Chi ha tempo (pochissimo…) non aspetti tempo

Vecchio adagio dei nostri nonni. Ma che mi ronza in testa quando leggo e ascolto le notizie, spesso confuse ed incalzanti, che riguardano la vicenda Alitalia.

Questa mattina, tra un meeting e l’altro, ho dato una rapida occhiata alla rassegna stampa internazionale di settore che ricevo quotidianamanete.
Questi i titoli dei primi 5 articoli: 

Non c’è che dire: scenario decisamente poco incoraggiante. D’altra parte, come potrebbe essere altrimenti ? I mercati finanziari mondiali sono coinvolti in una crisi che a molti fa riesumare lo spettro del ’29. Grosse istituzioni finanziarie che sembravano destinate all’eternità chiudono, falliscono o vengono salvate con disperati interventi di emergenza. I costi del petrolio, anche se in diminuzione rispetto a pochi mesi fa (a proposito, ma la benzina non scende ?!?), rendono costoso l’esercizio delle compagnie aeree. L’economia è stagnante o in recessione in buona parte dei Paesi più industrializzati.

Cosa può succedere al trasporto aereo in condizioni simili ? Causare o (in tanti casi) accelerare la crisi delle compagnie aeree. Che rispondono come possono o come sono abituate a fare. All’inizio, diminuendo le tariffe per attrarre maggiori viaggiatori. Ma poi, con il prolungarsi della crisi e l’incremento dei costi di gestione, togliendo capacità dal sistema: riducendo, cioè, i propri voli all’insegna del “risparmiamo di più lasciando gli aerei a terra che volando mezzi vuoti“. Ma tutte queste, ovviamente, sono strategie di breve/medio periodo. Se la crisi perdurasse, entrambe le misure si rivelerebbero insufficienti. Anche lasciare a terra gli aeromobili non funzionerebbe più: gli aerei vanno ammortizzati e rimanendo a terra non producono i margini necessari ad ammortizzare il valore della flotta.

Tanti paragonano questa crisi a quella successiva all’11 Settembre. A me sembra molto diversa. Là c’era l’evento drammatico che aveva scatenato il panico e provocato il cedimento di Compagnie che già non navigavano in ottime acque. Ma era stato un singolo, assolutamente grave e tragico, evento. Qui, a preoccupare, è più la constatazione che si è di fronte ad un deteriorarsi progressivo e strutturale di alcune delle componenti economico/finanziarie di fondo del sistema.

Come in tutte le cose, chi uscirà da questa fase sarà più forte , forse, tutto il settore farà un passo avanti.

Preoccupa un po’ (!!!) la situazione della nostra Compagnia di Bandiera. In congiunture come questa servono professionalità, capitali e alleanze. E una cosa che sta diventando sempre più impossibile per Alitalia: il tempo e la tempestività. E il turismo, come al solito, non può che soffrirne.

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