Si è recentemente tenuto a Londra l’Ipv6 World Forum, dove si è discusso del futuro di internet, al quale lo spazio virtuale inizia a stare stretto.
Perchè?
Sempre più accessori tecnologici accedono ad internet ogni giorno: pc, smartphone, server aziendali e non. Ma lo spazio disponibile, ovvero il numero di indirizzi utilizzabile, non è infinito come potrebbe sembrare.
Al momento il protocollo utilizzato da internet si chiama Ipv4 e ha una capacità di 4,3 miliardi di indirizzi. Ad oggi, nel mondo, quelli attivati sono 3,8 miliardi, il 40% di questi negli Usa – logico, se si pensa agli head quarter dei giganti Apple e e Ibm e la presenza sul territorio del Mit, il Massachussetts Institute Technology.
Non si deve essere dei laureati in matematica per capire che manca poco all’esaurimento di tutto lo spazio a disposizione, anche se è curioso notare la distribuzione geografica del fabbisogno: in alcune aree gli indirizzi restano inutilizzati, mentre in altre la domanda è di molto superiore all’offerta (paesi come l’India o la Cina hanno moltissimi utenti ma in proporzione pochi indirizzi).
Cosa fare, dunque?
Si sta testando proprio in questi giorni il protocollo Ipv6, dove potenzialmente potrebbero essere indirizzati tutti gli indirizzi (non c’è altro modo di spiegarlo se non utilizzando questa ridondanza) del protocollo Ipv4. Il nuovo sostituto infatti avrà una capacità di 340 milioni di miliardi.
Questo permetterà in teoria un utilizzo della rete massiccio e funzionale, ma le sperimentazioni in corso in questi giorni hanno portato alla luce problematiche che devono essere risolte prima del passaggio (incompatibilità di un sito con il nuovo protocollo a causa di bug e così via).
L’aspetto positivo di questo nuovo protocollo è che le minacce di “hackeraggio” basate sulla rete si propagheranno con molta più difficoltà: gli hacker dovranno perciò adattare il malware per renderlo efficace nel nuovo panorama degli indirizzi fornito dal protocollo IPv6.
Riassumendo, dunque, la transizione dal protocollo IPv4 all’IPv6 è d’obbligo, ma lo è anche pensare a soluzioni di sicurezza che “coprano” diversi tipi di minacce.
Uomo avvisato…