagare le loro camere d’albergo direttamente dalla loro macchina, senza passare dal front desk. I dettagli su Tnooz.

E’ nato (un manifesto per valorizzare la rete)!

A Firenze nasce un movimento per la Rete. “Internet bene comune” proprio come l’acqua secondo la Fondazione sistema Toscana che ha l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, imprese, istituzioni sull’importanza della rete nella vita di tutti i giorni. L’articolo su La Stampa ci spiega come.

Internet in un minuto

Cosa succede sul web in un minuto, dove vanno e come sono utilizzati tutti i 640,000 GB di dati che transitano? Intel ha creato una slide davvero molto eloquente, guardatela su Tnooz.

Dati Audiweb

Secondo gli ultimi dati Audiweb relativi al mese di febbaio gli utenti Internet mensili sono cresciuti del 9,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre gli utenti del giorno medio sono cresciuto del 7,3%, sembra che la nostra arretratezza in termini di connessioni web si stia riducendo poco per volta, ma costantemente. Due dati interessanti: gli adulti tra i 35  e i 45 anni sono quelli che si connettono maggiomente alla rete, mentre la fascia oraria piu’ gettonata e’ quella tra le 18 e le 21.

Il Web non è morto

Un articolo di Inc.com ci rassicura sul fatto che le mobile app non uccideranno del tutto Internet. Secondo una recente ricerca del Pew Research Center, nel 2020 il Web, rispetto alle applicazioni, sarà  ancora un elemento utile e importante, fattore dominante nella quotidianità  delle persone. Conclusione: il web non è morto, ma sta cambiando.