Medicina: verso le frontiere del web 2.0

Ce lo racconta un articolo di pochi giorni fa sul Corriere della Sera: internet cambia la vita a chi ha problemi di salute.

Mi spiego: la cambia perchè i blog, o meglio, la medicina “2.0″, aiutano a sfogarsi e fungono da catarsi per chi è malato: di cancro, come nel caso della blog-terapia di Oltreilcancro.it, ma anche di malanni in generale.

Se la cura reale infatti avviene fra le mura degli ospedali, il rimedio morale per l’ansia e la solitudine causate dalla malattia è da cercare nei blog e i Social Network.

È così che, ultimamente, chi è malato comunica col mondo, perchè si sente ascoltato, “abbracciato” da una comunità.

Sono il dialogo e lo scambio a fare la differenza rispetto ai siti online di medicina appartenenti al web tradizionale: atrtaverso Facebook e Twitter, infatti, i pazienti aggiornano costantemente i parenti e gli amici delle loro condizioni e si confrontano con altri malati, sentendosi meno soli.
La parola d’ordine è condivisione: non solo di stati d’animo ma di informazioni vere e proprie postate sui Social Network sotto forma di link, slide, video.

Tra associazioni di pazienti su Facebook e propagazione di informazioni su Twitter (più sintetico e più “pubblico” di Facebook), i Social Network funzionano dunque anche nel mondo della medicina, incluso per la raccolta di fondi.

Voi cosa ne pensate? È un vantaggio che la medicina stia addentrandosi nei territori del web 2.0 o è un’arma a doppio taglio con rischio di diffusione rapida di disinformazione e/o falsi allarmismi?

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