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Italia? Motore della legislazione turistica comunitaria

Ogni tanto il nostro nome all’estero riecheggia per buoni motivi.

È a Bruxelles che Antonio Barreca, responsabile degli Affari Europei di Federturismo Confindustria, fa il punto sull’evoluzione della legislazione turistica comunitaria.  Il CESE, Comitato Economico e Sociale Europeo, ha infattti allo studio una legge-quadro europea per il turismo.

E viene fuori che l’Italia è il Paese che più sta scrivendo la politica europea del turismo al momento. Barreca ha sottolineato come l’Italia sia in una posizione di vantaggio senza precedenti in sede comunitaria: le iniziative in programma sono numerosissime, anche grazie al grande contributo proprio di Federturismo Confindustria che è il referente ufficiale nazionale sia in Commissione Europea che nel Parlamento europeo.

Tra le iniziative eventuali, l’istituzione di una carta dei servizi e di un Marchio di Qualità del turismo europei e una promozione mirata di pacchetti per grandi eventi come l’Expo.

Riusciremo a concretizzare questi propositi?

Piccolo Spazio Pubblicita

Chiedo scusa all’immenso Vasco se rubo una frase di “Bollicine”, ma dovevo per forza trovare un titolo adatto a questa televendita. Non entro (non è questa la sede e ci sono tantissime persone più indicate di me per farlo …) in discussioni politiche. Nè in considerazioni legate all’efficacia dei messaggi pubblicitari (e dei testimonial …).

Ricordo solamente, come ha già fatto Davide Rosi , che il tempo della ricreazione è finito. Non si rivitalizza un settore in grave crisi a suon di proclami che tutto va bene e di spot televisivi non inseriti in una logica di programmazione a medio termine. E’ ora di dare una politica industriale al settore del Turismo. E a tutto il Paese.

Federalberghi: si tirano le somme dei primi mesi del 2011

Scoraggiante il comunicato diffuso da Federalberghi sulla situazione turistica dei primi due mesi del 2011.

Non è stata certo una sorpresa leggere che le statistiche mostrano dati in negativo. Forse la sorpresa è solo per chi continua a sciorinare dati ottimisti senza connessione con la realtà.

Le presenze negli alberghi calcolate tra gennaio e febbraio segnano il -0,6%. 

Si registra infatti un +3,3% di presenze per il mese di gennaio ed il -4,4% di presenze a febbraio.

Come se non bastasse, il termometro dell’occupazione nel turismo segna una media sotto zero dell’1,2% (per la precisione -2,4% per i contratti a tempo indeterminato e +1,6 per quelli a tempo determinato).

Questo weekend, il 19 marzo a Firenze a Palazzo Vecchio, si è svolta la 61esima assemblea della Federalberghi. Tema centrale del convegno: “Turismo, quale federalismo per lo sviluppo”, che tocca un tasto dolente dell’organizzazione turistica italiana.

Spero di potervi far avere al più presto un post con un racconto dettagliato, ma, volendo oggi riassumere, si può dire che Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, non è certo ottimista.

Commenta infatti amareggiato: “Leggere che le presenze alberghiere sono diminuite dello 0,6% nei primi due mesi dell’anno (rispetto ai primi due mesi del 2010) significa che tutte le tipologie turistiche attualmente in ‘funzione’ (località montane, località termali, città d’arte e città d’affari) hanno perso sia in arrivi sia in pernottamenti.”

Eppure le tariffe rimangono le stesse, se non in calo, rispetto al carovita scatenato dalla crisi dei Paesi del nord Africa (si parla di un aumento delle tariffe dello 0,5% rispetto a un aumento del carovita del 2,1%).

Cosa si può fare per combattere la crisi? Stiamo attraversando un periodo difficile da troppo tempo e serve una scossa che muova il sistema e, soprattutto, ribalti i numeri presentati da Federalberghi.

Abbiamo così tanto, perchè non riusciamo a comunicarlo?

Buon compleanno Italia (unita)!

Oggi si festeggiano i 150 anni dell’Unità d’Italia.

In occasione della celebrazione sono tanti gli eventi organizzati: a Quarto, quartiere di Genova, partì Garibaldi con i Mille nel 5 maggio 1860. Troverete iniziative speciali all’acquario di Genova e ai Musei di Strada Nuova.

A Gaeta, dove nel 13 febbraio del 1861 viene issata la bandiera tricolore, è stato organizzato un tour della Riviera (Sperlonga, Formia e Minturno). A Roma ci sarà l’inaugurazione del Parco  degli Eroi al Gianicolo, la visita al nuovo Museo di Porta San Pancrazio e la Notte tricolore (anche a Torino e Firenze, con eventi notturni nelle piazze principali), mentre a Milano aprirà al pubblico lo spazio “Cattedrale” della Fabbrica del Vapore – per la creatività giovanile – e la mostra su Napoleone.

Anche il Fai ha dedicato 150 beni al 150enario del Tricolore, visitabili, insieme a molti altri in tutt’Italia, il weekend del 26 e 27 marzo, la Giornata Fai di Primavera. Purtroppo, compleanni a parte, c’è poco da festeggiare. La salvaguardia della nostra cultura è infatti in pericolo: il Ministero per i beni culturali ha recentemente annunciato tagli del 10%.

Ed è proprio forse per mettere l’accento sul nostro patrimonio, e su quanto vada protetto, che quest’anno si potranno visitare 660 beni, tra i quali il Palazzo del Quirinale a Roma, la grande Sala settecentesca del Tricolore a Reggio Emilia, dove venne adottato il vessillo nei tre colori verde, bianco, rosso assunti nel 1848 come bandiera nazionale.

Parlando di quello che abbiamo da offrire, però, va sicuramente riportato l’intervento dei presidenti di Fiavet  Toscana, Andrea Donati, e della Federalberghi regionale, Paolo Corchia. Nonostante le critiche e le problematiche sollevate da molti per questa festa nazionale,infatti, è vero, come affermano loro stessi, che questo weekend sarà un’ottima opportunità per il turismo. Tanti i visitatori previsti in visita alle città d’arte in questo weekend lungo.

Anche il turismo è un settore che porta guadagni, che contribuisce al Pil e alla stabilità del Paese e bisogna quindi portare un po’ d’ottimismo, forse, riguardo a questa iniziativa che tanto è stata discussa.

Voi cosa ne pensate?

No alle cinque stelle dalla Gran Bretagna

Il blog Tnooz  riporta che il Governo inglese ha dichiarato la pubblicazione di un report sulla politica del turismo nel quale si svilupperà la proposta di eliminazione del sistema di classificazione su cinque stelle degli hotel.

Sarebbe una svolta molto importante data l’efficacia di sistemi di classificazione creati dalla clientela stessa e quindi percepiti come più affidabili dai turisti, come TripAdvisor.

Se questo provvedimento dovesse davvero passare, creerà non poco scompiglio: sicuramente ci sarà chi è contro l’eliminazione di un sistema ufficiale che garantiva comunque una certa coerenza di standard.

Dall’altro lato bisognerà trovare un’alternativa valida (TripAdvisor rimane solo un esempio) che valuti e spieghi alla clientela i benefit di una permanenza in un albergo piuttosto che un altro.

Si potrà arrivare ad un giusto compromesso? E soprattutto, quale potrebbe essere? Avete idee?

Non siamo un Paese … per Giovani !!!

Piccola considerazione del Martedì.

Oggi è stata ufficializzata la nomina di Mario Pescante a Presidente del Comitato Promotore per la candidatura di Roma all’organizzazione delle  Olimpiadi 2020. Uomo di grande esperienza e sportivo. Su questo nessun dubbio. Però, senza entrare nel merito della scelta (sulla quale non ho nessun tipo di competenza), questa decisione mi ha spinto ad una riflessione che vorrei condividere con voi. Mario Pescante è nato nel 1938. Il suo “concorrente” per questa nomina è stato Luca Cordero di Montezemolo (classe 1947). Auguro lunghissima vita e grande salute ad entrambi. Tuttavia mi sembra normale chiedersi perchè questo Paese non riesca proprio mai ad esprimere un (o, meglio ancora, una) giovane per lanciarsi in qualsiasi progetto innovativo. Nemmeno la presentazione di Sanremo (Gianni Morandi da Monghidoro, classe 1944) …

Per fortuna ci sono i Cybernonni con cui consolarsi …

La crisi politica in Egitto danneggia il turismo

È di pochi giorni fa l’annuncio della Farnesina che sconsiglia viaggi in Egitto compreso il Mar Rosso.

Uno scenario complesso, quello di questi giorni, che vede da una parte una carenza di protezione da parte delle forze dell’ordine e dall’altra un’altissima presenza di cittadini europei. Se ne contano 15.500 circa in Egitto. 

“Nei giorni scorsi – dichiara Maria Concetta Patti, Presidente di Federviaggio-Confturismo – abbiamo stimato in oltre 2.000 unità il numero delle imprese a rischio nel brevissimo periodo e in circa 20.000 i contratti di lavoro che, di conseguenza, non verrebbero rinnovati o per i quali si aprirebbe la via della mobilità”.

La domanda chiave per quanto riguarda il punto di vista turistico-economico (lungi da me affrontare quello politico, che richiederebbe mesi di approfondimento) è: quanto terreno sta perdendo l’Egitto nei confronti del turismo e quanto è grande la perdita dell’Egitto rispetto alle entrate economiche nel Paese dovute al turismo?   

La risposta è immediata: immensa.  

Questa non è la prima volta, per gli egiziani: nel 1997 un attentato terroristico a Luxor uccise 58 turisti e 4 egiziani, provocando grandi danni al turismo nel Paese che però da allora ha mantenuto i suoi introiti (grazie al turismo) pressochè stabili fino ad oggi: nel 2009 l’Egitto ha visto 12 milioni e mezzo di turisti che hanno portato ricavi pari a quasi undici miliardi di dollari, senza contare i posti di lavoro creati dall’industria (si conta che il turismo copra il 10% del tasso di occupazione della nazione).  

In seguito alle rivolte di questi giorni, però, molti turisti hanno lasciato l’Egitto o cancellato le vacanze già prenotate da tempo. Non è possibile prelevare denaro dai Bancomat da giorni. E gli unici stranieri a volare da e al Cairo sono adesso i giornalisti (e anche loro con mille paure e timori).  

Il Daily Finance sostiene che l’economia egiziana ha perso almeno tre miliardi di dollari in seguito a questa crisi politica.  

I ricavi nel settore del turismo, che nel 2010 ha rappresentato il 6% del prodotto interno lordo, potrebbero ritornare ai livelli registrati prima del 2004, e cioè sotto i cinque miliardi di dollari.  

Anche il Guardian riporta le parole del nuovo vicepresidente Omar Suleiman che ha affermato che il costo reale di questa crisi politica è la perdita di 1 miliardo di dollari di ricavi per quanto riguarda il mondo del turismo.  

Solo per quanto riguarda il volume delle transazioni economiche Italia-Egitto verranno a mancare settimanalmente, a causa di questa crisi, 8 milioni di Euro ma si conta che dalla metà di febbraio il gap fra fatturati settimanali previsti e quelli realizzati sarà destinato a crescere ad un ritmo del 25% al mese, man mano che si avvicina la stagione primaverile ed estiva.

Come si evolverà la situazione? Quanto ci vorrà perchè l’Egitto possa recuperare il suo status privilegiato nel mondo del turismo? 

E, soprattutto, guardando al nostro Paese, come reggerà la nostra filiera turistica (Tour Operator, compagnie di Charter, Agenzie di Viaggio, etc.) già provata da due anni di crisi, alla mancanza di fatturato originato da un Paese che, per molti Tour Operator, rappresenta una parte consistente delle vendite e, fino all’altro ieri, un’isola felice del turismo di massa ?!?

Non è per dire “l’avevo detto” …

… anche perchè odio quando lo dicono a me !!!

Il titolo, tuttavia, mi è venuto spontaneo leggendo il graffiante articolo della grande coppia Rizzo/Stella sul Corriere della Sera di oggi (Pag.25) o qui nella versione on-line. Titolo più che eloquente: Se l’Italia distrugge la bellezza (e il Turismo). Lascio a voi la lettura.

Cito solo, per richiamare un mio vecchio post del Luglio 2008 (sarà l’età che porta ad essere autoreferenziali ?!?), i dati sconfortanti che questo Paese, che sfoggia “il 50%, 60%, 70% del patrimonio culturale mondiale”, mostra nello sfruttamento turistico dei suoi 45 siti Unesco (siamo il Paese leader in numero di siti). Fatta 100 l’Italia, il Brasile infatti vale 130 (con quasi un terzo dei siti), la Germania 184, la Francia 190 e la Cina vale 270.

Stiamo diventando sempre più bravi ad essere in testa nelle classifiche lette al rovescio …

Tassa di soggiorno? La Federalberghi protesta

Notizia degli ultimi giorni: il Consiglio Direttivo della Federalberghi-Confturismo ha espresso in questi giorni disaccordo sull’eventuale introduzione della tassa di soggiorno all’interno del decreto sul federalismo fiscale municipale.
La reazione? Protesta immediata.
E, qualora dovesse essere confermata questa misura, il rifiuto delle prenotazioni dei turisti italiani e stranieri per il 17 marzo (giorno che celebra l’Unità d’Italia) da parte dei 34 mila alberghi italiani, con un conseguente perdita – diretta e indiretta – di 100 milioni di euro di introito.

Sul sito di Federalberghi le parole del Presidente, Bernabò Bocca: leggi.

La Federalberghi-Confturismo riuscirà ad avere l’attenzione e l’aiuto del Governo e del Parlamento, dopo questi difficili anni di crisi?

Virtuali, ma non troppo …

ENIT ha presentato la scorsa settimana, alla presenza di Matteo Marzotto e del Ministro Brambilla, l’iniziativa “Virtual Travel Market”. Si tratta de ”la prima fiera virtuale “business to business” per la promozione della Destinazione Italia sui mercati internazionali“.

Due veloci considerazioni:

  • come si fa a gestire una Fiera Virtuale tenendola aperta solo 22 giorni all’anno ? Mi sembrava di aver capito che uno dei vantaggi del Web fosse quello di essere visibili 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno …
  • il concetto non è propriamente una grossa novità. Già nel 2000 SMAU aveva provato, senza successo, a dotarsi di una “Fiera” virtuale (peraltro, aperta 24×365).

E due conclusioni:

  • che senso ha fare una Fiera virtuale ?!? Mi sembra che i casi di successo su Internet dimostrino abbondantemente che, sul Web, non è sufficiente riproporre idee e schemi consolidati limitandosi a renderli “digitali”. Un medium nuovo richiede un linguaggio e schemi mentali nuovi.
  • ma, soprattutto, non ci si rende conto che il virtual travel market esiste già ???
    E’ nato il 6 Giugno 1991, è cresciuto molto velocemente (“gli anni passano, i figli crescono e le mamme imbiancano”, come cantava Gino Latilla …), gode di grandissimo successo e di ottima salute: si chiama World Wide Web !!!
    E, guarda un po’, è aperto sempre …