Categoria — Osservatorio Integrato del Turismo
L’Osservatorio Business Travel 2010
Come ormai tradizione, ieri è stata presentata alla BIT la nona edizione dell’Osservatorio Business Travel. Si tratta di uno studio condotto dall’Università di Bologna che, con basi statistiche, analizza i trend di uno dei segmenti più importanti (anche se spesso sottovalutato …) del settore Turismo e Viaggi.
Non ho potuto essere in BIT per l’incontro di presentazione dei risultati dell’Osservatorio, ma i miei colleghi mi hanno raccontato della grande partecipazione e del grande interesse che questa ha riscosso. Per questo motivo, volevo condividerlo con voi: Osservatorio Business Travel 2010
Buona lettura !
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La Staycation secondo Yahoo!
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L’andamento Estate secondo l’Osservatorio Amadeus (2)
24-06-2009 No Non ci sono ancora commenti / lascia il tuo
L’andamento Estate secondo l’Osservatorio Amadeus
L’Osservatorio di Amadeus ha rilevato che nei mesi estivi il numero degli italiani che usufruiranno di una vacanza si manterrà stabile rispetto allo stesso periodo del 2008 e resterà invariato anche il numero medio dei pernottamenti che, come nel 2008, non supererà le 9 notti. Si prevede che circa il 64% dei viaggiatori trascorrerà le vacanze estive in Italia, il 22% in Europa, l’8% nelle Americhe, il 4% in destinazioni Asia/Oceano Indiano e circa il 2% in Africa.
Come in passato si assisterà al tradizionale picco di occupazione nei servizi essenzialmente durante la prima quindicina di agosto.
Secondo gli operatori, l’attuale situazione economica favorirà il lastminute, nonostante le promozioni proposte con la formula advance booking. Si assiste inoltre al fenomeno che Amadeus ha definito meta-multi-search, cioè la stessa richiesta formulata a più agenzie o siti web alla ricerca dell’offerta migliore o del prezzo più basso, con il risultato che le richieste di quotazioni viaggio risultanoquasi triplicate, ma non si trasformano poi in acquisti.
Alcuni Tour Operator stanno inoltre proponendo con successo la formula upgrade gratuito: in numerose strutture pagando un soggiorno in mezza pensione, si ha diritto al all inclusive, formula particolarmente apprezzata poiché definisce la spesa totale del viaggio prima della partenza.
Le proiezioni indicano inoltre che circa il 27% dei viaggiatori italiani effettuerà più di un viaggio nel periodo osservato (giugno-agosto) prediligendo più short breaks in Italia, Europa e Mediterraneo rispetto alla classica vacanza lunga.
L’Italia si mantiene al top tra le destinazioni più richieste dagli italiani: Sardegna, Emilia Romagna, Sicilia, Toscana, Campania, Puglia, Liguria e Trentino Alto Adige sono le regioni più scelte.
Le mete europee più richieste sono: le spiagge della Spagna e delle isole greche, Portogallo, la costa francese, la Corsica e la Croazia. Per il medio raggio si mantengono al top Egitto (Mar Rosso), Canarie, Marocco e Tunisia, mentre per il lungo raggio si confermano Maldive,
Seychelles e Carabi, con nessun cenno di ripresa del turismo sulla destinazione Messico seguite da Kenya, Zanzibar, Stati Uniti e Mauritius.
Per quanto riguarda i voli, l’occupazione media si attesta al 62% sulle rotte intercontinentali in partenza dagli hub di Milano e Roma per Bangkok, Singapore e New York. Destinazioni in Medio Oriente come Dubai, Abu Dhabi e Doha rafforzano la loro posizione quale porta d’accesso al Sud Est Asiatico, Asia-Pacifico, alle isole dell’Oceano Indiano ed al continente sud africano.
I voli nazionali, dai principali aeroporti del nord e centro Italia per le isole, registrano un’occupazione di circa il 92% e in alcune date di agosto si registra anche il raddoppio delle frequenze su alcune rotte.
Per tutta la stagione estiva l’attività charter si mantiene sostenuta e vede come principali destinazioni: Maldive, Cuba, Brasile, Sharm el Sheikh, le principali isole della Grecia, Djerba, le Baleari e le Canarie, mentre restano sospesi i collegamenti “non-stop” tra Italia e Messico.
I viaggiatori italiani e stranieri sembrano prediligere per la prossima stagione estiva strutture a 3 stelle o in alternativa appartamenti privati o residence. I Bed & Breakfast registrano un incremento di occupazione del 27% rispetto allo scorso anno specialmente in Umbria, Marche, Toscana e isole maggiori.
Il quadro fornito dal tasso di occupazione delle camere nelle strutture alberghiere è segnato da un calo generalizzato nel mese di giugno, intorno al -7,2%, e a questo calo si contrappone un incremento del +3,8% del tasso di occupazione delle strutture definite extralberghiere e su tutti gli alloggi in agriturismo. Si prevede inoltre che i viaggiatori limiteranno al massimo le spese “extra” in albergo riducendo pesantemente gli introiti alberghieri derivati dai servizi.
Si conferma la leadership del segmento crociere, specialmente nel Mediterraneo, Caraibi e Alaska e si mantiene stabile il turismo religioso che per i mesi estivi propone formule vacanza legate a pellegrinaggi nei luoghi di culto italiani, francesi, portoghesi, croati, in Israele e per i Monasteri della Bulgaria.
Si delineano inoltre nuovi segmenti di viaggio, nella fascia di età tra i 21 e 30 anni si assiste infatti ad una crescita esponenziale del “turismo solidale” con esperienze di vacanza e lavoro in aree a forte vocazione umanitaria, sociale e di sviluppo specialmente in Italia, Africa, Brasile, India e America Centrale.
19-06-2009 No Non ci sono ancora commenti / lascia il tuo
Chi da i numeri ?!?

Il turismo è materia che appassiona. E lo dice uno che è entrato nel settore solo tre anni fa e ne è rimasto affascinato e completamente conquistato. Però, come tutte le cose che appassionano, si rischia che se ne parli in troppi (e mi ci metto pure io, a scanso di equivoci…). Un po’ come la Nazionale di calcio di cui tutti ci sentiamo, sotto sotto, i veri Commissari Tecnici (senza prenderne lo stipendio, purtroppo…): cosa che produce all’incirca 50 Milioni di diverse formazioni ogni volta che i nostri “eroi” in maglia azzurra scendono in campo.
Ma torniamo al turismo. Essendo materia appassionante e molto ampia, ogni giorno nascono osservatori che lo analizzano, lo vivisezionano, lo descrivono. Va bene tutto. Ci sta tutto.
Mi chiedo, però, come nascano certe previsioni di natura assolutamente contraria. Qualche giorno fa, per esempio, Il Sole 24 Ore se ne è uscito con un articolo che sprizzava ottimismo da ogni carattere tipografico dal titolo inequivocabile: “Pasqua, verso il tutto esaurito“. Ripeto: ci sta tutto. Anche che, in periodi bui e grigi come questi, ci si possa entusiasmare anche per una crescita dei preventivi (sic !) del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Peccato che una fonte altrettanto autorevole sostenga che ad oggi siamo ancora ai preventivi e dalle conferme di questi ultimi dipenderà il giudizio sul break Pasquale.
E’ importante dare un quadro completo dell’andamento del settore. Soprattutto se consideriamo le ricadute sul Sistema Paese. Qui stiamo parlando di un settore che sta veramente soffrendo. Lavoro in un’Azienda che ha il privilegio di essere il cuore tecnologico di molti Operatori del Turismo: e non si possono non guardare i dati. E i dati sono, ad esempio, che le prenotazioni aeree effettuate presso Agenzie di Viaggio e Tour Operator sono calate, nei primi mesi dell’anno, del 14.5% rispetto al 2008. Che gli hotel, soprattutto quelli delle Città d’Arte, tra le Cash cow del settore turistico nostrano, sono costretti a inventarsi promozioni per mantenere livelli di occupazione sufficienti. Ma spesso a scapito delle tariffe medie giornaliere. Che le Agenzie di Viaggio scontano una riduzione della spesa viaggi dei consumatori e una stretta sempre maggiore sulle commissioni da parte dei provider. Che le Società specializzate in Business Travel (le cosidette Travel management Company) sono penalizzate dai tagli delle spese per viaggi d’affari e incenitve che, in alcune Aziende, arrivano anche al 60/70%.
Dico questo perchè dobbiamo guardare in faccia la realtà: questo è un settore che può (e deve) essere trainante per il nostro Paese. Ma che sta soffrendo, come tanti altri settori, del momento congiunturale negativo. Dare messaggi eccessivamente ottimistici, aggrappandosi a qualche notizia positiva sparsa qua e là, potrebbe far calare ulteriormente l’attenzione già non eccessiva (eufemismo…) che il settore Pubblico dedica al turismo e a chi ci lavora. Questo non vuol dire abbandonare l’ottimismo e la voglia di essere propositivi. Però alla luce di un costante realismo.
23-03-2009 2 Commenti / lascia il tuo
Non ci resta che piangere?
L’Italia è ritenuta, da più parti, “il Paese più bello del mondo”. Ma lo è davvero?
Le alte quote delle Alpi con gli imponenti ghiacciai, ma anche il mare cristallino che lambisce le spiagge accecanti delle isole del Sud, farebbero pensare di sì.
E anche la nostra storia millenaria, madre di tante e tali civiltà, il cui segno indelebile ancora oggi traspare nelle costruzioni, negli edifici, nei monumenti che punteggiano lo Stivale, farebbero pensare di sì.
E vogliamo trascurare i sapori della nostra cucina, così creativa e così unica, che stupiscono il palato per singolarità, originalità, audacia se solo “sconfini” da una regione all’altra?
Alla luce di tutto ciò, l’indice di gradimento dell’Italia dovrebbe toccare valori assoluti. Giusto?
Perché allora la quota di arrivi totali nel nostro Paese è passata dal 6,8% del 1995 al 4,9% del 2006 e l’Organizzazione Mondiale del Turismo registra un tasso medio degli arrivi pari al -0,4% negli anni 2000-2006 (contro il +3,4% della Spagna, il +8% della Cina e, addirittura, il +11,9% della Turchia)?
Perché siamo al 9° posto tra i primi 10 Paesi per quanto riguarda il CAGR delle entrate valutarie (-1,7% nel periodo 1995 – 2006) e al 28° posto per attrattività e competitività, come rileva il World Economic Forum quest’anno?
Perché l’Italia si colloca al 173° posto su 176 Paesi considerati in quanto a potenziale di crescita nel turismo (World Travel Tourism Council, sempre quest’anno)?
Non ci resta che piangere, quindi?
Può darsi, ma noi non accettiamo una soluzione simile.
Perché siamo convinti che nel Turismo sia scoccata veramente l’ora della svolta. Non possiamo più permetterci di aspettare, di sperare che i turisti vengano in Italia da soli, perché questo è “il Paese più bello del mondo”. Lo è, certamente. Ma purtroppo non tutti se ne accorgono.
A noi il compito di evitare che questo continui ad accadere.
17-04-2008 4 Commenti / lascia il tuo


