Cosa resterà …

“Cosa resterà di questi anni 80 ?” cantava Raf qualche anno fa. Parafrasando, da tanti anni i più pessimisti si chiedono “Cosa resterà di queste Agenzie di Viaggio tradizionali ?” (le Agenzie puramente off-line, per intenderci). In effetti, l’esplosione di Internet ed il suo successo particolarmente elevato proprio nel settore turistico facevano e fanno pensare che il modello tradizionale dell’Agenzia di Viaggio si debba necessariamente trasformare ed evolvere.

Ma Internet sorprende sempre. La costante evoluzione di questo strumento, che continuamente crea e ricrea nuovi modelli di business, sta correndo in aiuto delle Agenzie di Viaggio tradizionali. Sono nati recentemente, infatti, alcuni siti che mettono in contatto Agenzie di Viaggio tradizionali con potenziali acquirenti di servizi turistici sulla rete partendo dalle richeste di questi ultimi. Vi segnalo un articolo interessante che descrive questo nuovo fenomeno sull’edizione on-line del Boston Globe (grazie a Marco Barulli per aver scovato l’articolo).

Detto questo, a me piace sempre molto meravigliarmi e stupirmi di quanta creatività trova applicazione sulla Rete. Però, allo stesso tempo, non cambio la mia idea di fondo: le Agenzie di Viaggio, così come tutti gli operatori del turismo, devono cambiare marcia e guardare a Internet come il prossimo campo dove competere. Basta fogli appiccicati sulle vetrine: li guardano sempre meno potenziali Clienti. Gli stessi Clienti che, invece, navigano sulla Rete per cercare l’ispirazione per la loro nuova vacanza. E, sempre più, già che ci sono, sulla Rete se la comprano anche.

5 commenti

1 Davide { 09.19.08 alle 10:43 am }

Ciao Fabio,
sono d’accordo con te ed amplio la provocazione: basta con le vetrine, basta con i negozi fisici, stanno diventando, per il 90% dei casi, anacronistici rispetto alle esigenze del mercato ed alle marginalità economiche!
Il futuro è legato a professionalità, flessibilità, fiducia e capacità di far risparmiare tempo, che prima o poi tornerà a diventare una variabile fondamentale per la qualità di vita anche rispetto alla navigazione in rete.
A presto
Davide

2 chiluelan { 09.24.08 alle 1:40 pm }

un breve e forse insignificante commento visto che parliamo di provocazioni.

Non è che il modello delle principali agenzie online sia di fatto già superato e che la competizione possa non essere un gioco a somma; 0vvero che una forma distributiva debba sparire perchè ne appare un’altra ?

Ancora non è che diamo troppa importanza alla tipologie delle forme distributive e troppo poca a quello che di fatto è il centro di tutto IL CLIENTE.

mha

3 Fabio Lazzerini { 09.24.08 alle 7:05 pm }

Assolutamente d’accordo. Bisogna recuperare la cosidetta centralità del Cliente. Capire quali sono i modelli di acquisto e di servizio che il Cliente ricerca. Quello che preoccupa in alcuni settori della filiera turistica, è proprio il fatto che ci si guarda molto all’interno e molto poco all’esterno. Si aspetta il Cliente che entra in negozio invece di andarselo a cercare capendone i modelli di acquisto. E seguendolo con adeguati strumenti di CRM.
Fabio

4 chiluelan { 09.26.08 alle 2:50 pm }

Esattamente.

Non credo che ai clienti faccia poi cosi’ tanta differenza comperare su internet, su iPod o in agenzia. L’importante per LORO è essere soddisfatti. Siamo noi, dall’interno delle aziende, che vediamo tante differenze.

Penso, inoltre, che sarebbe interessante approfondire il tema della socialità e di come alla fine mobilità (esempio iPod), web 2.0 (solo per citare temi recenti) e turismo siano di fatto strettamente correlati.

I voli, ed in generale quello che vendiamo tutti i giorni, permettono di agevolare il contatto delle persone; soddisfano la naturale ed ancestrale necessità comunicazione che l’essere umano ha. L’uomo è di fatto un animale di gruppo. Da solo non potrebbe sopravvivere.

In questo senso viviamo in un settore al centro del primario bisogno dei nostri CLIENTI. Vedo tanti problemi ma ho anche tanta soddisfazione nel lavorarvi.

Infine non è che il marketing (inteso come insieme di tecniche che ci permettono di vendere) debba di fatto partire (volendo arrivare a trovare il motivo primo che dovrebbe guidare le scelte) dall’evidenza che l’esigenza di comunicare e cercare (quasi morbosamente) contatti sia figlia dell’indeterminatezza insita nell’esistenza ?

Ovvero portando il paragone agli estremi non è che bisognerebbe avere come punto di partenza la considerazione che le necessità discendono dal fatto che siamo troppo poco intelligenti per capire cosa succede ad un millesimo di secondo prima della velocità della luce ? Una frazione di secondo prima i meccanismi sono tutti chiari. Una frazione dopo no.

Ancora una volta il Turismo ne uscirebbe vincente e le tecniche che usiamo tutti i giorni per distinguerci tra forme distributive perdenti ;-) è possibile che nuove a opportunità siano a portata di mano solo che non le vediamo ?

Il problema è forse capire come rielaborare concetti e necessità di fatto semplici fino a farli diventare un servizio vincente ? il Web 2.0 credo che sia (per altri versi) un chiaro esempio. Per tornare all’iPod di prima credo molto meno vincente e cosi’ via.

5 alex kornfeind { 10.10.08 alle 3:14 pm }

Non so cosa resterà. Però son contento che tu abbia scelto una mia phone picture con i fax abbronzati… Ahimè, ahinoi non una vetrina degli anni ‘80 ma bensì del 2007!

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