Da Tolomeo a Copernico
Ho partecipato ieri ai lavori del Convegno “Destinazione Italia 2020“, organizzato da Confturismo con il supporto scientifico della Fondazione Rosselli.
Palcoscenico molto ben equilibrato tra interventi istituzionali e politici e tavoli tecnici.
Volevo condividere con voi, in particolare, un passaggio del discorso del Presidente Bernabò Bocca. Mi riferisco al passaggio in cui Bocca propone di guardare al turismo da un angolo di visuale nuovo. Di passare, cioè, da una visione tolemaica ad una copernicana: il Turismo al centro e tutte le altre variabili economiche e sociali attorno.
Mi sembra un piano di discussione innovativo e foriero di interessanti sviluppi. Per un Paese ad altissima vocazione turistica, infatti, forse è proprio giunto il momento, soprattutto nel mondo politico, di considerare questo settore (che occupa qualche milione di addetti e produce il 12% del PIL) come un settore centrale. Di cominciare a considerare il turista non come una meteora, bensì come un “cittadino temporaneo”. A beneficio, tra l’altro, anche dei cittadini a tempo indeterminato. Una città bella ed accogliente è un patrimonio per i suoi cittadini, prima ancora che per chi la visita. Un territorio ben conservato e promosso è interessante ed accogliente per chi ci vive, ben prima che per chi ci si ferma pochi giorni durante un viaggio.
In una società sempre più fluida, liquida come la definisce Zigmunt Bauman, ogni fenomeno provoca conseguenze su aspetti anche molto remoti e da altri fattori, anch’essi remoti, è a sua volta influenzato. Forse per questo Paese, così ricco di diversità e di patrimoni, mettere al centro il turismo e rendere gli altri aspetti della società e dell’economia funzionali ad esso, potrebbe essere veramente una rivoluzione che favorirebbe tutto il Paese con effetti favorevoli alla nostra qualità di vita.
E cominceremo, come sollecitava ieri Carlo Infante, a prestare attenzione anche al FIL (tasso di Felicità Interna Lorda) …

Ciao Fabio, ho letto con piacevole stupore il post, quasi meravigliato che una vision innovativa potesse arrivare (finalmente?) da un esponente della classe politica italiana.
3 febbraio 2009 alle 9:45 amCome per tutte le “vision”, è necessario un lavoro di approfondimento e fine-tuning di obiettivi e strategie e non è detto che il risultato finale debba per forza lasciare il turismo come ombelico del mondo, però fa davvero piacere che ci sia la volontà e la capacità di fare uno sforzo innovativo per ripensare un settore che oggi è più di là che di qua.
A presto
Davide
Buongiorno,
17 febbraio 2009 alle 12:35 pmnon credo che sia una buona considerazione il fatto che il B. Bocca dopo svariati anni di presidenza in Federalberghi abbia capito che il turismo sia da interpretare copernicamente. Probabilmente questo andava annunciato e reso operativo qualche decennio prima essendo il turismo una industria trasversale. Personalmente, se questo può interessare, reputo questa affermazione una delle solite per riempire le riunioni ed esternate da quei personaggi che nei trascorsi hanno maturato delle cariche che non sono probabilmente mai state supportate da fatti produttivi. Dimostrazione chiara ci viene data dai risultati ottenuti in campo mondiale, ma si sa; la colpa è sempre degli altri.
Cordialmente
Luciano Ardoino
Il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo, con il Decreto del 21 ottobre 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 febbraio 2009, ha stabilito che la classificazione degli alberghi non sarà più affidata a norme regionali, ma a nuovi parametri nazionali che determineranno il numero di stelle delle strutture ricettive italiane.
Ricordiamo questa parole “la classificazione degli alberghi non sarà più affidata a norme regionali, ma a nuovi parametri nazionali”, più avanti ne capiremo il perché e facciamo un salto all’indietro, vale a dire a quel lontano1983, anno dell’ultima classificazione alberghiera italiana. Da un attento esame scopriremo che, a livello mondiale, solo Burundi, Ghana, Nigeria e il Pakistan hanno leggi di classificazione alberghiera più antiquate, pertanto nazioni come Burkina Faso, Angola, Gabon, Uganda e l’altra totalità degli stati del globo hanno ovviamente leggi più recenti, anzi avevano, perché dall’11 febbraio 2009 tra l’eccitazione generale da parte degli operatori e dei consumatori del settore, il sottosegretario con delega al Turismo, Michela Vittoria Brambilla ridefinisce la classificazione degli alberghi in base alle stelle, entusiasmo che però dura poco, solo il tempo di dare un primo piccolo sguardo. Infatti scorrendo il testo si incontra l’art. 3 che cita: Gli standard minimi di cui al presente provvedimento sono definiti in relazione all’apertura di nuovi alberghi o alla ristrutturazione di quelli esistenti…mentre più avanti…per gli alberghi già esistenti, per i quali e’ comunque escluso l’obbligo di adeguamento ai requisiti strutturali (?)(?)(?).
In definitiva si evince che saranno soggetti a questa direttiva solamente gli alberghi nuovi e quelli già ristrutturati (?), da fonte dell’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori di Firenze (ADUC).
Quanti altri alberghi potranno essere costruiti considerando che in base alla popolazione residente siamo la nazione che ha più posti letto del mondo; 1 camera ogni 56 abitanti mentre gli USA, che sono secondi, ne hanno 1 ogni 61 abitanti? O per esempio la Francia che pur disponendo di circa la metà dei nostri alberghi fattura il doppio? Boh, misteri!
Vediamo ora l’art. 6 che riporta testualmente: Al fine di accrescere la competitività promozionale e commerciale internazionale e di garantire il massimo livello di tutela del turista, viene istituito ed introdotto, su base nazionale, un sistema di rating, associabile alle stelle, che consenta la misurazione e la valutazione della qualità del servizio reso ai clienti. A tale sistema aderiscono, su base volontaria, i singoli alberghi. SU BASE VOLONTARIA?
Infine agli art. 7 e 8: Con apposito atto emanato dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo d’intesa con le Regioni (?)…in raccordo con le associazioni dei consumatori e di categoria, vengono definiti i parametri di misurazione e valutazione della qualità del servizio turistico nonché individuati i criteri e le modalità per l’attuazione dei precedenti articoli 6 e 7. Ricordate le parole “la classificazione degli alberghi non sarà più affidata a norme regionali, ma a nuovi parametri nazionali”, scritta nell’intestazione del decreto della Gazzetta ufficiale?
Ebbene, adesso non valgono già più. Da pagina 1 a pagina 7 è tutto cambiato, o sbaglio?
Probabilmente si torna indietro e cioè a quando quotidianamente enunciavano di cercare di avere un’offerta univoca e facilmente intelligibile sul territorio nazionale e in linea con le classificazioni simili in altri Paesi d’Europa e del mondo. Dichiaravano che non era possibile, per esempio, che tra un albergo a due stelle di Trapani, ci fosse un abisso rispetto ad altrettante stelle a Rimini o a Bolzano, non solo nella qualità, ma anche nel prezzo.
Si, dichiaravano.
Avremo così ancora 20 regioni rappresentate alle varie Bit italiane ed estere con la conseguente moltiplicazione per 20 delle spese. Lotte fratricide per accaparrarsi le metrature maggiori nelle varie esposizioni internazionali, e tanto altro di veramente bello e sicuramente produttivo.
A questo punto stavo cestinando il tutto quando lo sguardo mi cade sugli standard minimi dei servizi e delle dotazioni per la classificazione degli alberghi, 12 pagine per tutte le cinque suddivisioni delle famose stelle, quando alla pag. 8…
Alberghi a 4 stelle
Servizio di ricevimento: obbligo 16 ore su 24
Portineria: obbligo Portiere notturno
Mi risulta impossibile pensare che queste 12 pagine scritte, pensate, studiate e discusse per ben 9 mesi da associazioni, istituzioni, federazioni, tecnici, sindacati, esperti, politici, commissioni parlamentari e chi più ne ha più ne metta, visionate da centinaia o addirittura migliaia di occhi, a cui nessuno sia venuto in mente che il portiere notturno, detto anche segretario di ricevimento, e ripeto ricevimento, secondo la UIPA (Unione Italiana Portieri d’Albergo), che come quello diurno, lavora alla reception e quindi bastava mettere: obbligo 24 su 24?
Incuriosito vado a dare un’occhiata alla pagina dopo, la 9 e…
Alberghi a 5 stelle
Servizio di ricevimento: obbligo 24 ore su 24
Portineria: obbligo Portiere notturno
Come volevasi dimostrare; qui per qualcuno (tanti) il giorno dura 32 ore e niente in merito al night manager o night auditor, e penso; è questa la loro decantata qualità? E’ tardi, cestino il tutto definitivamente e buona notte Italia.
2 marzo 2009 alle 11:28 amLuciano Ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/