Le spiagge italiane off-limits
Lo ammetto. Oggi sto cedendo a un certo sconforto. Sarà che durante il lungo week end ho terminato la lettura di GOMORRA, sarà che sul Corsera di oggi campeggia l’ennesima figuraccia all’italiana…
Mi riferisco allo scandalo delle 300 spiagge nostrane off-limits, un dato agghiacciante se paragonato ai dati delle coste spagnole, francesi e greche. Un dato allarmante se si pensa che solo 7 anni fa nessuna spiaggia italiana era classificata come vietata alla balneazione!
Qualcosa evidentemente non va. Ci risiamo.
Il commissario europeo all’Ambiente apre un’inchiesta, finiamo nuovamente nel mirino e intanto l’estate è alle porte con un caro-ombrelloni senza eguali, i rifiuti che annichiliscono terre e anime, una compagnia di bandiera che ai più miti detrattori ispira frasi come “Dovrebbero lasciare ad Alitalia la possibilità di fallire” (Jimmy Dempsey – resp finanziario di Ryanair).
A gennaio, nel corso del convegno Ambrosetti, presentai il piano di contributi Amadeus per il rilancio di Napoli, già in piena emergenza. Mi piacerebbe poter descrivere da questo blog le iniziative concordate o in parte finanziate per il recupero del territorio, ma le prime pagine dei giornali di mezzo mondo smentirebbero il mio ottimismo.
Leggo i commenti dei lettori sul portale del Corriere della Sera e mi rendo conto che lo scoramento è alto, ma lascia spazio a una rabbia ancor più irrefrenabile. Ecco, oggi mi voglio ancorare a questo stesso bisogno di trasparenza, azione e verità. Per continuare a credere che la volontà possa cambiare le cose e che tra un anno, due, 10… i miei figli avranno un’Italia intera in cui poter correre e nuotare.

Caro Fabio io invece sono arrabiato!
9 giugno 2008 alle 1:44 pmSi, perchè nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione del famoso articolo del Corriere, radio Anch’io, il talk di radio RAI 1 delle 9.00 – ha dedicato alla questione la trasmissione del 05 giugno.
Presenti in studio o collegati, i presidenti delle 2 commissioni ambiente parlamentari ( una del senato e una della camera dei deputati! sic.) e una serie di ospiti “tecnici” di peso, tra i quali un rappresentante di Legambiente e un dirigente dell’ufficio di prevenzione ambientale del ministero per l’ambiente.
La difesa che gli ospiti – tutti- hanno fatto delle nostre spiagge è surreale. In sintesi :
vero che molti tratti di mare delle nostre coste sono risultate non balneabili, ma il motivo risiede nella severità dei controlli che l’Italia ha , di sua iniziativa, fatto fare. In modo più ristretto e capillare rispetto a quanto richiesto dalla commissione Europea. Quindi noi, al contrario degli altri stati che hanno effettuato i controlli su pochi tratti di costa e solo in quelli adibiti alla balneazione, abbiamo provveduto a controllare anche le foci dei fiumi, le aree portuali e…. chi più ne ha ne metta.
In pratica dei 300 tratti di mare risultati non balneabili solo poche unità sono spiagge aperte ai bagnanti. Le altre sono aree che non sono aperte alla gente( chi si sognerebbe di tuffarsi alla foce del Tevere o dell’Arno? Si chiedeva uno degli ospiti….).
Non so se questo sia vero o no.
Voglio prendere per buona questa versione dei fatti e quindi ….. mi arrabbio.
Perchè se così fosse, ancora una volta la nostra endemica incapacità di calcolare strategicamente le conseguenze delle nostre azioni, e di saper fare comunicazione avrebbero fatto l’ennesimo danno. Insieme al contributo “tafazziano” del Corriere della Sera.
Ma come si può e con quale scopo, andare a controllare le foci dei fiumi e dei porti in una ricerca sulla balneabilità delle acque per le persone? Sapendo poi che lo studio sarebbe stato pubblicato degli organi competenti europei ad inizio stagione estiva?
Certo che i Francesi o i Greci si sono ben guardati dal controllare le foci della Loira o il porto di Atene! Hanno fatto bene, non vi erano ragioni per farlo in questo ambito. Loro hanno intuito il pericolo di voler fare i primi della classe….
Il risultato è comunque davanti agli occhi di tutti: i mezzi di comunicazione europei hanno interpretato il fatto in maniera unica, a noi sfavorevole. E adesso vaglielo a spiegare che in realtà noi siamo più virtuosi degli altri perchè abbiamo fatto i controlli più precisi…..
La trasmissione è scaricabile sul sito radio rai in mp3…… prova ad ascoltarla. Almeno il tuo sconforto potrà lasciare il passo allo sbigottimento e restituirti il tuo proverbiale ottimismo.