Mourinho e la Rete
Alcuni avvenimenti / notizie di questi giorni fanno intravedere che si sta formando quella che Mourinho (di cui ammetto fin d’ora di essere un grande sostenitore…) definirebbe un’aria un pò strana attorno ad Internet ed alla sua evoluzione verso il Mobile.
- Da un lato, i vari provvedimenti legislativi che si stanno studiando che provocherebbero danni allo sviluppo di Internet. Ne cito due giusto ad esempio. In casa nostra il cosidetto Decreto Romani sta suscitando grossi dubbi, soprattutto per il fatto che viene visto come un filtro troppo generalizzato e buorocratico alla Rete. In casa dei nostri vicini Francesi, l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea contro una legge che prevede una tassa che i Provider (ISP) devono pagare per sostenere il settore televisivo in crisi, come riferisce bene Punto Informatico
- Dall’altro una notizia che mi ha fatto pensare, per un attimo, di essere finito nel “1400 quasi 1500” di “Non ci resta che Piangere”. La notizia, letta su Il Corriere della Sera, svela che la Commissione Europea sta pensando a come regolare l’e-commerce ed evitare le truffe on-line. Fin qui, nulla di male: garantire la sicurezza di chi acquista sul Web non può far altro che da acceleratore della crescita del business on-line. Peccato che quello che sembra si stia pensando a Bruxelles sia di tutt’altro tenore: udite udite, si sta considerando, tra le varie ipotesi, di rendere obbligatorio, per chi volesse vendere on-line, l’approccio “Brick & Mortar”. Praticamente, costringere chi vuole commercializzare prodotti su Internet ad avere anche una certa percentuale di vendite realizzate attraverso negozi tradizionali. Forse di questa proposta non si farà assolutamente nulla. Ma già il fatto di averla pensata mi sembra a dir poco paradossale.
- Da ultimo, una piccola digressione sul Mobile. Mesi fa ho acquistato con entusiasmo l’applicazione del Corriere della Sera per iPhone: molto bella e utile. Ora si scopre che, dopo aver pagato l’applicazione, bisogna anche pagare un abbonamento per poter leggere le notizie: ovverosia, si deve pagare per poterla utilizzare. E, ovviamente, questo non era assolutamente esplicitato al momento dell’acquisto dell’applicazione. Ora, sono assolutamente d’accordo sul diritto / dovere dei quotidiani di essere remunerati per la produzione e diffusione di notizie. Ma siamo sicuri che questa mossa sia stata una grande idea di marketing ?!?
11-02-2010 2 Commenti / lascia il tuo
Carta di Credito: la mostro, ma non la uso …
Sembra questo l’atteggiamento degli Italiani di fronte al denaro di plastica leggendo i dati appena rilasciati dalla Banca d’Italia.\nRispetto al 2007, infatti, nel 2008 sono state distribuite 6 milioni di nuove carte di credito portandone il numero totale in circolazione a 41 Milioni (+18% rispetto al 2007). Ma, in totale controtendenza rispetto a molti altri Paesi, in Italia assistiamo addirittura ad una riduzione delle carte di credito effettivamente utilizzate (o “strisciate”, per usare un’espressione cara ai Milanesi…): nel 2008 sono state solamente 16 Milioni, contro i 16.2 Milioni del 2007. Estremamente bassi anche il numero delle transazioni (poco più di una al mese) ed il valore medio della transazione (108 Euro).\nDati preoccupanti per il business on-line. Nonostante i recenti dati positivi sull’uso delle carte di credito sul Web, infatti, rimane il fatto che se l’utilizzo delle carte in generale diminuisce, il settore dell’e-commerce in Italia rischia di continuare a rimanere al palo. E di questo settore il Turismo è l’incontrastato dominatore.\n\nProprio ieri, parlando con una collega, si scherzava su un fatto che a tutti voi sarà capitato di notare. La scena è questa e tutti l’abbiamo vissuta almeno una volta: Domenica sera, rientro da un week-end, traffico molto rallentato. Si arriva alla barriera autostradale. Un buon numero di auto si dirige verso i caselli dedicati al Telepass. Altre auto formano centinaia e centinaia di metri di coda ai caselli assistiti dall’operatore. Nessuno (o quasi) ai caselli automatizzati in cui pagare con carta di credito e Bancomat. Questo, ancora di più dei dati Banca d’Italia, fotografa la situazione.\n

17-06-2009 No Non ci sono ancora commenti / lascia il tuo
Slowly, but surely
Espressione tipica anglosassone che descrive qualcosa che si muove. Magari lentamente, eppur si muove. Tant’è vero che è il modo in cui si descrive il movimento della tartaruga (splendidamente descritto da Bruno Lauzi).
E’ l’e-commerce nel mondo del turismo in Italia. Che, anzi, si muove anche abbastanza velocemente, secondo i dati di PhoCusWright riportati da “L’Agenzia di Viaggi“: più 22% entro il 2010. Il dato che da l’idea dello Slowly è la penetrazione, che rimane ancora attorno al 12%. E’, comunque, un dato coerente con le evoluzioni dell’utilizzo e-commerce in Italia. Settore nel quale il turismo rappresenta ca. il 50% della spesa complessiva. Tanti sono i nodi da sciogliere per recuperare i gap con il resto dei Paesi europei. Alcuni strutturali (vedasi la diffusione della banda larga e collegato fenomeno digital divide), altri più tipici del settore (nulla o quasi l’adozione di modelli 2.0; la tendenza alla parcellizzazione e, di conseguenza, alla condanna ad una scarsa visibilità sul Web; l’adozione di percorsi visrtuosi che abbinino la presenza on-line con la presenza di punti vendita fisici, etc.).
24-03-2009 No Non ci sono ancora commenti / lascia il tuo
La crescita dell’e-commerce in Italia
Il Consorzio Netcomm ha reso noti oggi i dati sull’e-commerce in Italia.
Il commercio on-line in Italia continua a crescere a ritmi molto elevati, superando i 6 Miliardi di Euro (6.090 M€, per la precisione…) con una crescita del 21% rispetto al 2007. Cresce ancora di più la componente Turismo che, ora, rappresenta il 56% del totale e-commerce Italiano, con una crescita del 28% rispetto allo scorso anno. Il peso del turismo nello scenario dell’e-commerce italiano è anche testimoniato dal fatto che tra le prime 20 Aziende che rappresentano il 75% del totale fatturato on-line, 13 appartengono al settore Turismo.
Insomma, l’ennesima prova di quanto questo settore non solo rappresenti una parte importante del PIL Italiano, ma sia il Settore in assoluto trascinante per l’evoluzione di un comparto così importante come il commercio on-line nel nostro Paese.
Un ultimo dato importante per gli operatori turistici: l’80% dei consumatori italiani si informa on-line prima di qualsiasi acquisto.


