Non ci resta che piangere?

L’Italia è ritenuta, da più parti, “il Paese più bello del mondo”. Ma lo è davvero?

Le alte quote delle Alpi con gli imponenti ghiacciai, ma anche il mare cristallino che lambisce le spiagge accecanti delle isole del Sud, farebbero pensare di sì.
E anche la nostra storia millenaria, madre di tante e tali civiltà, il cui segno indelebile ancora oggi traspare nelle costruzioni, negli edifici, nei monumenti che punteggiano lo Stivale, farebbero pensare di sì.
E vogliamo trascurare i sapori della nostra cucina, così creativa e così unica, che stupiscono il palato per singolarità, originalità, audacia se solo “sconfini” da una regione all’altra?

Alla luce di tutto ciò, l’indice di gradimento dell’Italia dovrebbe toccare valori assoluti. Giusto?

Perché allora la quota di arrivi totali nel nostro Paese è passata dal 6,8% del 1995 al 4,9% del 2006 e l’Organizzazione Mondiale del Turismo registra un tasso medio degli arrivi pari al -0,4% negli anni 2000-2006 (contro il +3,4% della Spagna, il +8% della Cina e, addirittura, il +11,9% della Turchia)?

Perché siamo al 9° posto tra i primi 10 Paesi per quanto riguarda il CAGR delle entrate valutarie (-1,7% nel periodo 1995 – 2006) e al 28° posto per attrattività e competitività, come rileva il World Economic Forum quest’anno?
Perché l’Italia si colloca al 173° posto su 176 Paesi considerati in quanto a potenziale di crescita nel turismo (World Travel Tourism Council, sempre quest’anno)?

Non ci resta che piangere, quindi?
Può darsi, ma noi non accettiamo una soluzione simile.

Perché siamo convinti che nel Turismo sia scoccata veramente l’ora della svolta. Non possiamo più permetterci di aspettare, di sperare che i turisti vengano in Italia da soli, perché questo è “il Paese più bello del mondo”. Lo è, certamente. Ma purtroppo non tutti se ne accorgono.
A noi il compito di evitare che questo continui ad accadere.

4 commenti

  1. Luigi:

    Fabio,

    hai perfettamente ragione.

    Ma riusciremo a risollevare le sorti del turismo di questo Paese quando la Politica lo vede come l’ultima delle sue priorità ? Quando si spendono fondi enormi di denaro pubblico per promuovere i singoli paesi, le singole Provincie, le singole Regioni e mai per promuovere l’Italia ? E che dire, visto che siamo in argomento, del famoso (tristemente famoso) Portale Italia.it ?

    Secondo me c’è ancora da piangere per molto tempo …

    Luigi

  2. Davide:

    Ragazzi, abbiamo infrastrutture scadenti, prezzi assurdamente alti, servizi da terzo mondo e una mentalità generale (a parte le solite brillanti eccezioni) di chi opera come imprenditore nel turismo italiano che risale al 1800!!! Poi una classe politica che ….. lasciamo perdere!
    Credo che la strada sia lunga, difficile ma abbiamo il dovere di provare a cambiare e crederci.
    Expo 2015 è una fantastica opportunità. Sono previsti 30 milioni di presenze extra per i 6 mesi della manifestazione. Perchè non proviamo a buttare giù idee e a cercare collaborazione e consenso su queste? Magari questo blog potrebbe essere il punto di riferimento sia per gli operatori che per i professionisti.
    Idea: perchè non cominciamo a creare e a offrire subito pacchetti che oltre all’expo prevedano anche visite e circuiti alle bellezze “nascoste” del nord Italia? Inserendo in questi pacchetti solo strutture di operatori seri, che applicano prezzi commisurati al servizio offerto, magari certificandoli proprio per la loro professionalità e che quindi lascino un buon ricordo e la voglia di tornare?
    Ad esempio
    pacchetto 1: expo e oltre pò pavese
    pacchetto 2: expo e Franciacorta
    pacchetto 3: expo e i longobardi
    pacchetto 4: expo e agriturismo
    pacchetto 5: expo e moda
    pacchetto 6: expo e motori….
    vabbè, come vedete possiamo continuare all’infinito. I temi non mancano, si tratta di verificare quelli che possono interessare di più, magari testandoli su internet o con altri strumenti di marketing. Voi che ne pensate?

  3. chiara:

    E’ vero, a noi il compito che questo non continui ad accadere. Ma come? La sfiducia e’ ormai troppa e sono certa che non sono l’unica a pensarla così. Hai una ricetta?

  4. DialM4Murder:

    Ormai ci stiamo abituando alla “lagna”. Ogni giorno non solo gli organi ufficiali di informazione, ma anche le più quotidiane chiacchiere da paese sono un continuo sottolineare la nostra inadeguatezza. Non ci stimiamo, preferiamo piangerci addosso, restare a galla in questo guazzetto nero di pressapochismo.
    Qualche iniziativa c’è, ma dopo il botto iniziale difficilmente prende piede nelle coscienze.

    Certo che siamo un Paese splendido! In Italia esiste una varietà impossibile altrove. Agli stranieri brillano gli occhi al pensiero del David tanto quanto della pummarola! La ricchezza nazionale è un patrimonio turistico, artistico, eno-gastronomico, culturale, architettonico, ecc… ecc…

    Cosa fare? Nel mio piccolo credo che accettare il fatto che possediamo un potenziale di eccellenza entusiasmante sia già un primo passo, subito seguito dalla volontà di ristabilire una cultura per il bello – purtroppo terribilmente mancante oggi giorno. Torniamo a valorizzare il piacere estetico, il bisogno fisico di spazi, parole, azioni di valore. Che sia un insegnamento da impartire fin dal nido! Una condizione sine qua non del nostro vivere quotidiano.
    Da questo bisogno nasce l’eccellenza, la voglia concreta di dare il massimo, di respirare il massimo, di garantire il massimo.
    Retorica?
    Forse, ma almeno è un tentativo.
    Proviamo?

Lascia un commento