Anche i migliori piangono

Inizio questo Post con una premessa: provo un’ammirazione sconfinata per Sergio Marchionne.
Ne seguo le evoluzioni di carriera da anni e di lui  mi piacciono veramente tante cose: la determinazione, la chiarezza, l’interpretare ruoli e situazioni seguendo percorsi non scontati, il saper motivare le persone che lavorano con lui, la capacità di essere orientato al business e di orientare a quello tutto il resto dell’organizzazione, il pragmatismo.

Nelle ultime settimane, a più riprese, Marchionne ha chiesto a gran voce al Governo Italiano di riproporre gli incentivi statali alla rottamazione per sostenere l’industria dell’auto. La consecutio logica è stringente: no incentivi, domanda in diminuzione, posti di lavoro a rischio.

In generale, mi piacciono molto poco le economie in cui gli interventi statali sono ingombranti. Se un Mercato esiste perchè è incentivato da elementi esterni quali gli aiuti di Stato, allora significa che non è un Mercato. Semplicemente. Se produco qualcosa che il Mercato non assorbe, allora devo prendere atto che il Mercato è diverso da come me lo sono prefigurato nei piani triennali aziendali: o non esiste o, quanto meno, è ridotto rispetto alle stime. Però mi rendo anche conto che siamo in una fase economica unica nel suo genere. E lo testimonia il fatto che anche uno dei migliori manager di questo Paese, abiutato a prendersi le sue responsabilità e ad agire in prima persona, continui a bussare alla porta del Governo. E, puntualmente, il Governo risponde.

Questo, però, mi fa pensare al mio settore. Al settore del Turismo. Il settore in cui operano i miei Clienti. Settore toccato se non altro in misura uguale agli altri dalla Crisi (io, umilmente, ritengo toccato in misura maggiore …). E toccato da altre “crisi” che altri settori, invece, non stanno subendo. Penso, una su tutte, alla diffusione del virus H1N1 che porterà sicuramente ad una diminuzione dei viaggi per il timore di contrarre la nuova influenza.
A questo settore chi pensa ? Dove sono gli aiuti per il Turismo ? Qui parliamo di un Settore che impiega molta più forza lavoro rispetto al settore automotive anche comprensivo dell’indotto. Purtroppo, però, è una forza lavoro distribuita su un numero altissimo di imprese di piccole e medie dimensioni. E, purtroppo, un grande albero secolare che rischia di cadere fa molto più rumore di una foglia che cade veramente. E, spesso e volentieri, finisce dimenticata …

30-09-2009   5 Commenti / lascia il tuo

Ed ora il Ministero…

Sembra proprio che, stando alla crescita esponenziale di sussurri, voci e uscite stampa, da Settembre il Turismo sarà “promosso” al rango di Ministero.

Tema, questo, molto dibattuto tra chi sostiene non ci sia bisogno di affrontare la promozione del turismo del nostro Paese attraverso un Ministero e chi, invece, ritiene che un Dicastero, pur senza portafoglio, sia lo strumento migliore per recuperare il terreno perduto nella competizione per i turisti globali.

Si vedrà. A me sembra un grande passo avanti. Non sono esperto di “cose” di Governo, ma l’attenzione sul turismo non mi sembra sia stata così alta come ora da alcuni anni a questa parte.

21-07-2008   1 Commento / lascia il tuo

Viaggiatori esperti vogliono strutture ricettive all’altezza

Le aspettative sulle riforme in materia turistica, da parte del nuovo Governo, sono attese da tutti gli operatori del comparto. Sicuramente tra le priorità in agenda, la classificazione delle strutture ricettive potrebbe essere un ottimo punto di partenza, che contribuirebbe a rendere più trasparente la qualità del sistema turistico nazionale ed a facilitare l’orientamento del cliente in un’offerta frammentata che va dalle grandi catene ai piccoli hotel a conduzione familiare.

Il potenziale cliente di oggi non ha nulla a che vedere ormai con il turista sprovveduto del passato, infatti si sta sempre più evolvendo e avvicinando alla definizione di viaggiatore esperto e navigatore della rete, dalla quale attinge preziose informazioni e interagisce direttamente con altri viaggiatori e/o con gli operatori turistici.  La classificazione attuale rappresenta un parametro ma non una garanzia pertanto sarebbe auspicabile che la nuova proposta del Sottosegretario Brambilla preveda anche una sorta di certificazione oltre che classificazione.
Quest’ultima infatti rappresenta una semplice divisione in categorie di insiemi rappresentati dal rating in stelle, secondo alcuni paramentri definiti dall’attuale legge quadro. La certificazione invece garantirebbe degli standard qualitativi perché implicherebbe un controllo periodico degli stessi. Il rischio però è che se parallelamente alla certificazione non si attivano gli organi di controllo, l’iniziativa viene vanificata e la credibilità della qualità del “made in Italy” viene meno.

In Italia abbiamo sempre l’intuizione ma pecchiamo nella realizzazione per una serie di motivazioni, tra le quali al comune denominatore potrebbero essere indicate l’incapacità di fare sistema e la poca trasparenza e fruibilità delle informazioni.

Visti i tempi tecnici di realizzazione delle iniziative istituzionali, si potrebbe ipotizzare che l’armonizzazione della qualità alberghiera nazionale potrebbe essere regolata centralmente dalla normativa, ma certificata da un soggetto privato e non istituzionale, come avviene negli Stati Uniti.
In Europa personalmente non vedo esempi concreti di best practice da seguire.

14-07-2008   No Non ci sono ancora commenti / lascia il tuo