Micky Mouse in gondola
L’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti l’ha fatta grossa: ha attribuito il “Premio Istituto Veneto per Venezia” a John Kay, famoso economista britannico che, sulle colonne del Times di Londra dello scorso Marzo, ha sostenuto che Venezia dovrebbe essere gestita dalla Walt Disney Corporation ed organizzata come parco a tema. Sostanzialmente, Kay sostiene che una città in cui il rapporto abitanti-turisti è dello 0.3% dovrebbe essere gestita non come un Comune bensì esclusivamente come un territorio turistico: un unico, grande Parco Tematico.
L’attribuzione del Premio ha scatenato le ire del sindaco Cacciari, che non vuole (giustamente) che la sua splendida città diventi un luogo finto e artificiale. Ma forse quel premio aveva proprio questa intenzione. Provocare. Provocare per far riflettere.
Perchè è vero che, in talune aree e scorci, ormai Venezia sembra diventata un semplice (pur meraviglioso) giocattolo turistico. Però è anche vero che, appena girato l’angolo di una calle, allontanandosi appena un po’ dalle mete obbligate del turismo di massa, si scoprono angoli bellissimi e, soprattutto, VERI. Il turismo sta diventando sempre più esperienza. E parte dell’esperienza è respirare l’essenza di un territorio, attraverso i piccolissimi dettagli che lo costituiscono. Perdere questo, per Venezia come per qualsiasi altra località in Italia, significa indebolire inevitabilmente la propria attrattività. Dilemma classico dei luoghi di successo: quanto premere sull’accelleratore del turismo di massa prima di diventare una macchietta di se stessi. Tra l’altro, lo stesso Kay sostiene che, paradossalmente, la Walt Disney proteggerebbe Venezia molto meglio rispetto ai politici in quanto interessata a preservare il patrimonio di generazione di flussi turistici e non preoccupata di essere ri-eletta.
Nella provocazione, però, io vedo anche qualcosa su cui riflettere brevemente. L’idea del parco divertimenti (“Theme Park” nell’accezione turistica classica) può presentare spunti utili anche per la gestione turistica di un territorio. Ci sono tematiche che possono essere traslate nelle nostre realtà con effetti positivi. Come l’organizzazione estremamente attenta ed ordinata. Come l’ampia diffusione di informazioni sui siti visitati, disponibile ovunque ed attraverso i media più disparati e sia prima, durante e dopo la visita. La presenza costante di “esperti” che possono arricchire l’esperienza di una visita con racconti, dettagli, spiegazioni.
E un aspetto essenziale che riguarda tutti noi: l’attenzione quasi maniacale al Cliente, al Visitatore. Pensate se ogni cittadino, dal piccolo borgo alla grande città, fosse il primo, vero e credibile ambasciatore del luogo in cui vive. Certe volte basterebbe un sorriso al turista che si incrocia nella viuzza del borgo. Piuttosto che l’offerta d’aiuto al visitatore che non riesce più ad orientarsi sulla cartina per raggiungere il luogo di suo interesse. E, su tutti i punti , ma, soprattutto, su questo, mi sembra che abbiamo molto da imparare. Anche da Topolino (anche se con quella sua aria da saputello … certo, Paperino è molto più simpatico …).

