Archivio per la categoria Tendenze di mercato

Online versus carta: 1-0

La statistica condotta dal Pew Project for Excellence in Journalism afferma che il 34% del campione esaminato ha letto le notizie delle ultime 24 ore online (contro il 31% che ha scelto invece il cartaceo). Il 41% dichiara in generale di preferire l’online per le news, ben 10% in più di quelli che invece leggono il giornale cartaceo.

Il campione che maggiormente sceglie internet per informarsi è ovviamente un gruppo giovane, che va dai 18 ai 29 anni.

Il report – riassunto egregiamente da mashable - aggiudica all’online il secondo posto come fonte di notizie per il pubblico. Le televisioni locali, infatti, restano al primo posto.

Va sottolineato inoltre come l’online sia l’unico settore che abbia registrato una crescita anno dopo anno: radio, televisione, giornali hanno subito un declino.

Ultimo ufficiale step dell’importanza dell’online lo sta dimostrando il New York Times: la sua versione digitale dalla fine di marzo è a pagamento proprio perchè lo studio del mercato ha dimostrato la predilizione del pubblico per questo mezzo.

Voi cosa dite, la carta stampata ha già ufficialmente un piede nella fossa?

Viaggiare soli, tornare coppia? Vi diciamo come

L’estate (per fortuna) si avvicina, e coppie e famiglie stanno già programmando dove passare le meritate ferie.

E i single?

Trovano offerte pensate appositamente per loro nei siti specializzati: vanno forte Kenya, Maldive, Sharm el Sheik, Croazia.

E per chi vuole trovare l’anima gemella nel raggio europeo, le città più gettonate sono quelle del divertimento assicurato, Barcellona, Madrid e Amsterdam. Siete nazionalisti? Puglia, Calabria e Sicilia offrono sconti speciali per chi prenota una camera singola.

L’opzione più “banale” (ma forse la più efficace, cosa ne pensate?) è quella della crociera, da un solo week-end o nei mari esotici per avere più tempo possibile per conoscersi.

Fra i tour operator che offrono pacchetti per single, Speed Vacanza per le crociere, Single Travel International per l’America  NTBS , il più avventuroso Tappeto Volante .

Chi l’ha detto che viaggiare da soli è triste?

Ristoranti e mondo online

La ristorazione è un business che deve parlare anche la lingua del web: secondo una ricerca della Coldiretti il campo dell’enogastronomia vale cinque miliardi ed è l’unico non zoppicante (anzi, in crescita) in questo periodo di lunga crisi. Non solo: sempre secondo la ricerca, è il vero motore che spinge i turisti alla vacanza made in Italy.

E qui non c’è stupirsi: l’Italia conta ben 221 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e ben 4.511 specialità tradizionali censite dalle regioni. 

Comunichiamoli, allora, questi valori, nell’unico modo possibile per far sì che arrivino a chi è lontano, per invogliarlo a toccare con mano la nostra cultura enogastronomica: con il web.

Facciamo “vivere” i ristoranti anche a distanza, con video, ricette, sconti, offerte offerte sui siti dedicati, facebook e twitter.

Turismo globale: cinesi, potenziale enorme per l’Italia

Un articolo recente della Stampa di Marco Alfieri mi ha fatto riflettere sul potenziale che avrebbero per l’Italia i turisti cinesi. Quelli ricchi.

I dati stimano circa un milione di turisti cinesi sbarcati nel nostro Paese nel 2010. Alcuni di loro hanno un grande potenziale come turisti “modello”: la Cina ha contato l’anno scorso 800.000 milionari.

Molti investono, a casa loro, su brand di lusso italiani (Ferrari, Bulgari) e decidono di viaggiare in Italia (leggi Costa Smeralda, Cortina, crociere) quando vanno all’estero.

Questo almeno avveniva fino al 2009: nel 2010 infatti sono calati del 12% rispetto al resto d’Europa. Eppure a loro il nostro Paese – e in particolare la città dove vivo, Milano – piace, e tanto: i 200.000 cinesi passati per il capoluogo lombardo hanno consumato in città il 41% del loro budget italiano, il 24% solo nei negozi di Montenapoleone. Sono secondi assoluti come turisti extraeuropei in Italia, dietro ai russi ma davanti ad americani e giapponesi (l’avreste detto?).

 Ma come a tutti, a loro piace ritrovare almeno un po’ della loro cultura qui negli hotel, ma è difficile trovare giornali o tv nella loro lingua e piatti locali tipici che li facciano sentire a casa. E soprattutto mancano tour operator italiani che organizzino i pacchetti turistici. Insomma, ancora una volta, non siamo organizzati per riceve chi potrebbe dare una bella spinta alla nostra economia.

Chi si fa avanti? Non possiamo davvero lasciarci scappare “un’occasione” così.

Federalberghi: si tirano le somme dei primi mesi del 2011

Scoraggiante il comunicato diffuso da Federalberghi sulla situazione turistica dei primi due mesi del 2011.

Non è stata certo una sorpresa leggere che le statistiche mostrano dati in negativo. Forse la sorpresa è solo per chi continua a sciorinare dati ottimisti senza connessione con la realtà.

Le presenze negli alberghi calcolate tra gennaio e febbraio segnano il -0,6%. 

Si registra infatti un +3,3% di presenze per il mese di gennaio ed il -4,4% di presenze a febbraio.

Come se non bastasse, il termometro dell’occupazione nel turismo segna una media sotto zero dell’1,2% (per la precisione -2,4% per i contratti a tempo indeterminato e +1,6 per quelli a tempo determinato).

Questo weekend, il 19 marzo a Firenze a Palazzo Vecchio, si è svolta la 61esima assemblea della Federalberghi. Tema centrale del convegno: “Turismo, quale federalismo per lo sviluppo”, che tocca un tasto dolente dell’organizzazione turistica italiana.

Spero di potervi far avere al più presto un post con un racconto dettagliato, ma, volendo oggi riassumere, si può dire che Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, non è certo ottimista.

Commenta infatti amareggiato: “Leggere che le presenze alberghiere sono diminuite dello 0,6% nei primi due mesi dell’anno (rispetto ai primi due mesi del 2010) significa che tutte le tipologie turistiche attualmente in ‘funzione’ (località montane, località termali, città d’arte e città d’affari) hanno perso sia in arrivi sia in pernottamenti.”

Eppure le tariffe rimangono le stesse, se non in calo, rispetto al carovita scatenato dalla crisi dei Paesi del nord Africa (si parla di un aumento delle tariffe dello 0,5% rispetto a un aumento del carovita del 2,1%).

Cosa si può fare per combattere la crisi? Stiamo attraversando un periodo difficile da troppo tempo e serve una scossa che muova il sistema e, soprattutto, ribalti i numeri presentati da Federalberghi.

Abbiamo così tanto, perchè non riusciamo a comunicarlo?

Facebook Places e Visit Britain, accoppiata vincente

Sono tante le iniziative di aziende turistiche che cercano di attrarre turisti attraverso i social media.

Se Foursquare rimane il punto di riferimento per molte compagnie aeree e di viaggio (vedi l’iniziativa di KLM), il nuovo servizio di Geo-localizzazione lanciato ad agosto da Facebook, Facebook Places, sta conquistando l’attenzione di nuovi utenti.

È Visit Britain, l’Agenzia del Turismo Nazionale della Gran Bretagna,  ad investire in questo nuovo mezzo con “Team Work Competition”.

Tutti i fan della pagina ufficiale di VisitBritain, LoveUK, potranno unirsi ai propri amici, creando un team e facendo almeno 2 check-in in una delle 300 destinazioni top indicate sulla pagina Facebook.

ll Premio?

Un viaggio a Londra per due dal valore di 2.000 sterline, più altre 1.000 di shopping da Selfridges.

Mi sembra un’idea nuova e coinvolgente…chi seguirà l’esempio di Visit Britain?

Turismo Responsabile: una ricerca per capirne di più

Il turismo responsabile in Italia e le ragioni che ne frenano la crescita: si apre la ricerca nata dalla collaborazione fra Associazione Italiana di Turismo Responsabile e CTS che indaga a fondo questa correlazione.
La notizia e i dettagli ce li dà Roberta Milano sul suo blog www.robertamilano.com
Potete aiutare anche voi. Come?
Compilando il questionario online su www.surveymonkey.com – ci vogliono solo 10 minuti. In palio un fine settimana gratuito per due persone.

Ricerca Forrester: le nuove frontiere per i fornitori di viaggio

È appena uscita la ricerca Forrester commissionata da Amadeus. Punto focale: il segreto (o meglio, i segreti) per il successo dei fornitori di viaggio.
Come?
Con il cross-selling. Ovvero, utilizzando una parte terza che provveda servizi ausiliari al cliente: grazie a questo ” aiuto” si prevede un incremento dei ricavi del 30% nei prossimi 5 anni.
Ma a cosa servono questi servizi forniti da terzi per conto dei fornitori di viaggio?
A differenziare il brand, a soddisfare l’esigente domanda dei clienti/viaggiatori oggi e in futuro, a rendere l’esperienza di viaggio più “facile”, a smussare i punti deboli all’interno dell’organizzazione del viaggio, a personalizzarla il più possibile.
Rendendo soddisfatti i fornitori di viaggio e i clienti.
Un esempio? Gli hotel (13 su 19 di quelli studiati nella ricerca) già oggi offrono servizi complementari, come biglietti per i trasporti pubblici, servizi Spa, mappe della città sul sito internet dell’albergo che contengono pubblicità di altri servizi, biglietti per il teatro, gite e così via.
La differenza fra oggi e il futuro è che questi servizi verranno considerati fra le priorità da seguire per migliorare i ricavi e si toccheranno territori ancora inesplorati, con la partecipazione di un maggior numero di alberghi.
Le potenzialità di questi servizi – e il loro effetto sulla percezione dell’esperienza da parte del cliente – vengono amplificate ancor di più se si pensa all’uso delle nuove tecnologie in futuro. Per il 2020 si parla di servizi di bellezza in viaggio su aerei, treni, navi; realtà virtuale pre-arrivo per meglio usufruire di aereoporti, hotel e destinazioni; servizio di concierge digitale per evitare il front desk…
Tante le implicazioni e le problematiche per far sì che tutto funzioni, ovviamente, a partire dalla preparazione adeguata di queste third-party ad offrire servizi complementari ben organizzati.
Per tutti i dettagli guarda il PDF.

Sign o’ the times

Era il titolo di una canzone di Prince, il grande Principe di Minneapolis (che ha poi cambiato così tanti nomi che è un po’ difficile seguirne le tracce …).

Mi sono ricordato questo titolo questa mattina, quando ho ascoltato su RMC (uno dei rari momenti in cui non ero al telefono e su DeeJay c’era la pubblicità …) lo spot che promuove Capri come destinazione per festeggiare il Capodanno.

Sì, avete letto bene: Capri !!! Capri, una delle destinazioni turistiche più ricercate. Capri, uno dei centri nevralgici del cosidetto jet-set internazionale. Capri, che in alcuni anni ha dovuto introdurre il numero chiuso per evitare il sovraffollamento. Capri, una delle isole più incantevoli ed affascinanti del mondo.

Capri, costretta a far pubblicità su una Radio per sostenere il proprio turismo. E c’è ancora chi sostiene che va tutto a gonfie vele …

In spiaggia con la cartella

Sui quotidiani di oggi è stato dato risalto alla disponibilità del Minsitro Gelmini a considerare la proposta di legge dell’Onorevole Costa di spostare al 30 Settembre la ripresa dell’anno scolsatico.
A detta dell’Onorevole, questa manovra favorirebbe il Turismo, in particolare quello balneare. E il Ministro Gelmini si dice “molto aperta” a considerare questa opzione perchè “Il nostro Paese vive di turismo e a settembre si possono avere migliori opportunità economiche per le vacanze“.

Ora, mi vengono spontanee alcune considerazioni:

  • in questo Paese tutti si preoccupano di Turismo, salvo poi constatare che rimane uno dei settori economici per i quali mancano cronicamente piani strutturati e fondi di supporto. Mi sembrava di aver intuito che il Ministro Gelmini si occupasse del Ministero Istruzione, Università e Ricerca e non mi pare che il turismo rientri tra le sue deleghe.
  • Il Ministro Brambilla sta, da tempo, insistendo sulla necessità di destagionalizzare il Turismo. E giustamente. La destagionalizzazione è una delle strategie necessarie per rilanciare il settore e per garantire maggiore competitività al turismo Italiano. Senza considerare l’evidente beneficio in termini occupazionali. Non mi sembra che la proposta di ritornare ai tre mesi di vacanze scolastiche risponda esattamente a questa necessità. Al di là di un piacevole Amarcord di quando avevamo i pantaloncini corti, la proposta va esattamente in senso opposto a ciò di cui abbiamo bisogno.
  • Infatti quello che bisognerebbe fare è esattamente il contrario. Ovvero distribuire alcuni giorni di vacanza durante l’arco dell’anno scolastico, per incentivare il turismo invernale e “primaverile”, come avviene in tanti Paesi europei. Ecco alcuni esempi: Francia, Germania e Inghilterra.
  • Da ultimo: ma siamo veramente sicuri che sarebbe l’Italia a beneficiare di questo ipotetico Settembre dedicato ad ulteriore mese di vacanza ? O non saranno le varie destinazioni economiche del Mar Rosso, per esempio, che garantiscono temperature ancora miti e vacanze tutto compreso ?