Volere volare?

Troppo spesso viene sottovalutata come “capriccio”, ma la paura di volare può davvero modificare la qualità di vita di chi ne soffre.

Il “basta volerlo”, infatti, non è sufficiente per chi è letteralmente immobilizzato dalla paura di lasciare il suolo sicuro sotto di sè.

Air France, la compagnia di bandiera francese, ha così pensato di organizzare corsi mirati a sconfiggere questa paura nel centro di addestramento dell’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi.

È possibile infatti partecipare al workshop (più sessioni al mese, ciascuna della durata di circa sette ore) che ha diversi step. Il primo è un appuntamento personale con uno psicologo specializzato per capire l’entità del blocco. Secondo step: una serie di lezioni teoriche con uno psicologo e un pilota. Terza fase, il simulatore di volo.

La compagnia sostiene che il 95% di chi ha frequentato il corso viaggia oggi serenamente in aereo.

L’iscrizione costa 600 euro.

Secondo voi può funzionare davvero?

Facebook o Google, questo è il problema…

Luca de Biase in un post recente sul suo blog omonimo affronta l’annosa questione: la pubblicità è meglio su Google o su Facebook?

Difficile anche solo confrontare i due mezzi, anche se oggi sappiamo molto bene che gli utenti della rete passano moltissimo tempo sul Social Network.

Circa 12 milioni di persone in Italia, infatti, si connettono ogni giorno a Facebook.

Come arrivare a loro attraverso la pubblicità? Funziona di più il Social Network o Google?

Sicuramente la rivalità fra i due è aperta e dichiarata: è di pochissimi giorni fa la notizia che afferma che Facebook abbia pagato una società di relazioni pubbliche per far parlar male dell’avversario.

Perchè?

Perchè Google sta ora mettendo in atto quello che Facebook fa da tempo: mappare le connessioni dei suoi utenti, raccogliendo informazioni per poterle poi usare per l’ideazione di pubblicità mirate (attraverso agenzie che comprano e “traducono” queste informazioni in operazioni di marketing).

E allora via libera a mosse scorrette e lotte per accaparrarsi la fetta maggiore di utenti.

Perchè in amore e in guerra (anche quella online), tutto è permesso.

Hai l’IPhone? Trovi lavoro…

È recente la notizia pubblicata da La Stampa: negli Stati Uniti è nato Gigwalk, un nuovo crowdsourcing volto a trasformare la nutrita comunità di possessori di IPhone in manodopera istantanea (e volontaria!).

L’impiego funziona così: un’azienda affida a un gigwalker (ovvero il membro di questa nuova comunità online) un compito da eseguire, facile e veloce, che in genere prevede lo scatto di più foto e l’invio di determinate informazioni attraverso l’applicazione specializzata.

Compenso: dai 3 ai 90 dollari a volta. Chi porta a termine correttamente il “gig”, ovvero “il compitino”, acquista affidabilità, che si concretizza in una classifica generale calcolata in punti. Questo l’unico criterio utilizzato per scegliere gli utenti ai quali affidare il lavoro.

Per ora Gigwalk, su IPhone negli Stati Uniti, non è ancora attivo in Europa. Utilizzato da società stradali (per la segnaletica) e immobiliari, ma con grande potenzialità per molte altre applicazioni, è un’iniziativa geniale.

Quanto tempo date a questa idea per arrivare anche in Italia?

Una voce unica per le Fiere d’Italia

Dopo mesi di incontri, le giunte di Cfi (Comitato Fiere Industria, organizzatore delle maggiori fiere internazionali dell’industria) e Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane che rappresenta gli interessi del sistema fieristico) hanno finalmente deciso: si creerà una nuova rappresentanza della filiera – si auspica ad una Federazione – che vedrà la collaborazione di operatori e poli espositivi.

Obiettivo: mettere un po’ d’ordine nel calendario fieristico, cercando di ottimizzare al meglio le tematiche affrontate e le occasioni di dialogo senza disorientare i buyer con fiere “doppioni” e creare un’unità di intenti che rappresenti l’Italia del campo fieristico nel mondo.

Anche Fiera Milano, ovviamente, è coinvolta nelle trattative: a giugno è previsto un incontro con Aefi.

E voi? Pensate sia un grande passo o solo l’inizio di una – lunga e faticosa – salita?

Turismo 2011, come va?

Arrivano i primi dati sul turismo 2011 grazie alla ricerca effettuata dalla Tourism Economics di Oxford per conto dell’European Travel Commission (ETC).

La ricerca segnala che nei primi due mesi del 2011 il tasso d’occupazione degli hotel d’Europa è salito del 2,9% rispetto al 2010.

Per quanto riguarda la previsione dell’andamento dei visitatori nel mondo, l’inbound dei Paesi Europei ha registrato un calo nel 2011 rispetto al 2010 (da 3,1% a 2,6%), ma si prevede una crescita per il 2012.

Anche l’outbound si registra in calo per i Paesi Europei, da 5,6% nel 2010 a 4,3% nel 2011. Si prevede però anche qui una ripresa per l’anno prossimo.

Segno meno anche per il Giappone, che ricadrà brevemente nella recessione con una discesa di valori notevole: una percentuale di inbound del 4,3% rispetto al 12,6% del 2010 e un outbound del 4,8% per il 2011 rispetto al 10,5% del 2010. Si prevede comunque una ripresa nel 2012.

Guardando all’andamento del turismo outbound dei 5 mercati più significativi d’Europa negli ultimi 10 anni la ricerca ha evidenziato questi dati.

La Germania ha visto diminuire i viaggi outbound di una percentuale annuale inferiore all’0,1% dal 2000 al 2010.

Per l’Inghilterra, i viaggi outbound sono aumentati del 0.4% annualmente dal 2000 al 2010. La Francia ha registrato una crescita dei viaggi outbound del 3,2% annuale negli ultimi 10 anni.

Arriviamo a noi: dal report si evince che il turismo outbound italiano è cresciuto del 2,8% dal 2000 al 2010.

In Olanda, il turismo outbound è cresciuto del 3,2% dal 2000 al 2010.

La capacità delle linee aeree in Europa continuerà a crescere.

La situazione sembra sotto controllo dopo questi anni di crisi, ma questi sono dati – seppur indicativi – estremamente parziali.

Attendiamo curiosi i prossimi, per avere un quadro più preciso della situazione.

Concessione demaniale delle spiagge: da 90 anni a 20

Il Wwf e il Fondo Ambiente Italiano evidentemente hanno fatto abbastanza rumore: giorni fa sui giornali si era parlato della possibilità di concessioni demaniali 90ennali per le spiagge italiane da parte del governo a privati. Tempi lunghissimi, che avrebbero permesso ai privati di continuare a cementificare il litorale o comunque ad utilizzarlo a scopo turistico.

È di pochi giorni fa però la buona notizia della retromarcia da parte del governo: la concessione del diritto di superficie sulle spiagge contenuto nel decreto Sviluppo firmato il 13 maggio dal capo dello Stato scende a “soli” 20 anni, grazie alle obiezioni mosse dall’Unione Europea.

Questo migliora le cose, ma certamente non le rende perfette: gli ambientalisti si preoccupano comunque di proteggere le coste ed assicurare che rimangano il più possibile parte dell’ambiente naturalistico e non “prolungamento” di hotel e infrastrutture turistiche.

Altro grande cambiamento previsto: la concessione non sarà più automaticamente rinnovata a chi la deteneva, ma sarà affidata ad un’asta pubblica.

Voi cosa ne pensate?

Più bandiere (blu) per l’Italia

233: +2, rispetto all’anno scorso, per le spiagge promosse con la Bandiera Blu 2011, simbolo di qualità “marittima”, ovvero acqua pulita ma non solo: servizi, attenzione al cliente, iniziative e rispetto per l’ambiente.

Star di quest’anno la Liguria che mantiene tutte le 17 località dell’anno scorso.
Seguono a pari merito Marche e Toscana, poi l’Abruzzo. Ultime Molise e Basilicata, con una sola Badiera Blu.

Tra le new entry di quest’anno, Amendolara (Calabria); Gardone Riviera (Lombardia); Fasano (Puglia); Oristano e Castelsardo (Sardegna); Ispica e Lipari (Sicilia).

Voi? Avete qualche nuova bandiera blu da suggerire per la “corsa” dell’anno prossimo?

E tu, che mestiere strano fai?

Scacciatore di piccioni, coordinatore del campo degli elefanti o mastro delle anatre.

E poi dicono che c’è la crisi! Questi i “nuovi” mestieri degli hotel di lusso, che aspirano sempre di più alla perfezione e alzano gli standard – o comunque cercano di soddisfare le esigenze più curiose dei clienti – con mansioni specifiche strettamente legate al territorio dove vengono costruiti.

Silvia Bragalone ci fa sapere nel suo articolo su Yahoo! che in India, al Rambagh Palace, c’è chi scaccia piccioni dal cortile di questa ex-residenza del marajà di Jaipur, in modo che non disturbino i visitatori.

Al Four Season Tented Camp Golden Triangle di Chiang Raj, in Tailandia, esiste un coordinatore del campo degli elefanti, responsabile di una mandria di pachidermi da addestrare per poi farli interagire nella sicurezza più assoluta con i turisti.

A Memphis il mastro delle anatre del Peabody Hotel è colui che accompagna le anatre alla fontana dell’hotel perchè possano rinfrescarsi con un bagno assolutamente regale.

In Lettonia, nel Gulag-Hotel di Karosta, si arriva a vette inimmaginabili di (macabra) fantasia: è stata assunta una guardia apposita per i clienti più esigenti che “pretendono” di essere maltrattati e vengono quindi obbligati – mentre pernottano nelle celle – a pulire le latrine o a “confessare”.

Paese che vai, cliente (strano) che trovi?

Qual è il mestiere più strano collegato a un hotel che abbiate mai sentito?

Silenzio! Si fa vacanza.

A Capri si prevede un’estate silenziosa. Nonostante un’ordinanza anti-rumori fosse già in vigore dal 1999, infatti, il provvedimento numero 30 di quest’anno, emanato dal capo dei vigili urbani dell’isola Marica Avellino ha fatto parlare parecchio, visto il giro di vite che ha dato rispetto al vecchio provvedimento.

L’utilizzo di qualsiasi macchinario edile o agricolo sull’isola sarà infatti proibito per tutto il mese di agosto per consentire ai turisti di godersi un paesaggio privo di inquinamento acustico. Per chi sgarra sono previste sanzioni da 25 a 500 euro.

E i costruttori/giardinieri ringraziano (ironicamente), sostenendo che le loro attività rischiano la paralisi…

Codice del Turismo? Approvato!

Habemus Codice.

Il 5 maggio il consiglio dei Ministri ha approvato il testo definitivo del nuovo Codice del Turismo (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo).

Soddisfatti Fiavet e Federviaggio, che confermano l’emanazione di un buon testo sui contratti di viaggio e sulla conseguente maggiore tutela per i turisti. Si parla addirittura di “nuovo volto del Codice” nel comunicato stampa di Federviaggio.

Maggiore coerenza sulle fondamentali norme del turismo organizzato e novità previste nel Codice: per citarne alcune, la previsione della risarcibilità del danno morale da vacanza rovinata, una maggiore attenzione alle esigenze dei disabili e agevolazioni per chi viaggia con gli animali. Il Codice prende inoltre atto del ruolo attivo delle imprese nella tutela del consumatore e investe su sicurezza e protezione contrattuale.

Meno burocrazia e più valorizzazione del made in Italy i punti cardine del Codice.

Tanti ancora i nodi da sciogliere in termini di turismo, dalla materia fiscale, ai trasporti agli interventi a sostegno delle imprese del settore, sia a livello nazionale che comunitario, ma sicuramente queste basi si possono definire un buon inizio.

Interessante, in concomitanza con l’approvazione del Codice, l’iniziativa de La Casa del Consumatore che sta approntando un’applicazione per smartphone e tablet gratuita dedicata all’assistenza del turista, con informazioni chiare e dettagliate.

I Soci che fanno parte delle grandi imprese italiane del turismo avranno a disposizione una serie di incontri di aggiornamento sui nuovi contenuti del Codice.

Voi l’avete già letto? Pensate che questi cambiamenti saranno determinanti per il panorama turistico?