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App e geolocalizzazione: nuovo trend turistico?

Possono i nuovi device tecnologici – smartphone, tablet, notebook di ultima generazione, GPS – aiutare il turismo a soddisfare i bisogni del consumatore e allo stesso tempo differenziare maggiormente l’offerta?

Pare di sì.

Come? Le organizzazioni turistiche – soprattutto i tour operator – devono essere disposte ad investire oculatamente nelle App da mettere a disposizione ai clienti (anche per conto di piccoli hotel, B&B che vogliono essere presenti su queste piattaforme, ma non dispongono di budget sufficienti per crearli da sè).

Questo perchè il mondo mobile potrebbe aprire le porte a nuovi servizi per il cliente basati su dove si trova al momento.

I GPS per la geolocalizzazione forniscono infatti diverse possibilità di agire sul “ciclo di vita” del viaggio, addirittura quando il cliente sta già recandosi verso la destinazione.

Prenotazione, shopping, acquisto di extra: c’è molto da fare e da inventare.

John Locke, autore digitale record

È il sogno di tutti i giovani (in senso professionale) scrittori: una piattaforma dove far conoscere la propria opera senza dover rincorrere gli editori.

John Locke, usando il Kindle Direct Publishing (sistema di pubblicazione ebook è di Amazon), è riuscito ad entrare nel Kindle Million Club, il circolo esclusivo di autori che hanno superato il milione di libri digitali venduti (nell’arco di cinque mesi!).

60 anni, americano, un passato da assicuratore, John è il primo autore indipendente ad aver venduto un milione di libri digitali (o ebook).

Bella la concezione di un mondo editoriale dove l’autore viene per primo, dove ci si può autopromuovere senza venire additati come dilettanti, dove è possibile farsi conoscere anche se non si hanno “i contatti giusti”.

Io sono un lettore tradizionale e legato alla carta… Apprezzo sempre chi sa cogliere le occasioni che il mondo digitale mette a disposizione. E voi che lettori siete?

Tecnologia in viaggio: come fare attenzione

Che gioia, grazie alla nuova tecologia, poter lavorare ovunque. Grazie ad I-Phone, netbook, I-Pad e quant’altro possiamo infatti portare il nostro lavoro – e la nostra famiglia – con noi anche quando viaggiamo. 

Ma siamo sicuri di essere sicuri? Questi mezzi tecnologici ci rendono in realtà maggiormente vulnerabili agli hackers, come ci fa sapere il New York Times in un recente articolo. 

Da una ricerca pubblicata pochi giorni fa dalla Symatec Corporation, un provider anti virus, si evince che il rischio di frodi, quando si viaggia con mezzi tecnologici, aumenta.

Perchè? Perchè spesso ci si dimentica di essere in ambienti pubblici più esposti e si rendono – involontariamente – pubbliche informazioni personali.

Mai usare, dunque, gli internet cafè per acquisti o condivisione di dati personali e mai lasciare i pass aerei nella spazzatura (come molti che conosco fanno).

E possibilmente leggere il materiale di lavoro su cartaceo, almeno quello più riservato, quando si è in giro, perchè a computer acceso, nonostante si stia guardando un sito che non ha nulla a che vedere con informazioni di sicurezza o password, qualcuno potrebbe entrare nel nostro desktop.

La prudenza non è mai troppa…

Ristoranti e mondo online

La ristorazione è un business che deve parlare anche la lingua del web: secondo una ricerca della Coldiretti il campo dell’enogastronomia vale cinque miliardi ed è l’unico non zoppicante (anzi, in crescita) in questo periodo di lunga crisi. Non solo: sempre secondo la ricerca, è il vero motore che spinge i turisti alla vacanza made in Italy.

E qui non c’è stupirsi: l’Italia conta ben 221 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e ben 4.511 specialità tradizionali censite dalle regioni. 

Comunichiamoli, allora, questi valori, nell’unico modo possibile per far sì che arrivino a chi è lontano, per invogliarlo a toccare con mano la nostra cultura enogastronomica: con il web.

Facciamo “vivere” i ristoranti anche a distanza, con video, ricette, sconti, offerte offerte sui siti dedicati, facebook e twitter.

Risparmiare? Si può, con i gruppo d’acquisto.

Dopo i social media, la novità del 2010 sono stati i gruppi d’acquisto. Cosa sono?

Siti internet ai quali la gente si iscrive per trovare – e approffitare di – sconti notevoli su beni e servizi, in particolar modo sulle categorie che riguardano la ristorazione, il benessere, lo sport, l’intrattenimento e il turismo.

 Groupon, la prima società che ha sviluppato questo tipo di business, ha fatto furore e oggi detiene la leadership seguito da Groupalia, Giamoo, Letsbonus e altri.

 La prima svolta, come si evince dalla ricerca pubblicata dalla Nielsen, è stata registrata il luglio scorso, con visite sui siti in questione che per Groupon in agosto hanno raggiunto quasi 2 milioni di utenti.

Il fatto che questi sistemi di acquisto agevolato online funzionino è testimoniato anche da una ricerca di Nielsen sugli ultimi 6 mesi del 2010, effettuata con il servizio BuzzMetrics: il passaparola in rete ha generato  oltre 2 mila messaggi sul sito di Groupon!

Io la trovo una bella iniziativa, specialmente in tempo di crisi, che abbina il risparmio ad un’opera di marketing online mirata.

E voi? Vi fidate dei gruppi d’acquisto? A che siti vi siete iscritti e come vi siete trovati?

Virtuali, ma non troppo …

ENIT ha presentato la scorsa settimana, alla presenza di Matteo Marzotto e del Ministro Brambilla, l’iniziativa “Virtual Travel Market”. Si tratta de ”la prima fiera virtuale “business to business” per la promozione della Destinazione Italia sui mercati internazionali“.

Due veloci considerazioni:

  • come si fa a gestire una Fiera Virtuale tenendola aperta solo 22 giorni all’anno ? Mi sembrava di aver capito che uno dei vantaggi del Web fosse quello di essere visibili 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno …
  • il concetto non è propriamente una grossa novità. Già nel 2000 SMAU aveva provato, senza successo, a dotarsi di una “Fiera” virtuale (peraltro, aperta 24×365).

E due conclusioni:

  • che senso ha fare una Fiera virtuale ?!? Mi sembra che i casi di successo su Internet dimostrino abbondantemente che, sul Web, non è sufficiente riproporre idee e schemi consolidati limitandosi a renderli “digitali”. Un medium nuovo richiede un linguaggio e schemi mentali nuovi.
  • ma, soprattutto, non ci si rende conto che il virtual travel market esiste già ???
    E’ nato il 6 Giugno 1991, è cresciuto molto velocemente (“gli anni passano, i figli crescono e le mamme imbiancano”, come cantava Gino Latilla …), gode di grandissimo successo e di ottima salute: si chiama World Wide Web !!!
    E, guarda un po’, è aperto sempre …

Off Off Line

Approfitto di IAB Forum, oggi in corso, per introdurre una news che sicuramente non sorprenderà gli addetti ai lavori del mondo digital.

In termini di PIL, Internet potrebbe superare il settore finanziario entro il 2015. Cioè dopodomani. La notizia è ghiotta e stilata da una fonte autorevole come la Boston Consulting Group.

Insomma, c’è un bel mare in cui pescare soprattutto in tempi di magra come l’attuale. UK ha dichiarato battaglia al digital divide e certamente lo scopo non è filantropico, ma dettato dai numeri prodotti da tutte quelle PMI che hanno investito nell’online e hanno così diversificato/ampliato i profitti.

In termini di ecommerce, purtroppo, l’OCSE posiziona l’Italia al penultimo posto. E qui mi ricollego a IAB che, 1 anno dopo, ancora si ritrova a parlare della questione Banda Larga, tutt’ora missing per la stragrande maggioranza degli italiani.

Wired si fa promotore di “Sveglia Italia”, campagna bella e  – prevedo – sorprendentemente di successo come quella per il Nobel a Internet.

Tuttavia… tuttavia le istituzioni latitano e non può più essere per cecità nei confronti del presente. L’immobilismo di cui ha parlato la Marcegaglia passa anche da qui. Non stiamo scherzando. Non stiamo parlando di un gioco per smanettoni.

Mi sale la rabbia. Scusate!

PhoCusWright sull’Online in Italia

Segnalo l’intervista di Maria Tuttocuore, Analista di PhoCusWright per l’Italia. Maria fa il punto sullo stato dell’online nel comparto turistico Italiano.
La conferma di molte cose discusse anche su questo Blog con dati aggiornati.

Aggiungo solamente un paio di commenti:

  • quando pensiamo all’Online in Italia, non dimentichiamo (come sottolinea Maria) che parte di quello che transita sui siti delle OTA viene generato da Agenzie di Viaggio tradizionali che trovano più conveniente (economicamente, in termini di tempo, facilità, completezza di contenuto o altro) utilizzare questo canale rispetto ad altri;
  • andrebbe valutato anche il volume di business generato Online direttamente dai Provider: sempre più, infatti, la disintermediazione sta impattando alcune delle componenti dell’Industria dei Viaggie  Turismo (trasporti aerei e ferroviari, in primis).

Mourinho e la Rete

Alcuni avvenimenti / notizie di questi giorni fanno intravedere che si sta formando quella che Mourinho (di cui ammetto fin d’ora di essere un grande sostenitore…) definirebbe un’aria un pò strana attorno ad Internet ed alla sua evoluzione verso il Mobile.

  • Da un lato, i vari provvedimenti legislativi che si stanno studiando che provocherebbero danni allo sviluppo di Internet. Ne cito due giusto ad esempio. In casa nostra il cosidetto Decreto Romani sta suscitando grossi dubbi, soprattutto per il fatto che viene visto come un filtro troppo generalizzato e buorocratico alla Rete. In casa dei nostri vicini Francesi, l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea contro una legge che prevede una tassa che i Provider (ISP) devono pagare per sostenere il settore televisivo in crisi, come riferisce bene Punto Informatico
  • Dall’altro una notizia che mi ha fatto pensare, per un attimo, di essere finito nel “1400 quasi 1500” di “Non ci resta che Piangere”. La notizia, letta su Il Corriere della Sera, svela che la Commissione Europea sta pensando a come regolare l’e-commerce ed evitare le truffe on-line. Fin qui, nulla di male: garantire la sicurezza di chi acquista sul Web non può far altro che da acceleratore della crescita del business on-line. Peccato che quello che sembra si stia pensando a Bruxelles sia di tutt’altro tenore: udite udite, si sta considerando, tra le varie ipotesi, di rendere obbligatorio, per chi volesse vendere on-line, l’approccio “Brick & Mortar”. Praticamente, costringere chi vuole commercializzare prodotti su Internet ad avere anche una certa percentuale di vendite realizzate attraverso negozi tradizionali. Forse di questa proposta non si farà assolutamente nulla. Ma già il fatto di averla pensata mi sembra a dir poco paradossale.
  • Da ultimo, una piccola digressione sul Mobile. Mesi fa ho acquistato con entusiasmo l’applicazione del Corriere della Sera per iPhone: molto bella e utile. Ora si scopre che, dopo aver pagato l’applicazione, bisogna anche pagare un abbonamento per poter leggere le notizie: ovverosia, si deve pagare per poterla utilizzare. E, ovviamente, questo non era assolutamente esplicitato al momento dell’acquisto dell’applicazione. Ora, sono assolutamente d’accordo sul diritto / dovere dei quotidiani di essere remunerati per la produzione e diffusione di notizie. Ma siamo sicuri che questa mossa sia stata una grande idea di marketing ?!?

Il Turista del futuro … prossimo

Come anticipato nel mio Post precedente, voglio condividere con voi una ricerca che approfondisce ed anticipa tre tendenze dominanti dell’Industria dei Viaggi e Turismo. Tendenze accelerate dalla congiuntura economico-finanziari che stiamo vivendo.

“Verso la fine degli anni ’90  i dottori iniziarono anotare un fenomeno curioso: sempre più spesso, i pazienti conoscevano la propria malattia quasi come i loro medici, senza avere alle spalle anni di studi universitari”. 

Prende inizio da questa constatazione la Ricerca intitolata “The Amateur-Expert Traveller” che, incrociando tendenze demografiche e sociologiche con la sottostante evoluzione tecnologica trainata dalla diffusione di Internet, approfondisce i trend che stanno caratterizzando l’evoluzione del settore:

  • la crescita del fenomeno del Viaggiatore appassionato ed esperto, quello che in altre ricerche viene presentato come il “Visitattore”;
  • la sempre più importante ricerca del Viaggio su Misura;
  • l’emergere deciso delle nicchie, piccole o grandi che siano, come sottolinea anche la teoria della LongTail.

Lo studio è stato affidato a David Barton Associates (DBA) ed è stato condotto con interviste approfondite a 30 opinion leader che operano nel settore del Turismo e provengono dai quattro angoli del Pianeta. L’indagine è stata, inoltre, integrata con 3.000 questionari completati da professionisti che operano in tutte le aree del mondo e nei diversi settori del Turismo e dei Viaggi.

La ricerca può essere scaricata qui.
Buona lettura !!!