Italia.it: Autunno, tempo di migrare

Per Italia.it è tempo di migrare: dominio, si intende. E’ di oggi lo scarno comunicato (già ripreso dalla velocissima ed attentissima Roberta): Italia.it cambia nome e si chiamerà Italy.com o Visiitaly.com. Che notiziona !!!

Certo, un passo avanti nella concretezza: spesso mi sono domandato quali incredibili strategie di marketing avessero ispirato il vecchio nome Italia.it, comprensibile solamente agli abitanti dello Stivale (con buona pace della promozione turistica all’estero…).

Altro passo avanti: la spesa prevista è di 18 M€. Passo avanti perchè molto meno di quello che già è stato speso. Ma rimane sempre poco chiaro che fine hanno fatto gli oltre 40 M€ già spesi per un portale che ha chiuso senza aver mai fatto il lavoro per cui era stato concepito (basti ricordare che, al massimo del suo “splendore”, aveva raggiunto la posizione 579.039 nel ranking dei siti visitati negli USA !!) e di cui non si accenna alcun recupero.

Impossibile fare peggio!!! Però quanto sarebbe bello cogliere l’occasione e far partire un progetto innovativo che comprenda la prenotabilità delle strutture e una maggiore apertura all’interazione con gli utenti…

Rimaniamo in (fiduciosa ???) attesa…

7 commenti

  1. Roberta Milano:

    Come ho detto nel post, non voglio pensar subito male, voglio essere ottimista. Ma è solo l’ottimismo della volontà.

  2. Paolo Zaccheo:

    Non voglio commentare la notizia, aspettiamo di avere informazioni più precise visto che sembrano boutades estemporanee…

    Mi incuriosisce il tuo desiderio sulla prenotabilità delle strutture. Mi pare fosse uno dei punti che aveva per tanto tempo affossato il progetto italia.it. Ma come un sito pubbblico che si mette a far concorrenza ai privati? Certo soluzioni ce ne possono essere (come ad esempio quella adottata da visitbritain) ma credo che il ruolo primario sia e resti quello d’informare e proporre.
    Sono d’accordo che debba essere aperto agli utenti in veste collaborativa.
    Aspettiamo!

  3. Davide:

    Scusate ma invece io sono molto pessimista. 18 mio di euro?? E che titoli di spesa ci sono in questa cifra? Lo sviluppo del web o comprendono anche un centinaio di fiere specializzate in giro per il mondo? Perchè se a noi danno il 10% di quella cifra siamo in grado di realizzare un sito eccezionale, visto che per fare il nostro, sicuramente con qualche difetto ma con parecchie opportunità di e-commerce e non solo, abbiamo speso 1/100 del loro budget! Ottimisti e fiduciosi? Mah….beati voi, insegnatemi come diventarlo, please.

  4. maxrovelli:

    certo che “chi ben comincia…” o come dicono i toscani “spesso a pensar male ci si piglia”
    è quantomeno sorprendente che i due indirizzi comunicati corrispondano a due siti diversi (solo in lingua inglese, e va bé, ma con layout e brand image totalmente differenti): cosa vuol dire allora italy.com OPPURE visititaly.com ?
    e come mai non hanno almeno predisposto un semplice redirect dal dominio italia.it ? (per quanto malvagio, qualche utente si recupererà pure)
    aspettiamo e diamo legittamente tempo al tempo, ma ho l’impressione che intendano farci ancora soffrire un po’ (at least)

  5. Fabio Lazzerini:

    @Paolo: è vero che la prenotabilità è un tema “caldo” e da quel poco che mi risulta non si sta andando in questa direzione nemmeno questa volta. Lo ritengo un’occasione persa per come è strutturata l’industria turistica italiana: la grandissima frammentazione dell’offerta (pensa ai 35.000 Hotel, per esempio) richiederebbe strumenti di aggregazione.
    @ Davide: assolutamente d’accordo! Difficile spacfciare per un grande risultato lo spendere “solo” 18M€ per un sito. Il Budget per le fiere è in capo ad Enit ed è “on top”…

  6. italia.it: nuovo nome e nuovo budget? « The Million Portal bay:

    [...] un paio di indiscrezioni sul nuovo corso del portalone. La notizia è stata poi ripresa da qualche blog. Quale attendibilità si possa dare a quanto riportato è difficile dirlo, non si citano fonti: [...]

  7. Obama e Italia.it — Tourism Café:

    [...] Anzi, è molto probabile (praticamente certo) che non lo conosca nemmeno, visti i poco lusinghieri risultati in termini di visibilità che aveva raggiunto nella sua prima, funesta [...]

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