L’Italia: debole crescita del Pil. Ma rispetto a chi?
Marco Fortis ha scritto un articolo molto interessante sul Sole 24 Ore, intitolato “L’Italia passa l’antidoping del Pil”, un approfondimento sulla questione Pil italiano versus Pil del resto del mondo, ma soprattutto verso quello Statunitense.
Facendo luce su un fatto molto importante: i dati economici sul Pil, e sulla situazione economica, statunitense sono stati “falsati” (ed il falsato è fra virgolette perchè di distorsione di visione economica si parla, e non di statistiche oggettivamente errate) dalla famosa bolla.
Sui giornali come nelle conversazioni si sente costantemente il paragone fra la bassa crescita economica dell’Italia negli ultimi dieci anni rispetto a quella americana, come se dovessimo guardare agli States con il naso all’insù.
Ma verificando i fatti la crescita è stata in realtà fittizia: è vero, tecnicamente la crescita del Pil degli Usa fra 2000 e 2008 è stata del 18,6%, tre volte tanto l’Italia.
Ma la domanda non è più “quanto”, qui, ma “come”.
La “bolla” ha generato un incremento occupazionale nel mondo dell’edilizia di 1,2-1,7 milioni di persone. Questo è il risultato di una crescita fondata sui debiti, che ha dato poi i suoi “risultati” scoppiando nella grande crisi.
Tra 2007 e 2010 la ricchezza degli americani è infatti diminuita di ben 8.700 miliardi di dollari in termini reali, mentre in Italia nello stesso periodo la ricchezza delle famiglie è diminuita solo del 3,4% (“solo” 1.900 miliardi di dollari di patrimonio, se vogliamo spostare il confronto e la proporzione sulle famiglie americane, che invece hanno bruciato ben 6,800 miliardi in più).
Ed anche per quanto riguarda il deficit federale primario Fortis ci apre gli occhi: tra 2009 e 2011 dovrebbe aggravarsi di 3,000 miliardi di dollari per gli Stati Uniti, mentre per l’Italia dovrebbe addirittura risultare positivo nel 2011.
Ancora una volta quindi, è dimostrato come dalle vecchie lezioni ci sia ancora da imparare: non si ottiene nulla facilmente, e una crescita costruita sul debito è una non-crescita. Meglio un lavoro lento costruito step by step che una ricchezza costruita sul nulla.
Basta, quindi, con i paragoni con altri paesi che hanno pagato con una lunga povertà la loro ricchezza temporanea. Le crescite veloci e “indolori”, spesso, fanno in fretta a trasformarsi in fumo.

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