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Twitter e compagnie aeree

L’Airlines Monthly Twitter Report pubblicato su Tnooz e relativo al mese gennaio ci fornisce dati significativi su come le compagnie aeree stiano utilizzando Twitter, il numero di tweet è in constante crescita, con tanto di grafici e statistiche, trending topic e, molto importante, classifica relativa agli indici di customer satisfaction.

Compagnie aeree: chi twitta?

È di pochi giorni fa la notizia pubblicata su Tnooz che la Southwest Airlines si è posizionata seconda per il numero di menzioni su Twitter: quasi 12.000 tweet per la compagnia aerea, che rimane comunque indietro rispetto alla Delta, prima in classifica con quasi 21.000 citazioni.

Arriva terza l’AirAsia con 11.000 citazioni.

La compagnia più seguita è invece la Klm, con 168.060 follower.

Sempre più presenza delle linee aeree su Twitter, dunque: rispetto a marzo, è stato segnalato un +39% di tweet.

Questo significa che il cliente si rapporta sempre di più con questo mezzo.

Voi seguite qualche compagnia aerea su Twitter? L’avete mai usato per segnalare problematiche? Come vi siete trovati?

Il valore della distribuzione

Ho sempre evitato di “contaminare” il mio Blog citando troppo il brand aziendale: qui si vuol parlare di turismo e tecnologia, non fare promozione.

Questa volta (e, lo anticipo subito, anche nel prossimo post che sto preparando sull’evoluzione futura del Viaggiatore) faccio un’eccezione. La faccio per condividere con voi la riflessione che PhoCusWright ha appena pubblicato sul mondo dei GDS, il settore di cui anche Amadeus fa parte.

Leggere il ruolo che questi attori della catena del valore della distribuzione turistica svolgono può contribuire a comprendere la complessità tecnologica che sta dietro gesti apparentemente molto semplici, come i click che facciamo quando prenotiamo un volo aereo.

Sintetizzo i risultati principali dello studio, consigliandovi di cliccare qui per scaricare l’intero abstract.

Tra i risultati dello studio:

  • Nel 2008 le società GDS hanno alimentato più di 268 miliardi di revenue turistiche a livello globale, attraverso 1,1 miliardi di transazioni – cioè più di 2.100 transazioni al minuto.
  • Negli Stati Uniti, la revenue turistica alimentata dai GDS è cresciuta dai 93,6 miliardi di dollari del 2006 ai 98,2 miliardi di dollari del 2007 ed ai 98,7 miliardi di dollari del 2008, a dispetto della recessione.
  • I GDS rappresentano anche una notevole porzione di tutta la revenue turistica europea, con il 21% della revenue complessiva ed il 47% delle prenotazioni aeree nel 2008.
  • Le società GDS alimentano le prenotazioni e le infrastrutture tecnologiche di oltre 163.000 agenzie di viaggio e circa mezzo milione di agenti di viaggio in tutto il mondo.
  • I GDS forniscono accesso ad oltre 550 compagnie aeree, 90.000 strutture alberghiere, 30.000 autonoleggi e centinaia tra i principali Tour Operator e società di crociere.
  • Combinate assieme, le tre principali società GDS, Amadeus, Sabre e Travelport, hanno una revenue di 9,624 miliardi di dollari nel 2008 e danno lavoro a più di 23.000 persone.

Ancillare o essenziale: questo è il dilemma

Se è vero che nel corso degli ultimi anni – specialmente nell’ultimo e in quello in corso – il numero di servizi essenziali legati al volo, come ad esempio il check-in ed il bagaglio, sono diventati “ancillari” ovvero a discrezione dell’utente, pur con qualche discutibile forzatura, è altrettanto vero che questo modello di business sembra essere altamente profittevole per le compagnie aeree low cost e non solo, che hanno attivato un processo di “un-bundling” delle tariffe aeree e reso ancillare qualsiasi altro servizio, che sia o non sia realmente ancillare.

Da uno studio recentemente pubblicato, si nota che i ricavi da servizi ancillari è passato da 1.72 miliardi di Euro nel 2006 a 7.68 milardi di Euro nel 2008.

Per trasparenza, mi sento di commentare che nel 2006 servizi come il bagaglio ed il nonostante questa nota, il modello regge e regge molto bene.

La voce dei servizi ancillari, rappresenta oggi un grande peso nei ricavi delle compagnie, giusto per citare alcuni esempi: il 22,7% per Allegiant, il 19,3% per Ryanair, il 15,5% per easyJet, il 14,8% per Jet2.com e il 14,1% per Vueling.

Non si pensi però che questo beneficio riguardi solo le compagnie low cost: American ha incassato nel 2008 1miliardo e 650,000milioni di Euro di soli servizi ancillari, United 1,200miliardi, Delta 1,125milardi, Qantas circa 459milioni.

Giusto per citare due esempi, questi ricavi arrivano principalmente dalla gestione bagagli, United ha guadagnato circa 4.36 Euro per bagaglio registrato sulle rotte interne americane e la low cost della Malesia AirAsia X ha incassato circa 2.06 milioni di Euro per i pasti pre-ordinati sulla rotta Londra-Kuala Lumpur.

La domanda dunque è quanti altri servizi diventeranno ancillari in futuro?

Certo è che se i servizi diventano ancillari, questi ricavi diventano essenziali per la sopravvivenza delle compagnie aeree di qualsiasi nazione sia che siano low cost o cosiddette tradizionali.

di Enrico B.

 

 

 

Treno o Aereo?!?

E’ dell’edizione on-line del Financial Times dello scorso Venerdì la notizia dei contatti in cui sembrano impegnati AirFrance ed un grande operatore ferroviario.

L’idea, secondo il quotidiano, sarebbe quella di sostiuire il treno all’aereo per la copertura di alcune tratte a corto e medio raggio del vettore aereo. In effetti, da qualche tempo si parla di iniziative simili, che interessano anche altri operatori.

Da un lato, la disponibilità crescente di tratte ferroviarie ad alta velocità consente al treno di coprire alcune rotte in tempi che cominciano ad essere competitivi rispetto al trasporto aereo.

Dall’altro lato, l’aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio unito ad una crescente sensibilità delle Aziende e dei consumatori rispetto alle tematiche ambientali, sta facendo crescere l’interesse nei confronti del trasporto su rotaia, percepito come meno costoso e più eco-friendly riguardo alle emissioni di CO2.

Più che normale, quindi, che i colossi del trasporto aereo ed i colossi del trasporto ferroviario si stiano parlando e che stiano dibattendo dell’evoluzione verso un modello di “co-opetition“, dove concorrenza a partnership possono sfumare.

Stiamo andando verso un futuro di trasporto integrato, dove i grandi operatori gestiranno cieli e rotaie sotto un unico brand ?

Sick by Sickness

Ho da poco appreso dell’esistenza di un nuovo hobby tra i viaggiatori: collezionare gli “air sickness bag”.
Sì, proprio quelli, i sacchettini di carta che ci fanno l’occhiolino dallo schienale di fronte a noi, quando ci accomodiamo a bordo e, avendo dimenticato il nostro libro a casa ed essendo finiti i giornali, iniziamo disperati a curiosare tra riviste di bordo e offerte di shopping in quota!
Pare che le compagnie aeree siano vicine a rottamare questo oggetto; l’abitudine a volare lo sta rendendo pressoché inutile. Forse anche per questo, c’è chi ama collezionarli.
Preso dall’entusiasmo, mi sono divertito a setacciare la Rete a caccia di riscontri. E non sono rimasto deluso!
Esiste, per esempio, un sito completamente dedicato, un vero e proprio museo virtuale: http://www.airsicknessbags.com/

Non smetterò mai di entusiasmarmi per il nascere di questi trend e per come sanno autoalimentarsi attraverso Internet!

Anni fa ho conosciuto l’Executive VP di una grande multinazionale americana che chiedeva a tutti di recuperare le cuffiette per la doccia degli alberghi per poterle riportare a casa a sua moglie, che ne faceva largo uso. Quella, però, era tirchieria portata all’estremo… non certo collezionismo!!! Chissà se la grande Rete potrà aiutarlo a risparmiare quei pochi centesimi di dollaro…