Facebook: non è un Paese per vecchi?

In questi giorni si sta diffondendo la notizia “clamorosa” della crescita degli utenti di Facebook nel nostro Paese: +961% in un anno !!! Quello che, ad oggi, è il re dei social network con 132.105.000 utenti unici è approdato alla grande anche in Italia (ad Agosto: 1.369.000). Tra questi utenti, da pochissime settimane, ci sono anch’io. E anch’io posso percepire questa enorme crescita dal numero di inviti a collegarsi e al ritrovare amici di cui non avevo più notizie da molto tempo. Il tutto concentrato in pochi giorni. E’ questo che spesso mi affascina della Rete: la velocità impressonante con cui mode e fenomeni si diffondono e moltiplicano.

Però proprio l’accesso a Facebook mi sta facendo anche pensare molto sul divario tecnologico nella nostra società: il fenomeno, come direbbero quelli più esperti di me, del “digital divide”. Che, a mio parere, non è soltanto nella diversa distribuzione delle tecnologie di accesso alla Rete. Ma anche culturale e sociologico. Appena entrato in Facebook, sono andato a cercare amici dei tempi del Liceo: di tutta la mia classe di 5.a Liceo ho trovato solamente 2 compagni. Pochissimi anche gli amici dei tempi dell’Univeristà.

Tantissimi, invece, gli amici “professionali”. Amici con cui si è lavorato o si lavora ancora. Colleghi e partner che si sono trasformati in amici. E tutti con un comune denominatore: professionisti che sono o sono stati, in qualche modo, nel mondo delle tecnologie. Tutto il resto ancora non c’è: Avvocati, Direttori Finanziari di grandi Aziende manifatturiere, liberi professionisti (a parte gli amici geologi) non si trovano. Ci sono, invece, tutti o quasi gli studenti univeristari del corso di Laurea di Economia della Luiss in cui insegno. Loro sì ci sono tutti.

Per cui penso che nel nostro Paese si stia creando una nuova divisione: quella di chi usa la Rete con estrema familiarità per motivi di lavoro o di età anagrafica e chi, invece, continua a restarne fuori. E chi non ha familiarità con questo strumento, difficilmente ne potrà comprendere e guidare gli sviluppi di evoluzione economica che vi sono strettamente collgati. Ne’ giovarne appieno. E, in un mondo che si muove a velocità così elevata, più si rimane fuori meno probabilità di rientrare ci sono.

5 commenti

1 Roberta Milano { 10.20.08 alle 5:31 pm }

condivido completamente; e anch’io mi ritrovo tantissimi studenti tra i contatti.

2 maxrovelli { 10.20.08 alle 7:32 pm }

absolutely agree
anche i miei studenti ci sono quasi tutti … e ho un certo timore di quando entrerà mio figlio
il fenomeno del “divide” però è abbastanza generalizzato, il problema non sarà che nel nostro paese abbiamo più anziani (e quindi l’upgrade sarà più lento) e, soprattutto, più avvocati e notai? :-)

3 chiluelan { 10.21.08 alle 5:08 pm }

1,400,000 utenti di FB su (circa) 54 milioni di abitanti dell’Italia fa il 2,5%.

Penso che sia un poco difficile ritenere che al momento FB divida in due grandi gruppi la popolazione. Certamente distingue come giustamente fatto osservare.

La strada di Internet (anche riallacciandomi all’articolo successivo sulle agenzie ed il web) è lunga e non è detto che sia poi cosi’ veloce.

Certamente è un fenomeno che non potrà che diffondersi. Ho figli intorno ai 4 anni. Quando mi vedono armeggiare con il computer tipicamente prendono il mouse e cercano di cliccare qualche link sullo schermo…..

Io a 4 anni seguivo mia madre per la casa quando passava la lucidatrice sui pavimenti di marmo (mi piaceva la modernità del rumore della lucidatrice !) e dopo carosello andavo a dormire.

Internet per i miei figli sarà la normalità, cosi’ come per tutti noi probabilmente, ma chissà che cosa qualcuno, nel frattempo, avrà inventato per stupire chi ora ha 4 anni e usa il mouse perché gli piace.

4 Monica { 10.22.08 alle 6:50 pm }

Ho appena letto quest’articolo sul Corriere (http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_22/facebook_mania_trentenni_profil_527ec8d2-a023-11dd-bdbb-00144f02aabc.shtml)
che parla del fenomeno Facebook e della profilazione dei utenti iscritti… Beh posso considerarmi una nostalgica, ma senza rimpianti per il passato! Perchè questa necessità di allarmare e categorizzare? Siccome su 14 compagne di classe delle superiori ne ho ritrovata una sola su FB, lo devo considerare un campanello d’allarme e non sono una sana ed equilibrata donna di 37 anni? Bah… Sicuramente non inizierò a perdere il sonno per essere finita nell’identikit dei FACEBOOKMANIACI!

5 Sergio { 04.21.09 alle 5:16 pm }

qui si sfoga una frustrazione di anonimità, qui vogliamo esserci, il resto sono scuse.

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