Archivio per la categoria Tecnologia

Facebook: arriva la timeline

La timeline di Facebook da oggi è disponibile per tutti: il Social Media diventa un diario cronologico delle nostre vite, con tanto di “foto da copertina”. Quanti la adotteranno? https://www.facebook.com/about/timeline

Il prodotto in sè? Non basta più

E’ di non molto tempo fa il post di Massimo Chiriatti su il Sole 24ore che porta un interessante punto di vista sul mondo internet dei Social Media in generale e su Facebook e Twitter. In un mondo dove non ci sono più confini, Chiriatti fa un’analisi lucida dove ci dichiara prodotto stesso dell’economia, con i nostri like e i nostri Retwitt che vengono rivenduti, ma sottolinea anche che siamo consumatori, al tempo stesso.

Un’azienda oggi non può più semplicemente vendere, ma deve raccontarsi, promuoversi, farsi conoscere, in un universo che diventa sempre più immateriale e che deve comunicare al consumatore non solo il prodotto in carne e ossa ma anche l’dea di prodotto, la conoscenza approfondita con una serie di informazioni relative.

Conclude dicendo “non compriamo più prodotti ma idee; l’informazione è il loro mezzo di trasporto”.

Tecnologia, Recensioni, Mobile: la visione delle OLTA

Scrivo questo Post veloce per condividere un articolo interessante apparso oggi su USA Today. Si tratta della sintesi di una tavola rotonda organizzata con i CEO di alcune tra le maggiori Agenzie di Viaggi On-line (Expedia, TripAdvisor, Priceline, Travelocity, Orbitz).
Spunti interessanti di come le OLTA guardano all’evoluzione tecnologica, alla nuova frontiera del Mobile, alle strategie sugli User Generated Content … e una visione di dove potrebbe portare l’avventura Google Flight Search.
Buona lettura !!!

Internet: cosa cambia nel 2012

Annoveriamolo tra i buoni propositi del 2012: le industrie del turismo prevedono/promettono di investire di più nei social media e nel mobile l’anno prossimo.

Tnooz , noto sito di tecnologia e dintorni geek, ha indetto un sondaggio internazionale annuale sui digital content insieme alla Frommer’s Unlimited che ha rivelato come l’80% delle compagnie stiano preparandosi a svilluppare durante il 2012 App per IPhone, con un 75% che mira a mettere a disposizione gli stessi servizi per IPad per la fine dell’anno.

Lo studio ha inoltre evidenziato come un quarto dei travel executive intervistati spera di poter tradurre i loro siti fino a 5 lingue durante l’anno prossimo.

La statistica ha inoltre messo in luce come sempre più aziende del turismo si stiano focalizzando sull’obiettivo finale di fidelizzare il cliente e non solo sul ricavo immediato derivante dalle prenotazioni online.

Sono fiducioso anche per l’Italia.

Arriva l’e-editore

La notizia arriva in diretta dal Sole24 Ore online grazie al brillante articolo di Massimo Chiriatti: dopo gli e-book, che hanno azzerato i costi di produzione e distribuzione, arrivano anche gli e-editor.

In questo caso è Amazon che prende il timone e dopo diverse iniziative come la più grande libreria del mondo, la diffusione del cloud computing e un modello di business per lanciare il mercato degli e-reader, arriva a prendersi il ruolo di editore.

Ma qui sta il genio di Amazon: editore inteso in un senso più ampio, che fa da filtro anche dopo la pubblicazione, ovvero un sistema che faccia sì che alcuni libri (e non altri) vengano proposti al pubblico – perché, come sottolinea giustamente Chiriatti, non si tratta più di persone che scelgono i libri, visto che si pubblica tutto, e di tutto, online a costo zero o quasi.

L’e-editore diventa quindi una figura che si specializza nei vari step del processo, come intermediari nell’editing, o nella proposta al pubblico, o nel selling, e non l’editore vecchio stampo che si occupava ti tutto questo in toto.

A me sembra una figura che in futuro funzionerà egregiamente, voi cosa ne pensate?

Le possibilità delle mobile App nel mondo del turismo

Un articolo interessante su eyefortravel.com segnala come Android supera Apple nel mondo dei mobile download Application.

Si prevede che i download globali previsti per la fine del 2011 arrivino a 29 milliardi.

Questo fa comprendere la potenza delle App per i mobile device. Il settore Travel, alla vista di questi dati, dovrebbe offrire sempre di più: chi viaggia utilizza moltissimo App che hanno a che fare con la prenotazione, la ricerca ed è fondamentale offrire servizi adeguati alle aspettative. 

Bisogna tenere ben presente che ad oggi gli hotel sono focalizzati  sui ricavi attraverso le App e il mobile, ma dovrebbero comprendere che sui mobile device si fa molto più di questo: ci si informa, ci si connette, ci si diverte.

Servono esperti in ogni azienda che siano focalizzati su queste app e mandino il giusto messaggio del brand che rappresentano, che sia hotel o compagnia aerea, agli utilizzatori di mobile device e che li introduca ad un mondo fatto non solo di prenotazioni e shopping online ma che lo “coccoli” a 360 gradi.

L’economia digitale italiana: a che punto siamo?

La Dag (Digital Advisory Group) ha appena effettuato uno studio: le Pmi che hanno adottato su larga scala il digitale crescono del 10% e con loro aumenta del 50% il margine operativo.

L’economia digitale italiana ha permesso un’espansione internazionale superiore di oltre il 200% grazie a esportazioni “Web enabled”.

Tra gli ostacoli allo sviluppo ulteriore dell’economia digitale – quel passo avanti di cui ancora necessitiamo per portarci alla pari dei livelli internazionali – è la banda larga, il cui uso in Italia è ancora molto limitato e posiziona il Paese in fondo alla classifica internazionale, ma anche la scarsa propensione all’eCommerce da parte di consumatori e aziende, la troppo parziale divulgazione dei servizi online nella Pubblica Amministrazione, limiti nel quadro formativo e carenze di competenze digitali qualificate.

Il report della Dag propone 12  idee da sviluppare per migliorare la situazione, di cui le più interessanti sono:

1. Colmare il digital divide, aumentando copertura e velocità delle linee ADSL.

2. Promuovere i servizi di egovernment esistenti migliorandone la fruibilità (esemplare l’esempio del Regno Unito per la Pubblica Amministrazione, con obiettivo di chiudere tutti gli sportelli “fisici” entro il 2013

3. Pianificare lo sviluppo di una formazione digitale di qualità, con un approccio collaborativo delle università e flessibilità dei piani di studio.

4. Costituire una Digital Experience Factory, ovvero una fabbrica a tutti gli effetti, con l’obiettivo di sviluppare competenze in modo innovativo

5. Incentivare le start up digitali con progetti e borse di studio, come il Working Capital e il progetto H-Farm.

Le domande ora sono: chi si fa promotore di queste attività? Quando? Come?

L’IPad? Gli Hotel devono prepararsi…

Graeme Powell, managing director for EMEA at iBAHN, ha scritto un articolo molto interessante sull’utilizzo dell’IPad dal punto di vista delle strutture alberghiere.

L’IPad è stato l’ennesima rivoluzione Apple. Ma ha comportato grandi cambiamenti – o meglio, richiede grossi aggiustamenti – per il mondo del turismo.
L’IPad consuma 400% in più di sistema wifi del normale IPhone , IPod o altri, soprattutto perché è il primo internet device che ruota attorno alla comunicazione video.
Secondo Cisco, il traffico video è 600.000 volte più intenso del contenuto testo.
A peggiorare la situazione, l’antenna dell’IPad, che è molto meno recettiva degli altri device (del 30% circa rispetto a laptop…).
Gli hotel, dunque, dovranno adeguarsi e fornire agli ospiti una adeguata copertura (e velocità) wifi, soprattutto considerato che le statistiche riportano che il 67% degli intervistati afferma che non tornerà in un hotel dove ha riscontrato una cattiva connessione internet.

Questo cosa vuol dire?
Che forse i tempi dell’internet free sono finiti, visto che sarà impossibile da parte degli alberghi sostenere i costi da soli per permettersi una banda larga illimitata.
E che bisogna che gli Hotel analizzino più da vicino le ore di maggior traffico su rete in modo da evitare rallentamenti o scontenti.
L’IPad, dunque, per le strutture alberghiere rappresenta una sfida ma anche un’opportunità (in altri post abbiamo segnalato come l’utilizzo dell’IPad abbia incrementato le possibilità di raggiungere il cliente, fidelizzarlo…): saremo capaci di coglierla, soprattutto in Italia?

I Social Network e la Net-iquette

Come ci si comporta sui Social Network?

Esiste un galateo da rispettare? Mymarketing e Brandforum.it (nella persona di Gabriella Vivaldi) ci aiutano con un decalogo ad hoc (la Social Net-iquette, come viene chiamata nell’articolo).

La premessa è doverosa: ultimamente grandi brand hanno scatenato – involontariamente – polemiche su Facebook e Twitter (vedi il caso di Patrizia Pepe) causa mal-gestione dei suddetti media da parte di grandi, grandissimi aziende che si sono trovate impreparate a gestire una crisi (leggi: lamentele o insulti sui Social Network da parte dei compratori).

Come fare, allora, a uscirne a testa alta?

Brevemente riassumo il decalogo, che sottoscrivo in pieno.

1) Mai reagire d’impulso e rispondere con osservazioni concrete 2) è necessario far percepire che dietro il brand c’è una persona 3) rispettare sia il brand che l’utente 4) esprimersi educatamente 5) fare e ricevere critiche costruttive 6) non dilungarsi troppo e utilizzare invece la mail per spiegarsi, se necessario 7) essere chiari, avere coraggio e rispondere sempre, anche se i commenti sono negativi 8 ) mai cancellare i commenti 9) mantenere il rispetto di diverse culture 10) non giudicare.

Queste nozioni possono sembrare banali ma sono utilissime: il dialogo fra brand e consumatore deve essere reciproco e rispettoso. Questo è un equilibrio delicato da mantenere, ma doveroso da tenere presente quando una gaffes è ha portata di mano (e le gaffes in questo campo sono 10 volte peggiori, visto che il bello dei Social Network è che tutto avviene in tempo reale ed ha un’eco difficile da fermare…). Un passo falso, e lo saprà tutta la rete….ricordatevelo!

Assintel Report: la mia testimonianza

Venerdì ho partecipato alla presentazione dell’Assintel Report, che, come molti di voi già sanno, si propone di interpretare il mercato informatico nazionale e capire le priorità di investimento delle aziende utenti e i trend tecnologici che ci aspettano.

Durante questa sesta edizione sono stato invitato ad una tavola rotonda, “Costruiamo un’agenda digitale per il futuro: l’IT si confronta su idee, progetti e strategie”. Moderata da Alfredo Gatti, la discussione ha posto quesiti doverosi, che vi riassumo con le mie relative riflessioni.

Quest’anno, mi sento di poter condividere questa considerazione con voi, purtroppo non mi ha colpito nulla del campo IT: secondo me si sentono sempre le stesse cose. Come se non bastasse, è venuto a mancare l’innovatore che ha cambiato la tecnologia negli ultimi 50 anni… ora chi sarà colui che cambierà lo scenario futuro?

Nell’attuale panorama IT sta emergendo prepotentemente il Mobile, che per il mondo del Travel, ha nell’etimologia della parola, la correlazione al viaggio. Il mondo del turismo è stato ed è fortemente impattato da Internet: il 50% dell’e-commerce in Italia ha a che fare col turismo. La cosa fondamentale è che il Mobile non sia visto come una moda, ma come base sulla quale costruire nuovi servizi in futuro. Allo stesso tempo dobbiamo preoccuparci della multicanalità: bisogna focalizzarsi su diversi aspetti dell’IT, non solo sul Mobile, che peraltro, ricordiamoci, per alcune piccole agenzie resta comunque un plus.

I Social Media, ancora troppo spesso visti – almeno in Italia – come un gioco devono essere uno strumento business. Per il turismo, devono essere utilizzati per conoscere l’opinione del cliente e fornire il servizio ad hoc sulla domanda generata. Il 25% delle ricerche online viene effettuato su content generato dagli utenti, non dimentichiamolo mai. Anche Twitter è uno strumento di incredibile efficacia ed efficienza se usato correttamente, fino a diventare il customer service principale a cui il cliente si rivolge. I Social Media, dunque, portano qualità perché dimostrano l’attenzione dell’azienda verso il cliente, aiutano a diffondere un’immagine corretta della politica aziendale e rappresentano – o dovrebbero rappresentare – l’interazione. Il Social Media non è solo una vetrina, ma un modo per interagire in dialogo costante col cliente.
Da queste considerazioni e da molte altre è scaturita, la forte urgenza di occuparsi al più presto della banda larga e della necessità di un riutilizzo delle tecnologie già testate in progetti che si sono rivelati vincenti. Inutile secondo me assumere persone diverse – o cambiare metodi di lavoro – se hanno funzionato in precedenza. Insomma, cavallo vincente non si cambia, quindi utilizziamo i fornitori che hanno dimostrato grandi capacità di realizzazione dei progetti. Mi piacerebbe che questi due aspetti fossero inseriti al più presto nell’agenda digitale, è tempo di occuparsene.

Scusate se mi sono dilungato ma mi premeva condividere con chi non ha potuto esserci questi punti cardinali.