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	<title>Commenti a: Anche i migliori piangono</title>
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	<description>Conversazioni sul mondo e dintorni.</description>
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		<title>Di: Rosanna Lifonti</title>
		<link>http://www.tourismcafe.it/anche-i-migliori-piangono/comment-page-1/#comment-485</link>
		<dc:creator>Rosanna Lifonti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 09:21:51 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Fabio, sento l&#039;esigenza di un chiarimento. La mia voleva essere sì una provocazione ma entro certi limiti. Ovvero, visto che abbiamo capito che dal pubblico c&#039;è da aspettarsi ben poco, non resta che organizzarsi e partire con inziative e richieste su cui si sia già costruito un consenso. Perchè altrimenti, si sa &quot;nel lungo periodo siamo tutti morti&quot;. Ben lungi da me l&#039;idea di voler deresponsabilizzare il settore pubblico, anzi. Intendevo dire che solo iniziative che partano dal basso saranno in grado di mettere la Politica di fronte alle sue responsabilità nel Turismo. Perchè, intendiamoci, si parla di tante imprese piccole e medie, di tanti posti di lavoro ma anche del territorio che è un bene prezioso per ogni cittadino/consumatore. 
Ciao, Rosanna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fabio, sento l&#8217;esigenza di un chiarimento. La mia voleva essere sì una provocazione ma entro certi limiti. Ovvero, visto che abbiamo capito che dal pubblico c&#8217;è da aspettarsi ben poco, non resta che organizzarsi e partire con inziative e richieste su cui si sia già costruito un consenso. Perchè altrimenti, si sa &#8220;nel lungo periodo siamo tutti morti&#8221;. Ben lungi da me l&#8217;idea di voler deresponsabilizzare il settore pubblico, anzi. Intendevo dire che solo iniziative che partano dal basso saranno in grado di mettere la Politica di fronte alle sue responsabilità nel Turismo. Perchè, intendiamoci, si parla di tante imprese piccole e medie, di tanti posti di lavoro ma anche del territorio che è un bene prezioso per ogni cittadino/consumatore.<br />
Ciao, Rosanna</p>
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		<title>Di: Fabio Lazzerini</title>
		<link>http://www.tourismcafe.it/anche-i-migliori-piangono/comment-page-1/#comment-482</link>
		<dc:creator>Fabio Lazzerini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:49:35 +0000</pubDate>
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		<description>@Rosanna: capisco e accetto la tua provocazione. Sono sicuro che le iniziative devono partire dal privato. Specialmente nel Turismo. E specialmente nel Turismo in un Paese come il nostro che ha una ricchezza turistica inestimabile diffusa sul territorio. La Politica dovrebbe, quanto meno, proteggere e stimolare.
Ciao, Fabio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Rosanna: capisco e accetto la tua provocazione. Sono sicuro che le iniziative devono partire dal privato. Specialmente nel Turismo. E specialmente nel Turismo in un Paese come il nostro che ha una ricchezza turistica inestimabile diffusa sul territorio. La Politica dovrebbe, quanto meno, proteggere e stimolare.<br />
Ciao, Fabio</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Rosanna Lifonti</title>
		<link>http://www.tourismcafe.it/anche-i-migliori-piangono/comment-page-1/#comment-481</link>
		<dc:creator>Rosanna Lifonti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 06:49:39 +0000</pubDate>
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		<description>Ormai da anni i governi europei sostengono che le politiche di settore sono inopportune, ma di fatto si fanno lo stesso. In Italia si fa anche di peggio, visto che di fatto ripetutamente asistiamo al salvataggio di qualche gigante che il mercato non premia, &quot;too big to fail&quot; in senso politico . Mi verrebbe da dire che c&#039;è una privatizzazione dei profitti e una socializzazione delle perdite (vecchia accusa marxista): il mercato piace solo quando le cose vanno per il meglio. Le PMI, invece, orgoglio e punto di forza del nostro sistema economico, pare (alla politica) si debbano arrangiare. E quindi tanti settori, primo fra tutti quello del turismo, dove le strategie nazionali e gli stanziamenti di governo e quelli regionali non sono neppure lontanamente paragonabili a quelli degli altri paesi europei. Ma perchè stupirsi? Neppure avevamo un ministro del turismo. Ma siamo sicuri che sia così importante e necessario avere una politica per il turismo, nel nostro paese? Prima di tutto, chi dice che il pubblico abbia le conoscenza e le competenze necessarie? Inoltre, il nostro territorio è fortemente diversificato e le aziende che vi operano sono numerose e piccole. Io penso che le politiche del turismo abbiano in Italia un&#039;unica genesi possibile: devono nascere da iniziative bottom up e la costruzione del consenso è la carta vincente. Le iniziative politiche, dal portale nazionale alla valorizzazione dei singoli territori, devono nascere da iniziative pubblico-private, dove il pubblico ha un ruolo di coordinamento, il privato di indirizzo della policy, di organizzazione, di contenuto. Ma per dialogare con il pubblico, il privato deve prima coordinarsie e costruire proposte unitarie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai da anni i governi europei sostengono che le politiche di settore sono inopportune, ma di fatto si fanno lo stesso. In Italia si fa anche di peggio, visto che di fatto ripetutamente asistiamo al salvataggio di qualche gigante che il mercato non premia, &#8220;too big to fail&#8221; in senso politico . Mi verrebbe da dire che c&#8217;è una privatizzazione dei profitti e una socializzazione delle perdite (vecchia accusa marxista): il mercato piace solo quando le cose vanno per il meglio. Le PMI, invece, orgoglio e punto di forza del nostro sistema economico, pare (alla politica) si debbano arrangiare. E quindi tanti settori, primo fra tutti quello del turismo, dove le strategie nazionali e gli stanziamenti di governo e quelli regionali non sono neppure lontanamente paragonabili a quelli degli altri paesi europei. Ma perchè stupirsi? Neppure avevamo un ministro del turismo. Ma siamo sicuri che sia così importante e necessario avere una politica per il turismo, nel nostro paese? Prima di tutto, chi dice che il pubblico abbia le conoscenza e le competenze necessarie? Inoltre, il nostro territorio è fortemente diversificato e le aziende che vi operano sono numerose e piccole. Io penso che le politiche del turismo abbiano in Italia un&#8217;unica genesi possibile: devono nascere da iniziative bottom up e la costruzione del consenso è la carta vincente. Le iniziative politiche, dal portale nazionale alla valorizzazione dei singoli territori, devono nascere da iniziative pubblico-private, dove il pubblico ha un ruolo di coordinamento, il privato di indirizzo della policy, di organizzazione, di contenuto. Ma per dialogare con il pubblico, il privato deve prima coordinarsie e costruire proposte unitarie.</p>
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		<title>Di: Christian</title>
		<link>http://www.tourismcafe.it/anche-i-migliori-piangono/comment-page-1/#comment-480</link>
		<dc:creator>Christian</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 11:22:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.tourismcafe.it/?p=501#comment-480</guid>
		<description>Ciao Fabio, la tua considerazione mi ha immediatamente fatto tornare alla memoria l’interpretazione della “teoria della mano invisibile” di Adam Smith. Ossia quell’interpretazione che affibbierebbe alla “mano invisibile” il significato dell’assenza di interventi esterni atti a modificare le logiche del mercato, come condicio sine qua non di magnifici risultati del mercato stesso.\n\nIn realtà personalmente sono più incline ad assegnare alla teoria del buon Adam un significato metaforico/letterario piuttosto che macroeconomico, ma questo è sicuramente un altro discorso…\n\nOra, poiché anch’io come te grandissimo estimatore di Sergio Marchionne, uomo assolutamente poliedrico (laureato in legge ed in filosofia, che inizia come avvocato si trasforma in fiscalista e da chairman è capace di negoziare l’acquisto di Opel in pullover blu! Chapeau…) mi sento però di constatare il fatto che come la “mano invisibile” non fu assicurata e tutelata prima della crisi (derivati, subprime loans, ecc) così non sarebbe giusto attuare quelle stesse logiche oggi nel bel mezzo della crisi e/o domani alle soglie della sospirata exit strategy.\n\nCiò che però mi sentirei di enfatizzare è invece il concetto di sussidio: è corretto sostenere un’industry che vedrà sempre di più una concentrazione della produzione mondiale in mano a pochissime aziende?\n\nForse sì se la speranza è quella di essere il paese di una di queste poche elette; di essenziale importanza sarà però la capacità di comprendere l’impatto economico/sociale della disillusione, che da italiano spero avvenga fuori i muri domestici, ma che da persona razionale so che tale fortunato evento non ci preserverebbe comunque da una nuova crisi 2.0 con un ennesimo impatto sul turismo &amp; Co.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Fabio, la tua considerazione mi ha immediatamente fatto tornare alla memoria l’interpretazione della “teoria della mano invisibile” di Adam Smith. Ossia quell’interpretazione che affibbierebbe alla “mano invisibile” il significato dell’assenza di interventi esterni atti a modificare le logiche del mercato, come condicio sine qua non di magnifici risultati del mercato stesso.\n\nIn realtà personalmente sono più incline ad assegnare alla teoria del buon Adam un significato metaforico/letterario piuttosto che macroeconomico, ma questo è sicuramente un altro discorso…\n\nOra, poiché anch’io come te grandissimo estimatore di Sergio Marchionne, uomo assolutamente poliedrico (laureato in legge ed in filosofia, che inizia come avvocato si trasforma in fiscalista e da chairman è capace di negoziare l’acquisto di Opel in pullover blu! Chapeau…) mi sento però di constatare il fatto che come la “mano invisibile” non fu assicurata e tutelata prima della crisi (derivati, subprime loans, ecc) così non sarebbe giusto attuare quelle stesse logiche oggi nel bel mezzo della crisi e/o domani alle soglie della sospirata exit strategy.\n\nCiò che però mi sentirei di enfatizzare è invece il concetto di sussidio: è corretto sostenere un’industry che vedrà sempre di più una concentrazione della produzione mondiale in mano a pochissime aziende?\n\nForse sì se la speranza è quella di essere il paese di una di queste poche elette; di essenziale importanza sarà però la capacità di comprendere l’impatto economico/sociale della disillusione, che da italiano spero avvenga fuori i muri domestici, ma che da persona razionale so che tale fortunato evento non ci preserverebbe comunque da una nuova crisi 2.0 con un ennesimo impatto sul turismo &#038; Co.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gianni</title>
		<link>http://www.tourismcafe.it/anche-i-migliori-piangono/comment-page-1/#comment-452</link>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 19:56:42 +0000</pubDate>
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		<description>Fabio, leggiti questo: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-9607.htm</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fabio, leggiti questo: <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-9607.htm" rel="nofollow">http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-9607.htm</a></p>
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