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Ciao Clarence …

Oggi non si parla nè di turismo nè di economia.

Oggi si saluta Clarence Clemons, una delle leggende del rock mondiale.

Io non sono uno Springsteeniano della prima ora. Ho conosciuto la musica del Boss attraverso l’amico che considero il fratello che non ho mai avuto. Lui mi ha fatto conoscere Bruce Springsteen e la E-Street Band. E, da quando li ho scoperti, è stato amore totale. Diventato assoluto dopo la prima volta che ho avuto la fortuna di vederli dal vivo sotto un diluvio torrenziale di qualche anno fa, fedele a chi sostiene che il mondo si divide in due: chi adora Bruce e chi non l’ha mai visto dal vivo.

Oggi Clarence ha lasciato la “sua” Band. Non era solo un grande sax. Era ben di più. Era la colonna portante. Seduto su quello sgabello c’era l’amico che il Boss aveva conosciuto quando aveva 16 anni (sul come si sono conosciuti le leggende si sprecano …). La presenza rassicurante, il metronomo degli umori della Band, l’amico. Questo è stato e sempre sarà Clarence Big Man Clemons.

Se c’è una band da qualche parte lassù e qualcuno ci sta suonando il sax, faccia una bella cosa. Senza rancore: ha avuto il suo spazio. Adesso lasci libero quello sgabello alla sinistra del palco: da oggi ci si siede Clarence. E spero che non riposi in pace. Ma che continui a far uscire quelle note magiche dal suo sax fino a non aver più fiato.

Grazie San Siro …

Questo non è un ex-voto al Santo che portò a Gesù le ceste con i pani ed i pesci da moltiplicare.

E’ un ringraziamento “ironico” al quaritere che ospita lo Stadio nel quale Bruce Springsteen NON suonerà il prossimo Luglio. Questa mattina stavo per scrivere una nota felice sul Boss: questa notte esce il suo nuovo CD (Working on a Dream) e già cresce l’attesa per il suo prossimo Tour.

Pochi minuti fa la doccia fredda (come se ce ne fosse bisogno, visto il clima di questi giorni…). La notizia è apparsa su Corriere.it: grazie all’esposto di alcuni abitanti (46 per la precisione) del suddetto qurtiere contro il Boss, reo nientepopodimeno che di aver sforato per 22 minuti l’orario delle 23.30 durante il concerto (uno dei più belli della sua storia) dello scorso 22 Giugno, esposto per il quale Springsteen rischia addirittura il carcere, Milano non è nella lista delle città che il prossimo Tour toccherà. Sì, proprio la Milano che vuole essere la capitale morale di questo Paese, regno di iniziative culturali e di spettacolo. Complimenti !!! Noi prenderemo un aereo e il Boss lo vedremo sempre e comunque, in Italia o dovunque si trovi un biglietto. Milano si guadagnerà una bella serata silenziosa nella quale farsi una divertentissima ed eccitante partita a canasta …

Magic

Avevo detto (e scritto) che non avrei più parlato della vicenda Alitalia. Ma alcune mail di lettori affezionati e alcune chiaccherate con colleghi operatori del settore mi stanno convincendo che un ultimo commento lo “devo” per forza postare. Quanto meno alla luce di tutto il fiume di parole e di inchiostro che questa storia ha generato. Una storia in cui non ci siamo fatti mancare nulla. Dai mille ultimatum alla corsa al prendersi il merito della firma dell’accordo.

Contrariamente al mio solito, sarò sintetico. Ispirandomi al testo di “Magic“, il brano che da il titolo all’ultimo album (si dice ancora così o è un termine da vecchi ?!?) di Bruce Springsteen dirò semplicemente: trust none of what you hear and less of what you see …

Non è turismo e tecnologia… ma come resistere?!?

San Siro, 25 Giugno 2008 – ore 23.47