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Luca de Biase: la contraddizione fra rigore e crescita…

Luca de Biase si esprime sull’azienda digitale e sulla crescita e lo sviluppo di idee e dinamiche in generale nel post “La contraddizione fra rigore e crescita è falsa“. Interessante riflessione.

E la pagina facebook?

Un recentissimo post di Antonello Maresca sul suo blog omonimo mi ha fatto riflettere non poco: segnalava la cancellazione – improvvisa e irreversibile – di una pagina aziendale Facebook sul Progetto WTM, “laboratorio collaborativo tra i maggiori esperti di marketing turistico”, come da lui stesso definito.

Dopo 18 mesi di vita e 2200 fan, la pagina è sparita, cancellata forse da uno degli amministratori, così, da un giorno all’altro.

Antonello sottolineava come sia incoerente il fatto che queste pagine business – su cui un’azienda a volte investe tempo e denaro – manchi di un punto di riferimento reale: si è provato a compilare form e contattare l’assistenza, ma non ci sono stati risultati.

Ecco quindi che da un momento all’altro, senza alcuno avviso agli altri amministratori della pagina (in questo caso erano 9) che il prodotto sarebbe stato soggetto ad eliminazione, lo sforzo di un anno e mezzo scompare così, senza tracce e senza rimedio.

Spesso non ci pensiamo, ma lo strumento di Facebook è fortissimo e molto fragile allo stesso tempo.

Ci sono in vista cambiamenti a riguardo, però, e spero arrivino il prima possibile…voi cosa ne pensate? Avete già buone notizie da darmi?

8 marzo: i blog al femminile

Oggi gli auguri alle donne sono (quasi) d’obbligo, ma io preferisco ricordarle, invece, per quanto abbiano contribuito nel mondo dei blog, apportando un punto di vista fondamentale e strategico indispensabile.

Tante le blogger che sono influencer, qui sotto ne ricordo solo alcune, aiutatemi voi a completare la lista.

Quali sono i vostri blog preferiti “al femminile”?

Roberta Milano

Cristina Tagliabue

Le altre donne

Non solo mamma

Paola Bonomo

Marina Terragni

Maria Laura Rodotà

Wish list

Sogni e ambizioni da blogger. Ho in mente alcuni nomi noti che mi piacerebbe riuscire ad ospitare qui… ve lo spiego meglio nel video!

Il sito delle foto dimenticate …

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Vi ricordate l’idea sulla quale ruota la vicenda narrata nel romanzo “L’Ombra del Vento” di Carlos Ruiz Zafon ? Tutta la storia inizia quando il protagonista viene accompagnato dal padre (proprietario di un negozio di libri usati) a visitare il misterioso Cimitero dei Libri Dimenticati, nella città vecchia di Barcellona.

La notizia appena letta su Corriere.it mi ha immediatamente portato a quel ricordo. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come il Web scateni la fantasia dei suoi utenti. Esiste, infatti, un Blog che ospita fotografie digitali rimaste “orfane”. Un sito nel quale chi trova macchine fotografiche (e non se le tiene o le rivende !!!) pubblica le foto che ci trova dentro per riuscire a ritrovarne i proprietari. Mi è piaciuta l’idea. L’applicazione delle nuove tecnologie a qualcosa di molto romantico: far ritornare insieme le persone e i loro ricordi, rappresentati da istantanee che ne hanno ripreso momenti e amicizie.

Magari qualcuno troverà anche le tracce di Italia.it e ce le farà avere ?!?

Ripartire da Zero. Anzi, da Due punto Zero

Riprendo uno spunto che trovo molto interessante scritto da Giorgio Rapari, Presidente di Assintel, e pubblicato dalla newsletter dell’Associazione. Mi sembra interessante la riflessione sul vero contenuto del concetto di 2.0 che è il focus sui processi, ben prima che sulle tecnologie. Soprattutto perchè proposta da un uomo di tecnologie.

Il punto…
Ripartire da Zero. Anzi, da Due punto Zero[Di Giorgio Rapari]

Questo inizio di primavera sembra arrivato quasi per caso, in sordina, come se il frastuono incessante della crisi, con i suoi strilloni, i suoi moniti, i suoi profeti e i suoi numeri neri sia capace persino di oscurare il sole. L’attenzione agli scenari, ai grandi numeri, ai trend, tipicamente distoglie dalle piccole cose, ma soprattutto innesca un effetto di retroazione.

E’ il cosiddetto cane che si morde la coda, tant’è che, a parlar di crisi, la crisi arriva davvero e forse più intensamente di quanto sarebbe se nessuno ne parlasse in questi termini.

Il concetto non solo vale per le circostanze negative ma, fortunatamente, anche per quelle positive. E qui, dunque, voglio soffermarmi. Sottolineando uno fra gli aspetti che andrebbero evidenziati con il giallo fosforescente, come si faceva a scuola sui libri. Uno di questi elementi positivi, che è sicuramente fra i più interessanti, nasce dal basso; o meglio, è massimamente visibile nella sua versione “popolare”.

Sto pensando al web 2.0. Quando si parla di 2.0, infatti, si è subito indotti a pensare alle manifestazioni più visibili e “consumer” del web, primi fra tutti i social network e i blog. Che, a ben vedere, poco sembrano c’entrare con il business aziendale e la ripresa del ciclo economico. Anzi, proprio per il meccanismo di cui sopra, potrebbero addirittura essere un elemento di amplificazione del clima generale di sfiducia e di crisi.

Ma questo 2.0 è solo la punta dell’iceberg di un “fenomeno” destinato a diventare il protagonista dell’organizzazione economica, oltre che sociale, del futuro prossimo. E, perchè no, della ripresa. La parte di iceberg che sta sotto la superficie visibile si chiama Enterprise 2.0. Sono in realtà ancora poche le aziende che hanno switchato all’Enterprise 2.0, perchè pochi sono coloro che hanno veramente compreso il significato di questa espressione: la difficoltà non è banale, perchè – al di là delle parole – sottende un radicale cambiamento di prospettiva. Si parte cioè dal web partecipativo per arrivare ad una vera rivoluzione a 360 gradi della cultura aziendale, che coinvolge potenzialmente tutti i processi.

L’accento non è – come si potrebbe essere tentati di pensare – sulle tecnologie abilitanti. Quelle ci sono, e sono le tecnologie della Rete, che diventa piattaforma. Se così fosse, basterebbe installare un software per far decollare una community e attivarne i meccanismi virtuosi.
Ma non è così.
L’accento è su una nuova cultura delle condivisione on-line, attraverso la quale re-inventare i processi su tre linee precise di intervento: i propri clienti, i propri partner e l’azienda stessa.

In questo modo si attiva un ciclo cibernetico virtuoso che si auto-alimenta, catalizzatore di aggregazione e di costruzione della conoscenza, tanto verso l’esterno quanto a livello intra-aziendale.
Non considerare strategicamente le potenzialità di questo approccio può risultare un errore di grande portata, proprio ora in cui la crisi economica inizia a farsi sentire anche sulle aziende dell’ICT e dei Servizi Innovativi, dopo aver falciato l’industria manifatturiera e i consumi.

Enterprise 2.0 può infatti significare opportunità di ri-costruire il proprio business su una vera centralità della relazione con il Cliente, proprio a partire dal Cliente stesso, catalizzando attorno a questo concetto l’intera organizzazione dei processi aziendali, dal marketing al CRM, dal Portale al Content Management fino ad arrivare persino all’ERP.
E può voler dire attivare una valorizzazione dei talenti e della conoscenza all’interno dell’azienda, capitalizzando su quelle risorse che troppo spesso rimangono nascoste o non pienamente utilizzate.

La responsabilità di questa svolta (o della mancanza di attuazione di questa svolta), una volta tanto, non è dell’ICT.
A conti fatti, la titolarità della scelta non risiede (solo) nella funzione ICT, ma nel management dell’azienda, nella prima linea: lì sta l’ownership e la sponsorship del cambiamento, perchè non stiamo parlando solo di modificazioni tecnologiche ma di ristrutturazione strategica della cultura e dell’infrastruttura aziendale.

L’ICT, in questo contesto, ha per una volta un compito facilitato. Perchè il concetto di 2.0 è ormai diffuso a livello basic. Si tratta ora di far percepire il salto di qualità alle aziende, attraverso azioni di sensibilizzazione, di avvicinamento al linguaggio dell’utente, di proposizione di best practice, di descrizione di scenari e opportunità, con l’accortezza di ancorarli costantemente a semplici e puntuali misurazioni del ritorno dell’investimento.

Tutti Sindaci !!!

Esiste tutto un mondo di “indisciplinati” autodidatti che, attraverso Internet, dimostra la differenza tra il prendere l’iniziativa ed il semplice discuterne.

Mentre le “alte sfere” si interrogano, dibattono e attaccano in un delirio di proposte, i cittadini si inventano autonomamente sane e concrete forme di partecipazione e di espressione!

Un buon esempio arriva da Blogolandia.

Molti di voi lo conosceranno già: si tratta di un progetto informativo “dal basso”, totalmente privo di pubblicità e assolutamente ricco in contenuti pervenuti alla redazione da centinaia di Urban Blogger. Il portale ha un’ambizione: coprire le cronache e le news di 200 Comuni italiani entro la fine dell’anno.

In Bocca al Lupo!!!