Michele Zonca, Marco Palladino, Augusto Marietti sono tre ventenni italiani, che hanno ottenuto 1,5 milioni di dollari per la loro start up concesso da Innovation Endeavors, venture capitalist californiano. Con questo finanziamento hanno fondato il portale Mashape, portale specializzato nella vendita di prodotti tecnologici.
Questa è una delle poche e rare storie di successo di italiani che sfondano (leggi nostrani Mark Zuckerberg): il primo a credere in loro fu infatti il fondatore della software house Funambol Fabrizio Capobianco.
In realtà però il vento sta cambiando: Riccardo Donadon (H Farm, da lui creato, vaglia ogni anno 500 start up tecnologiche e a oggi ne ha finanziate direttamente 32, con un tasso di sopravvivenza vicino al 90%) sostiene che si inizia a capire anche in Italia il valore aggiunto di queste menti “fresche”, che possono generare miliardi con un business plan adeguato.
Limitare la fuga di cervelli, dunque, si può: basta credere nelle nuove risorse, e guardare ai nuovi segnali di chi ha a che fare coi giovani ogni giorno: Paolo Marenco organizza, in collaborazione con alcune università italiane, tour nella Silicon Valley di studenti, startupper, investitori; Enrico Gasperini, che ha creato l’incubatore Digitalmagics, (25 start up fino ad ora).
Donadon sottolinea come le potenzialità per migliorare ci siano tutte, grazie alle competenze del Politecnico di Milano e di Torino, bisogna che crescano le figure che credono in questi progetti e li portino avanti.
Per saperne di più, potete consultare Panorama Economy del 21 settembre.