Archivio di novembre, 2011

Industria del turismo: ecco come contribuire ad attuare un cambiamento sociale

Sapete cos’è ‘PC Bank’? 

E’ un sistema che permette ai computer di Amadeus (vecchi non più di tre anni) di essere riutilizzati nel mondo per progetti sociali. Centinaia di computer sono donati ogni anno dalla societa’ nel mondo a titolo gratuito. 

Ultimamente Amadeus ha partecipato con Kenya Airways, Iberia LAE e alla Global Travel e Tourism Partnership (GTTP) ad un programma di formazione no-profit che coinvolge più Paesi, pensata per mettere a disposizione di studenti che non hanno capacità economiche opportunità di carriera nel campo del Travel&Tourism. 

Il risultato? 100 computer  sono stati donati a 18 scuole distribuite in 8 province del Kenya, con lo scopo di supportare l’istruzione online sul turismo attraverso il lancio dell’iniziativa GTTP-Kenya nelle scuole del Paese. Questo è stato possibile grazia alla collaborazione di linee aeree (Kenya Airways e Iberia LAE) che hanno trasportato gratuitamente i computer da Madrid al Kenya. 

Fino ad oggi in Kenya non esisteva una formazione sul turismo: grazie ad Amadeus e a queste associazioni oggi è possibile iniziare un nuovo cammino e dare la possibilità a questi ragazzi di una carriera futura in un settore cruciale per l’economia del Kenya.

Centro ricreativo: quando il “divertimento” fa davvero bene

Siamo a Limestre, provincia di Pistoia, tra prati verdi e aria buona. E’ la Toscana ad accogliere il primo centro italiano di terapia ricreativa per bambini e adolescenti affetti da tumori e disturbi neurologici.

A Dynamo Camp il clima è di festa, fra teatro, pareti attrezzare per l’arrampicata, piscina e musica. E’ attiva dal 2007 la filiale dell’organizzazione fondata da Paul Newman, ben lontana dagli ambienti tristi e asettici degli ospedali dove l’umore si ingrigisce di giorno in giorno.

Qui collaborano anche, in una galleria vera e propria, pittori italiani che realizzano opere poi rivendute a cifre di mercato per finanziare il progetto.

Oggi la struttura ospita 800 bambini non solo dall’Italia: in questi giorni arriveranno 80 bambini dalla Giordania, l’Iraq e dagli Emirati Arabi.

Un piccolo microcosmo dove dimenticare la malattia e abbracciare la socialità, la normalità e, anche se solo forse per poco, la serenità.

La Green Economy? Va comunicata meglio

Interbrand (società di consulenza che si occupa di  strategie di marca a livello internazionale) ha pubblicato da poco una ricerca, o meglio, ha effettuato una graduatoria dei brand che si stanno impegnando maggiormente per la Green Economy, graduatoria determinata dall’equilibrio fra performance conseguite e la percezione che la pubblica opinione ha di queste.

Insomma, le aziende tengono ad una economia sostenibile, ma non sanno ancora bene come comunicarla.

My Marketing  sottolinea come l’obiettivo delle aziende – per i piccoli come per i grandi marchi – sia quello di migliorare la competitività, ma anche l’attenzione dei diversi portatori di interesse (i cosiddetti influencer).

Questo è ancora un terreno grigio che le aziende non sanno ancora bene come trattare.

In testa al ranking troviamo Toyota, 3M e Siemens che dimostrano una distanza ridotta fra percezione dei consumatori e performance effettive in termini di sostenibilità ambientale e sociale. 

L’indagine sottolinea inoltre come i marchi più riconosciuti a livello internazionale (come McDonald, Coca Cola…) godano di un effetto trascinamento positivo anche sulle loro performance green.

Decisamente la comunicazione di queste azioni sostenibili da parte delle altre aziende – soprattutto quelle minori, ma coinvolte positivamente – deve migliorare ed arrivare al pubblico in maniera più chiara e precisa.

Più imprese rosa in Italia: la scalata delle donne manager

Lo dice l’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere: In Italia il numero delle aziende guidate da donne è in crescita dello 0,7% confrontando i dati di giugno 2010 e giugno 2011. Le imprese al femminile hanno raggiunta la quota di 1.430.900 unità, ovvero ben il 23,4% del totale registrato presso le Camere di Commercio.

La distribuzione geografica si addensa nel Centro Italia, e non finisce qui: nel lasso di tempo considerato, le imprese femminili addirittura surclassano le aziende dirette da uomini (in particolare, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche).
Il Lazio la fa da padrone, seguito da Lombardia e Veneto.

Ma a cosa si dedicano le donne imprenditrici? Alloggio e ristorazione, le attività immobiliari, le nuove professioni legate a carattere scientifico e tecnico.
Dati incoraggianti, insomma, per un panorama italiano che vede le donne sempre più coinvolte e partecipanti alla vita produttiva, un ruolo importante per scavalcare la crisi economica.