Ancora su Italia.it: qualche nuova notizia
Questa mattina il Sottosegretario Michela Vittoria Brambilla ha partecipato al convegno SMAU su Tecnologie ed Hospitality. Come Amadeus eravamo presenti con il nostro Direttore Marketing.
Nel corso del suo intervento, mi è stato riferito che il Sottosegretario ha dato qualche informazione in più su quella che sembra essere la nuova seconda vita di Italia.it. Punti salienti di quello che sarà, in teoria, svelato nelle prossime settimane sono:
- il portale non sarà più solamente un sito statico di informazione
- sarà anche una piattaforma “promo/commerciale” (sic)
- sarà reso pubblico l’elenco dei fornitori scelti e delle spese sostenute
Sul primo punto: finalmente !
Sul secondo: sarebbe ora, anche se non più tardi di qualche settimana fa uno dei suoi più stretti collaboratori sosteneva con me che, dal punto di vista legale, il portale non può commercializzare nulla…
Sul terzo: trasparenza in questa vicenda ne serve veramente tanta…
Di più, ad oggi, non è dato sapere. Non si sa, per esempio, se ci sarà una parvenza di 2.0 nel portale. Ne’ come saranno allocati i fondi di cui si è vociferato negli scorsi giorni. Chi vivrà vedrà …



5 commenti
sembrano notizie positive e confortanti, speriamo che ci muova rapidamente in questo solco
sul secondo punto e riprendendo una vecchia discussione fra il ruolo del marketing vs. quello della vendita, a mio avviso, il portale dovrebbe informare e promuovere (entrare nel mercato dell’attenzione, come lo chiama Lupi) – ruolo istituzionale del marketing -
ma dovrebbe anche “coinvolgere”, cioè integrare, gli stakeholder della domanda (creando interesse, partecipazione) e dell’offerta (facilitandone l’accesso), creare valore fruibile ingaggiando l’industry – titolare, e responsabile, del processo di vendita -
[...] annuncio della nuova era del portale Italia.it. Dall’intervento del Sottosegretario Michela Vittoria Brambilla nel convegno SMAU dello scorso 18 Ottobre era parso capire ci fosse un imminente annuncio della [...]
Probabilmente se lo daranno di nuovo da gestire al settore pubblico, finirà male, lo devono dare al popolo, alla gente, agli italiani che utilizzano la rete, gli italiani che spiegano l’italia al mondo, un progetto del genere deve essere basato sui contenuti generati dal basso, e al massimo filtrati dal settore pubblico. In italia si parlava molto di fare squadra, uniti si vince, questa potrebbe essere un’opportunità, in questo caso si cambierebbe rotta, e le persone verrebbero premiate in denaro con pochi spiccioli per ogni contenuto inserito, i soldi investiti del portale andrebbero al popolo di internet che non potrebbe in questo modo che amare l’iniziativa e chi l’ha proposta. Fare invece come sempre, farà andare le cose come sempre …. tanti milioni di euro per non avere se tutto va bene nulla di nuovo.
Nico, innanzitutto benvenuto in quiesto “caffè”.
Sul tema Italia.it non hai ragione … hai SUPER-ragione (se si potesse utilizzare questo termine che farebbe rabbrividire gli Accademici della Crusca…). Anch’io sostengo da tanto tempo che Italia.it dovrebbe nascere dal basso. Ne parlai anche con l’ex Presidente dell’ENIT, Umberto Paolucci: nell’era del Web 2.0, mentre già si comincia a parlare del Web 3.0, investire (o, meglio, spendere) soldi in un portale classico può essere limitante.
Fabio
come si suol dire “quoto”! e straquoto la crescita dal basso del portale. Per varie ragioni: primo, si avviarebbe una accelerazione del processo evolutivo delle imprese (quella che è in grado di comunicare on line…vince). Secondo: questo avverrebbe anche per fiere, manifestazioni, mostre etc. Terzo si bypasserebbero i “filtri” previsti dal progetto originario e costituiti dalle redazioni regionali. Ora per le Regioni e per il mio rapporto con queste ultime…devo fare il diplomatico e dirò, convintamente, che ci sono delle eccezioni che confermano la regola che esse a volte perdono un po’ il punto di vista di consumatori e imprese. Va bene così? Quarto: sarebbe possibile valorizzare realmente le piccole realtà ed i prodotti di nicchia che costituiscono un valore aggiunto del “prodotto Italia”. Quarto bis: spesso le agenzie di viaggio sono i catalizzatori sul proprio territorio di tali prodotti di nicchia e di riscoperto delle peculiarietà delle proprie zone. the last bat not the least…
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