Gli Italiani senza Concordia …
Ho riflettuto a lungo sull’opportunità di scrivere questo Post.
Tanti i pericoli. Quello di essere banale ed uno dei tanti (decisamente troppi !!!!!) che stanno scrivendo qualcosa sul dramma della Costa Concordia. Quello di essere l’ennesimo Italiano che diventa Commissario Tecnico della Nazionale quando ci sono i Mondiali di Calcio per poi trasformarsi in Skipper pluridecorato per decidere la strategia di gara di Luna Rossa all’America’s Cup per finire poi a dare consigli agli operai che stanno lavorando calati in un tombino come tanti nonnetti di paese. Quello di rischiare di avere una visione di parte, essendo Costa uno dei miei Clienti importanti (ma anni di Post indipendenti e sinceri penso possano fugare ogni dubbio di questo tipo al lettore …).
Però ho deciso di scrivere anch’io poche parole su quanto accaduto all’Isola del Giglio. Per provare a guardare a quello che sicuramente è un episodio grave da un punto di vista leggermente meno catastrofista della stragrande maggioranza degli articoli. Innegabile la tragedia di chi ha perso la vita e le cui famiglie meritano tutto il supporto possibile. Innegabile il dramma vissuto da tutte quelle persone al buio in una nave che rischiava l’affondamento.
Però non dimentichiamo il resto. La sicurezza di una nave che, nonostante quello che sembra (il dubbio è sempre d’obbligo, finchè le indagini non avranno fatto il loro corso …) un errore umano, ha continuato la navigazione fino a una zona di minor pericolo. La serietà di un’Azienda che ha livelli elevati di professionalità, di attenzione all’innovazione e che da lavoro, direttamente ed indirettamente (pensate alle Agenzie di Viaggio …) a migliaia di persone. La professionalità di chi ha, comunque, portato in salvo più di 4.000 persone. L’importanza di uno dei pochi mercati che resistono in un settore in grande difficoltà.



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