ENIT: strumento strategico o Ente inutile ?

In una recente lettera al Corriere della Sera (28 Aprile 2008), un lettore citava l’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo come uno dei tanti Enti italiani di cui chiedere l’abolizione in quanto inutili.

In un’altra appassionata lettera al Corriere (8 Maggio 2008), il Dr. Eugenio Magnani, Direttore Generale della stessa ENIT, prende le difese dell’Ente, evidenziandone l’apporto positivo e gli sforzi recenti per promuovere il turismo del nostro Paese.

Chi ha ragione ?

Il tema non è di facile disquisizione. Sicuramente, ancora poco si è visto dei vari sforzi compiuti per rilanciare un Ente che, nel passato, aveva smarrito in parte la propria identità e la propria missione. I dati di mercato sono implacabili (vedi Post ” Non ci resta che piangere ? “), anche se si rileva un timido miglioramento (+2.3%) nei risultati 2007 rispetto all’anno precedente (Fonte: Bankitalia).

Non si possono disconoscere le difficoltà nella gestione di una materia la cui governance è suddivisa tra tre attori diversi: Stato, Regione ed Imprese. Quante volte abbiamo assistito a partecipazioni non coordinate alle principali Fiere mondiali del Turismo, dove la nostra presenza era rappresentata dallo stand dell’Italia, ma poi anche da quelli di Regioni, Province, Comuni ? Quante volte abbiamo visto morire, prima ancora di nascere, iniziative organiche di promozione del nostro Paese ?

Si nota del movimento. Si nota qualche timido segnale. Ma il mondo corre veloce. E la politica dei piccoli passi deve lasciare presto il passo ad iniziative importanti e ad azioni veloci. La solita Spagna, esempio ormai fin troppo abusato, dimostra che quando ci sono chiarezza degli obiettivi e volontà di relalizzarli si possono ottenere risultati strepitosi.

10 commenti

1 MaiDireMai { 05.09.08 alle 12:08 pm }

Timidezza o semplice incapacità? Piccoli passi incoraggianti o cecità e mancanza di un piano serio e condiviso? Il sentire comune non nutre più alcuna fiducia nell’Istituzione. La speranza – un tempo ultima a morire – è sepolta da tempo. Ahimè.

2 Giulia { 05.09.08 alle 12:48 pm }

Leggo su una delle più accreditate testate trade del nostro settore che Paolini chiede di assorbire i 21 milioni di Euro per Italia.it
Una storia infinita che procede a colpi di budget altisonanti!
Ha ancora senso cercare di rivitalizzare un portale che nessuno – NESSUNO TRA LE ISTITUZIONI – ha dimostrato di capire. Il potenziale dell’iniziativa è rimasto intatto, molto meno la credibilità. Ormai per tutti italia.it è sinonimo di frustrante incapacità e tipico “magna-magna” di sistema.
In un contesto del genere, mi associo a quanti non ne possono più di dichiarazioni e manifesti. Quindi sì, l’eventuale scomparsa dell’ENIT non credo rappresenti un pericolo per nessuno di noi addetti ai lavori.

3 Eric { 05.12.08 alle 9:54 am }

Come sempre noi italiani stiamo vivendo di rendita…. ma è tempo di aprire gli occhi e rendersi conto che le rendite anche per gli investimenti migliori non sono più certe. Il “Bel Paese” rischia di rimanere solo un formaggio se continuiamo ad essere non competitivi con gli altri paesi mediterrranei che hanno fatto passi da gigante e propongo accessibilità, visibilità e esperenzialità prima, dopo e durante il viaggio: non ultimo dobbiamo iniziare ad avere non oso nemmeno dire “una cultura del cliente”, ma almeno un rispetto dello stesso !!

4 Rosy { 05.12.08 alle 2:56 pm }

Non preoccupatevi: un’Ente in più, un’Ente in meno non lo si tocca mai. Anche se non produce nulla.
Rosy

5 davide { 05.13.08 alle 12:51 pm }

Sono d’accordo con Eric. Non penso che il problema maggiore sia Enit o non Enit. Intendiamoci: il pubblico anche in questo caso ha le sue colpe e propone i suoi sprechi.
Ma sono convinto che la perdita di competitività del turismo italiano sia dovuto prima di tutto al livello dei servizi offerti e al rapporto costi/qualità. Ed in questo credo che la colpa sia dei privati, ovvero dei singoli operatori. Le tariffe sono aumentate a dismisura, ma abbiamo lo stesso livello di offerta e di servizio. Anzi in alcuni casi si è pure peggiorato nella qualità. Oppure non lo abbiamo adeguato al rincaro prezzi. Provate a confrontare la qualità dei servizi ed i prezzi tra Corsica e Sardegna, tra Costa azzurra e Riviera di ponente, tra lago maggiore svizzero e lago maggiore italiano, tra il Tirolo austriaco e quello italiano – tanto per paragonare posti che sono confinanti.
Nemmeno un super Enit (alla spagnola) potrebbe evitare il confronto impari tra queste realtà. Io credo che l’Italia stia perdendo competitività tra coloro che sono già stati in Italia e che hanno “subito” i cambiamenti, più che tra i nuovi turisti. Basta vedere la quantità di case che i tedeschi stanno vendendo sul Garda. Fino a 10 anni fa compravano anche i garage a 30km dal lago….
Con la pizza margherita a 3500 lire (anno 2001) si accettava il cameriere con la giacca macchiata e si aspettava anche 25 minuti osservando il panorama, trovando il tutto “pittoresco”. Se la stessa pizza oggi costa 7 euro (quasi 14.000 lire del 2001) con la stessa giacca macchiata, i 25 minuti di attesa e il panorama deturpato da una serie di villette a schiera di tipo bulgaro, allora il “pittoresco” cede il passo ad aggettivi meno qualificanti….
Quindi dovrebbe essere gli operatori a cambiare registro.
Quelli che possono indirizzare i flussi di turismo dovrebbero farlo sugli operatori seri e con le carte -e i prezzi- a posto. Invece si vende qualsiasi cosa a qualsiasi prezzo. Così possiamo fregare i nuovi turisti un anno, ma l’anno dopo li perdiamo. Nel contempo togliamo valore al marchio “Italia”. E questo è grave.
Temo che anche quest’anno si venderà di tutto e di più, poi , ad ottobre li sentiremo piangere perchè l’Enit non funziona ed il portale Italia.it è stato uno scandalo….

6 Eric { 05.13.08 alle 5:34 pm }

Finalmente “spazio ai giovani”.
E’ questo l’augurio che faccio all’Italia con la nomina di Michela Vittoria Brambilla a sottosegretario della presidenza del Consiglio con delega al turismo. Michela porta sicuramente un’aria nuova e speriamo ricca di innovazione e speriamo visto anche il suo precedente di imprenditrice possa dare uno slancio imprenditoriale al sistema turistico italiano.

7 Roberta Milano { 06.24.08 alle 5:31 pm }

Riporto quanto da me scritto in un vecchio post in cui veniva annunciato che il fallito portale italia.it sarebbe rinato sotto l’Enit. Rimane ancora il mio pensiero in materia.
“Sicuramente un portale nazionale di turismo sarebbe logico venisse gestito dall’ente che ha nei suoi compiti la promozione turistica all’estero. Ma allora perchè non si è fatto prima?

Tuttavia rimane irrisolto il quesito: se l’Enit è “lo strumento primario per realizzare le politiche di promozione dell’immagine turistica dell’Italia e di supporto alla commercializzazione dei prodotti turistici italiani nel mondo”, chi è che idea e pianifica la politica turistica italiana?

In altre parole: se l’Enit è il braccio chi è la mente in ambito turistico? Se non chiariamo questo temo che qualunque iniziativa sia destinata a fallire, non solo sul web.”

8 Fabio Lazzerini { 06.24.08 alle 5:58 pm }

Roberta,

sono più che d’accordo. Il Turismo, come è stato ribadito più volte a Riva del Garda, è un settore industriale. E come tale va trattato. Certo, settore molto più divertente di tanti altri. Ma che, comunque, richiede competenze manageriali per evitare che la sola buona volontà non riesca a farci raggiungere i risultati attesi.

Tra questo, in primis, il tema che sottolinei tu: chi guida ? Chi definisce la strategia ? Solo dopo aver risposto a queste domande si può passare a regolare gli strumenti perchè questa strategia venga attuata con efficacia.

Incoraggiante, mi sembra, lo spirito di Riva. Sintetizzato dalla conclusione del coordinatore degli assessori regionali al Turismo, Enrico Paolini: “Entro il 2008 il Piano strategico del turismo italiano deve essere realta’. Gli attori principali del Piano strategico devono essere il Governo, le Regioni e le imprese.”

Certo, sulla carta, più facile dirlo che farlo. Però,a mio parere, è positivo che se ne parli e che se ne parli con la serenità espressa a Riva.

9 Gianni57 { 06.24.08 alle 6:16 pm }

Roberta, Fabio,
avete perfettamente ragione. Ma non pensate che fin quando non si rimetterà mano al famoso Capitolo 5 della Costituzione Italiana restituendo il turismo alla responsabilità centrale dello Stato non si risolverà nulla ? Così invece Regioni e Governo continuano a palleggiarsi i problemi.

10 Fabio Lazzerini { 06.25.08 alle 11:27 am }

Caro Gianni,

hai ragione sulle difficoltà legate al coordinamento Stato-Regioni in materia turistica.

Però il modello spagnolo, portato (giustamente) ad esempio come modello da imitare per i grandi risultati di competitività che ha raggiunto, è molto simile. Addirittura, ricorda quanto ancora maggiore grado di autonomia caratterizza le singole Comunità spagnole.

Come membro dell’Advisory Board del progetto Sistema Turismo Italia di Ambrosetti-The European House, ho visto da vicino il modello spagnolo. Ed è veramente un caso di successo che nasce proprio dalla stretta collaborazione tra il Governo Centrale e le Autonomie locali. Caso che ha nella condivisione di un Piano Strategico unitario proprio la base di partenza. E, infatti, la promozione congiunta della Spagna come destinazione turistica ha avuto ed ha tuttora un grande successo.

Ciao, Fabio

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