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Amadeus premiata per l’Innovazione nel Turismo

Ci sono avvenimenti che vanno condivisi quasi per forza, dopo molti sforzi compiuti e numerose fatiche affrontate per farli accadere. Ma, soprattutto, quando sono eventi che ti fanno vivere una grande emozione.

È quindi con orgoglio che vi comunico la vincita di Amadeus del Premio Nazionale per l’Innovazione nel Turismo, che, oggi, mi ha personalemnte consegnato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale.

Organizzata ogni anno da Confcommercio, l’iniziativa premia idee, modelli, processi ed applicazioni tecnologiche innovative relative al settore del terziario e del turismo.

Ma perchè il premio è stato assegnato ad Amadeus?

Per l’impegno costante in ricerca e sviluppo, innovazione e produzione di soluzioni tecnologiche e digitali che portino valore al mercato del turismo, uno dei settori più cruciali per la produttività del Paese.

In questo caso, in particolare, l’ideazione ed il lancio di Amadeus Booking Portal, applicazione d’avanguardia che consente alle agenzie di viaggio di piccole e grandi dimensioni, tramite internet, di prenotare voli, hotel, auto, pacchetti vacanza in modo intuitivo senza l’installazione di alcun software. Questo di conseguenza agevola la produttività e la competitività del mercato e aiuta le agenzie di ogni dimensione e tipologia, da quelle “appena nate” a quelle di maggiore complessità, dando loro accesso ad un’offerta completa di contenuti e permettendo loro di essere competitive e di offrire un’ampia gamma di prodotti e servizi ai propri Clienti.

Ci tengo a sottolineare, poi, come questo premio sia anche testimonianza importante della capacità di una Sede locale come la nostra, che è parte di una grande multinazionale, di sviluppare e proporre in completa autonomia una soluzione ad hoc per il nostro mercato.

Questa la soddisfazione professionale. Rimangono, nel cuore e negli occhi, la stretta di mano del Presidente e la gioia di essere stato accanto, anche solo per un minuto, a chi rappresenta il nostro Paese nel più alto dei modi possibili.

Felice di questo traguardo raggiunto, lo considero un incentivo a mantenere sempre costante il nostro impegno per un settore del turismo sempre più aggiornato, competitivo ed efficiente.

Google: viaggiare nello spazio

Non è esattamente una nuova proposta di viaggio per le vacanze estive, ma è un’idea carina.

Il sito tecnologico di viaggi Tnooz, grazie a un post di Kevin May, ripropone il video che Google UK ha ideato recentemente: una famiglia in vacanza… sulla luna.

E se il tutto è presentato come un delizioso cartoon che ricorda molto i Jetsons, un cartone animato prodotto negli anni ’60 ed ideato come equivalente “spaziale” dei Flintstones (prodotti dalla stessa casa cinematografica americana, Hanna Barbera), in realtà il video è una possibile finestra sul futuro. Non tanto su eventuali (e possibili?) viaggi nello spazio ma soprattutto sulle possibilità ancora inesplorate della tecnologia di aiutare, incentivare, rendere migliore la scoperta di nuovi luoghi – nel video, per esempio, la famiglia del futuro ordina al ristorante grazie ai loro super smart phones, capaci di tradurre il menu “lunare”.

Voi come vedete il viaggio, nel futuro? E pensate davvero che lo spazio possa diventare davvero meta di turismo, un giorno?

Hai l’IPhone? Trovi lavoro…

È recente la notizia pubblicata da La Stampa: negli Stati Uniti è nato Gigwalk, un nuovo crowdsourcing volto a trasformare la nutrita comunità di possessori di IPhone in manodopera istantanea (e volontaria!).

L’impiego funziona così: un’azienda affida a un gigwalker (ovvero il membro di questa nuova comunità online) un compito da eseguire, facile e veloce, che in genere prevede lo scatto di più foto e l’invio di determinate informazioni attraverso l’applicazione specializzata.

Compenso: dai 3 ai 90 dollari a volta. Chi porta a termine correttamente il “gig”, ovvero “il compitino”, acquista affidabilità, che si concretizza in una classifica generale calcolata in punti. Questo l’unico criterio utilizzato per scegliere gli utenti ai quali affidare il lavoro.

Per ora Gigwalk, su IPhone negli Stati Uniti, non è ancora attivo in Europa. Utilizzato da società stradali (per la segnaletica) e immobiliari, ma con grande potenzialità per molte altre applicazioni, è un’iniziativa geniale.

Quanto tempo date a questa idea per arrivare anche in Italia?

Medicina: verso le frontiere del web 2.0

Ce lo racconta un articolo di pochi giorni fa sul Corriere della Sera: internet cambia la vita a chi ha problemi di salute.

Mi spiego: la cambia perchè i blog, o meglio, la medicina “2.0″, aiutano a sfogarsi e fungono da catarsi per chi è malato: di cancro, come nel caso della blog-terapia di Oltreilcancro.it, ma anche di malanni in generale.

Se la cura reale infatti avviene fra le mura degli ospedali, il rimedio morale per l’ansia e la solitudine causate dalla malattia è da cercare nei blog e i Social Network.

È così che, ultimamente, chi è malato comunica col mondo, perchè si sente ascoltato, “abbracciato” da una comunità.

Sono il dialogo e lo scambio a fare la differenza rispetto ai siti online di medicina appartenenti al web tradizionale: atrtaverso Facebook e Twitter, infatti, i pazienti aggiornano costantemente i parenti e gli amici delle loro condizioni e si confrontano con altri malati, sentendosi meno soli.
La parola d’ordine è condivisione: non solo di stati d’animo ma di informazioni vere e proprie postate sui Social Network sotto forma di link, slide, video.

Tra associazioni di pazienti su Facebook e propagazione di informazioni su Twitter (più sintetico e più “pubblico” di Facebook), i Social Network funzionano dunque anche nel mondo della medicina, incluso per la raccolta di fondi.

Voi cosa ne pensate? È un vantaggio che la medicina stia addentrandosi nei territori del web 2.0 o è un’arma a doppio taglio con rischio di diffusione rapida di disinformazione e/o falsi allarmismi?

Apple sforna un’altra idea (geniale?)

Tanti i brevetti depositati da Apple ultimamente, ma ce n’è uno in particolare che ha fatto “parlare” la rete.

Riguarda un nuovo display ibrido per iPhone e iPad che prevede l’utilizzo di due tecnologie, quella a LCD e quella a E-Ink.

La prima è utilizzata per la visualizzazione di immagini colorate ad alta risoluzione, mentre la seconda è specializzata nella monocromia, ovvero nell’utilizzo di una scrittura che non necessita di retro-illuminazione, facilmente leggibile, a un solo colore. Questo secondo schermo sarebbe collocato sopra quello LCD.

Il nuovo dispositivo – chiamato Systems and Methods for Switching Between an Electronic Paper Display and a Video Display – permetterebbe di avere entrambe le funzioni su un solo mezzo tecnologico, dando all’utente la possibilità di scegliere fra due differenti schermi a seconda dei contenuti che vuole visionare e quindi delle esigenze personali.

Certo, bisognerà vedere se Apple riuscirà ad assemblare tutto questo in un oggetto non troppo pesante, ingombrante o inacessibile economicamente.

Ma l’idea mi sembra ottima, voi cosa ne pensate?

Twitter? Un aiuto alla lotta anti-terrorismo

Dovrebbe essere pronto in questi giorni il programma che permetterà a Twitter e Facebook di giocare un ruolo importante nella lotta al terrorismo statunitense.

Si è infatti deciso, a 10 anni dal lancio degli allarmi suddivisi per colore a seconda della gravità – criticati più volte perchè troppo numerosi e vaghi – di coinvolgere i Social Media per l’allerta pubblica in caso di allarmi terroristici “quando appropriato”, afferma il nuovo documento della Domestic Homeland Security. Gli allarmi verranno ridotti a due tipi: “elevated” quando l’allarme di pericolo è attendibile ma non specificato, con informazioni utili a prevenire l’attacco, e “imminent”, lo stadio più grave, ovvero una minaccia terroristica impellente e specificata o un vero e proprio attacco terroristico in corso.

Questo semplificherà le cose o creerà inutili allarmismi?

Secondo voi usare Twitter e Facebook può essere il modo giusto per dare l’allerta nel modo più veloce possibile?

Tecnologia… alle stelle!

È il New York Times a farcelo sapere: l’astronomia sta diventando più semplice grazie alla tecnologia.

Come?

Grazie a nuovi telescopi point-and-shoot sarà possibile sapere immediatamente – premendo un semplice bottone – il nome delle costellazioni alle quali stiamo puntando: il dispositivo contiene infatti una macchina fotografica digitale che fotografa in tempo reale il cielo e confronta gli scatti con le migliaia di foto dell’archivio computerizzato di cui è dotato, per poi decretare in meno di 3 minuti il nome della costellazione scelta.

Saranno messi in commercio a luglio da Celestron questi tre modelli appartenenti a una nuova linea di telescopi chiamata SkyProdigy, dal costo tra i 700 e gli 800 dollari e pensati per chi ama i cieli stellati ma non ha molta familiarità con i telescopi tradizionali.

Certo, anche questi mezzi richiedono un minimo di conoscenza tecnologica per poterli settare correttamente ed avere poi i risultati che questi promettono.

Per chi non vuole rischiare di spendere tanto e ottenere poco vista la scarsa conoscenza del mezzo, restano le applicazioni per gli smartphone: iPhone e iPad offrono programmi in grado di identificare stelle luminose e di portarvi a fare un giro nello spazio stellare con un costo decisamente più basso (11,99 dollari su iTunes).

Appassionati delle galassie, fatevi avanti!

Facebook? Fa bene agli anziani

I social network vanno forte fra gli over 65: da un articolo de La Stampa i dati, abbastanza sorprendenti, che riportano il beneficio che gli anziani traggono dai social netwrok.

Ben un milione e mezzo di anziani in Italia li usa per tenersi in contatto con amici e parenti, secondo le stime dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (Aip), e proprio grazie agli stimoli della rete sarebbero proprio questo gruppo a mantenere il cervello allenato e ad avere meno problemi di memoria, o almeno così dimostra uno studio condotto in due Residenze Sanitarie Assistite italiane della provincia di Cremona e di Brescia.

Marco Trabucchi, presidente dell’Aip, spiega che negli ultimi anni il numero di anziani “in Rete” è cresciuto dell’80%, con un 8% circa del totale degli iscritti a Facebook che supera i 65 anni.

Cosa ne pensate? Credete che i social network possano essere un aiuto per gli anziani, soprattutto per sentirsi meno soli?

Digital Economy… che?!

È ufficiale: siamo in ritardo persino sull’economia digitale.

Sì, l’Italia è 48esima nel mondo nell’ambito della networked economy, e rimane indietro non solo per quanto riguarda economia e occupazione in generale ma anche per la digitalizzazione delle economie occidentali.
È dell’Unione Europea la ricerca svolta sui profili ICT dei Paesi membri: si evince che la produttività in Europa è aumentata molto proprio grazie alle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni. Da qui la messa in lista, fra gli obiettivi del 2020, della definizione di un’Agenda Digitale.
Ma se proprio dalla ricerca dell’Unione Europea emerge che Regno Unito e Francia sono in testa per quanto riguarda il posto occupato dall’economia di Internet nel Prodotto Interno Lordo, che per il primo Paese vale il 7,2% del totale mentre per il secondo il 3,7%, l’Italia arranca con un valore che copre solo l’1,6% del PIL.
L’Italia almeno ultimamente, per fortuna, non è stata a guardare: ha infatti indetto il 21 marzo l’Agenda Digitale per dare al Paese una strategia digitale, in vista anche degli scarsi investimenti in ICT.
Persino gli Stati Uniti, mossi anche dalla voglia di fare affari, hanno deciso di aiutarci nel processo di miglioramento creando un Forum di discussione apposito, il Digital Economy Forum. Uno fra i primi appuntamenti è previsto a Venezia l’11 e il 12 maggio: ci sarete?

Online versus carta: 1-0

La statistica condotta dal Pew Project for Excellence in Journalism afferma che il 34% del campione esaminato ha letto le notizie delle ultime 24 ore online (contro il 31% che ha scelto invece il cartaceo). Il 41% dichiara in generale di preferire l’online per le news, ben 10% in più di quelli che invece leggono il giornale cartaceo.

Il campione che maggiormente sceglie internet per informarsi è ovviamente un gruppo giovane, che va dai 18 ai 29 anni.

Il report – riassunto egregiamente da mashable - aggiudica all’online il secondo posto come fonte di notizie per il pubblico. Le televisioni locali, infatti, restano al primo posto.

Va sottolineato inoltre come l’online sia l’unico settore che abbia registrato una crescita anno dopo anno: radio, televisione, giornali hanno subito un declino.

Ultimo ufficiale step dell’importanza dell’online lo sta dimostrando il New York Times: la sua versione digitale dalla fine di marzo è a pagamento proprio perchè lo studio del mercato ha dimostrato la predilizione del pubblico per questo mezzo.

Voi cosa dite, la carta stampata ha già ufficialmente un piede nella fossa?