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Ho vinto le elezioni nel Paese con il Campionato più bello del mondo

Questo Post non ha nulla a che vedere con i temi abituali di questo Blog: tecnologie, Internet, Turismo. Fa parte della Categoria Divagazioni dove, di volta in volta, sfogo considerazioni off the record. Però, a ben guardare, forse ha anche qualcosa a che fare con lo stato in cui versa l’industria turistica del nostro Paese.

Qui voglio riepilogare alcune delle reazioni dei nostri maggiori esponenti politici (in rigoroso ordine alfabetico, non sia mai che la Par Condicio si estenda anche ai Blog…) dopo l’esito delle elezioni Regionali dello scorso week-end:
Berlusconi interpreta la vittoria alle Regionali come uno stimolo a far partire la stagione delle Riforme Costituzionali.
Bersani acclama all’inversione di tendenza.
Bossi celebra lo “tsunami verde” e reclama il ruolo di arbitro della scena politica italiana.
Di Pietro è felice perchè il suo partito registra un aumento del consenso degli Italiani.
Grillo si gode l’esordio vincente.

Insomma, se un alieno venisse paracadutato sul nostro Pianeta oggi, non capirebbe molto di quello che è successo lo scorso fine settimana. Così come non capirebbe perchè al Paese che ha il Campionato di calcio più bello del mondo sia rimasta solamente l’Inter a tenere alta la bandiera dell’italico calcio  in Europa. Così come non capirebbe perchè il Paese che vanta il 70% del patrimonio artistico mondiale  non sia al primo posto assoluto nei flussi turistici mondiali.

Forse, però, capirebbe che il problema dell’Italia è la mentalità. Una mentalità perdente. Una mentalità che, negando l’evidenza e la realtà, non fa nulla per migliorarsi e per progredire. Che non fa nulla, turisticamente parlando, per rilanciare un Paese che forse non ha il 70% del patrimonio culturale italiano (anche perchè manca chi certifichi e quantifichi tali patrimoni…), ma che sicuramente rappresenta uno dei territori a più alta vocazione turistica a livello mondiale. Ma che, nel frattempo, continua a far registrare dati preoccupanti. E, in Economia, i dati valgono qualcosina in più delle autocelebrazioni…

Wish list

Sogni e ambizioni da blogger. Ho in mente alcuni nomi noti che mi piacerebbe riuscire ad ospitare qui… ve lo spiego meglio nel video!

Benedetti dall’alto

Questa l’impressione avuta dai presenti alla conferenza dei vertici Alitalia a Linate, quando si è collegato via etere il presidente del consiglio Silvio Berlusconi: “Da parte mia e di tutto il governo c’è il plauso al presidente Colannino e ai compagni di cordata di Alitalia. Il governo è sempre a disposizione ed io mi prenoto per il primo volo del nuovo aereo. Dopo il Berlusconi ferroviere ecco il Berlusconi aviatore”, alludendo alla sua presenza sul Frecciarossa che ha “inaugurato” la tratta ad Alta velocità Bologna-Firenze (operativa però dal 13 dicembre, la solita inaugurazione all’italiana???). Benedizione  del premier a parte, molti sono i politici che ogni giorno dicono la loro sul trasporto aereo: “Stop ai tagli sul Forlanini. Almeno sino all’Expo” ha detto il sottosegretario ai trasporti Roberto Castelli. “Linate non festeggi ma chieda al governo di eliminare il monopolio Alitalia sul Milano-Roma” ha aggiunto il presidente della provincia di Milano Filippo Penati. “Easyjet ha avuto 25 slot a Linate” annunciò il Commissario ai trasporti dell’Unione europea Antonio Tajani, smentito seccamente dai vertici del vettore britannico:

“Non ci sono slot non perché vengono usati – sottolinea François Bacchetta, regional manager Sud Europa  -, ma perché  a qualcuno viene consentito di tenerli anche se magari non ne ha il diritto. Noi comunque di nuovi slot a Linate manco l’ombra. Intanto però lanciamo la freccia arancione sul Malpensa-Roma….”

Voci in libertà a cui Vito Riggio, presidente Enac,  vorrebbe mettere un freno. “Voglio ricordare a tutti che la ripartizione del traffico è regolata dal Ministero dei Trasporti su base di nostre indicazioni. Sarà quindi il ministro Altero Matteoli a dire quel che avverrà sui nostri cieli. Con quelli milanesi che vedono Malpensa con spazio disponibile, che manca invece a Linate”.

 

Ministero: forse, ma forse …

Negli scorsi giorni è stata data una grande eco all’ennesimo annuncio sulla creazione del Ministero del Turismo. Annuncio che conferma anche, en passant, quello che la vox populi sostiene da sempre: non soltanto l’istituzione del Ministero, ma anche la promozione a Ministro del Sottosegretario Michela Vittoria Brambilla. La notizia ha dato subito il via al consueto contorno di polemiche. Da un lato quelle di natura politica e di rapporti di forza all’interno del Governo. Dall’altro, le considerazioni di chi si occupa di turismo e che manifesta dubbi legati alle competenze specifiche del futuro Ministro e all’opportunità di avere un Ministero senza capacità di reale influenza su una materia delegata alle Regioni. 

Il tema è sicuramente complesso. Io, personalmente, credo che il Ministero del Turismo, anche nella situazione attuale con la delega alle Regioni in materia turistica, debba esistere. Serve per provare a dare una sincronizzazione a politiche troppo spesso completamente scoordinate e per dare un segnale forte sull’importanza di questo settore.
E, sinceramente, non trovo per nulla scandaloso che il Ministro sia Michela Vittoria Brambilla. Il politico, in quanto tale, non deve essere necessariamente un esperto. Deve, invece, riuscire a creare consenso e a convogliare risorse per realizzare concretamente politiche ed azioni che rilancino (in questo caso, sveglino dal coma profondo) il settore di cui sono responsabili. E in questo senso, avere per Ministro una donna dalla forte personalità e che vede in questa responsabilità una opportunità per ulteriori future crescite politiche, mi sembra un vantaggio: sicuramente, più che avere ex di varie tipologie o personalità che sommano varie responsabilità ed hanno poco tempo per il settore. Quello che è essenziale è che si circondino di persone operative di grande esperienza e di assoluta capacità di realizzazione. E su questo qualche dubbio in più rimane, visto lo scollamento che negli ultimi mesi si è spesso verificato tra il Sottosegretario e i suoi “Tecnici”. E tra gli stessi ed alcune tra le maggiori categorie del settore.

E’ tempo di agire

Sono trascorsi solo alcuni giorni dalle elezioni e Silvio Berlusconi, il nuovo premier di governo, si è già distinto per il suo fattivo agire.

Si sa che le sorti della compagnia aerea di bandiera gli stanno a cuore e oltre ad aver coniato nei giorni scorsi il pay off “Ama l’Italia, vola Alitalia” si è lanciato in frenetiche attività a supporto del rilancio del vettore. La prima consistente in un prestito ponte di 100 milioni (accordo bipartisan) dal duplice obiettivo: tamponar le falle finanziarie più immediate e garantire liquidità per 5/6 mesi, il tempo sufficiente a trovare una ragionevole via d’uscita.

Dall’altra pressioni sui maggiori poli bancari, affinchè allentino i cordoni della borsa e ricapitalizzino la compagnia con un almeno 1 miliardo, come è successo anni fa con la Fiat, in attesa di trovare acquirenti industriali e piani strategici convincenti.

Tra un risotto ai frutti di mare e uno spettacolo del Bagaglino, S. Berlusconi ha realizzato l’amosfera distesa per chiedere all’amico Putin, in occasione del loro meeting a Villa Certosa, un formale interessamento di Aeroflot all’entrata in Alitalia.

I prossimi giorni capiremo quali saranno le evoluzioni ma da subito emerge uno stile diverso, più fantasioso e allo stesso tempo in sintonia la classe imprenditoriale meno ingessata dal Paese. Un agire e un felice attivismo che ricordano a tutti che oltre il destino di Alitalia e la sua rilevanza nell’economia del Paese, vi è correlata la questione delle infrastrutture del nord Italia e l’impossibilità che l’area più dinamica e rilevante della sua economia, possa rinunciare a fare di Malpensa il suo hub di riferimento.