Archivio di novembre, 2011

E’ arrivato Startle.com

Forbes Travel Guide lancia Startle, un nuovo sito di luxury travel che sarà disponibile in 72 mercati negli Stati Uniti e 5 internazionali (Hong Kong, Macao, Pechino, Singapore, Repubblica Domenicana).

Per la prima volta, infatti, la rinomata guida di viaggio sarà disponibile online insieme a contenuti di esperti che si occuperanno di hotel, ristoranti e spa di lusso.

Una piattaforma che metterà a disposizione anche uno spazio di confronto e dialogo fra consumatori ed esperti del settore (sommelier, General Manager..) e offerte speciali di viaggio.

In competizione con Oyster e Jetsetter il sito si propone come guida ai viaggi di lusso.

Buona lettura.

Tecnologia, Recensioni, Mobile: la visione delle OLTA

Scrivo questo Post veloce per condividere un articolo interessante apparso oggi su USA Today. Si tratta della sintesi di una tavola rotonda organizzata con i CEO di alcune tra le maggiori Agenzie di Viaggi On-line (Expedia, TripAdvisor, Priceline, Travelocity, Orbitz).
Spunti interessanti di come le OLTA guardano all’evoluzione tecnologica, alla nuova frontiera del Mobile, alle strategie sugli User Generated Content … e una visione di dove potrebbe portare l’avventura Google Flight Search.
Buona lettura !!!

I Social Media: sono davvero importanti?

Un articolo provocatorio di m-Travel.com mi ha fatto pensare. Riporta infatti che uno studio fatto su 2100 adulti in Inghilterra ha segnalato come solo l’8% di coloro che sono andati in vacanza l’anno passato abbia discusso le suddette vacanze o letto i consigli di altre persone su Facebook. Questo stupisce, paragonato al 57% di adulti che vanno online e usano Facebook ogni settimana.

Lo studio, Mapping the Travel Mind – The Influence Of Social Media -  rilasciato dalla Conrad Advertising, ha evidenziato che:

- le review sulle vacanze sono di gran lunga il contenuto online più importante utilizzato per farsi un’idea su come pianificarle

- una opinione negativa disincentiva solo l’8% dei web-surfer dal prenotare in quell’hotel

- Consigli e raccomandazioni anonime fanno si che l’user investighi ulteriormente e non dia subito credito a queste

- chi va in vacanza non parla sui social media di prezzi o di offerte, ma di destinazioni e di hotel

- i contenuti social media che utilizzano anche fotografie sono i più utilizzati

- il passa parola, un website di buona usabilità e i depliant sono gli influencer più importanti sulla decisione finale di chi va in vacanza. TripAdvisor viene menzionata dal 37% delle persone intervistate.

La conlusione è che in fondo i Social Media potrebbero forse essere meno importanti di quello che pensiamo. Le persone sono sì interessate alle opinioni altrui su luoghi in cui hanno già in mente di andare (anche questo è indicativo, perchè la ricerca avviene, quindi, in seguito ad una scrematura fatta offline), ma il numero di persone che hanno usato altri social media (a parte TripAdvisor) per pianificare le loro vacanze e’ piuttosto basso.

L’informazione più importante che ci arriva, forse, è che l’influenza di Facebook e Twitter non si estende anche all’ambito viaggio: le persone utilizzano questi strumenti ogni giorno, ma quando si tratta di scegliere per una vacanza, non si basa su questi strumenti.

ll sondaggio dimostra inoltre come le persone siano consapevoli che la fonte internet è estremamente soggettiva e prendono decisioni in base anche ad altri input, pur tenendo in considerazione internet.

Detto questo, i social media rimangono sicuramente ottimi strumenti per pubblicizzare prodotti: il 24% degli intervistati ammette che cliccherebbe su una pubblicità online, se di interesse.

Allo stesso modo, lo studio evidenzia come la presenza dei social media sia importante, ma come non sia l’elemento trascinante per vendere a breve termine e si debba quindi investire maggiormente sulla comunicazione per fidelizzare il cliente. Bisogna tenere in conto che le persone utilizzano ancora la TV, i giornali, e altre fonti per farsi un’idea sulle proprie vacanze (e su molto altro ancora), quindi di pensare al meglio a strumenti che la portino ad utilizzare ancora di più il mondo online.

Internet: cosa cambia nel 2012

Annoveriamolo tra i buoni propositi del 2012: le industrie del turismo prevedono/promettono di investire di più nei social media e nel mobile l’anno prossimo.

Tnooz , noto sito di tecnologia e dintorni geek, ha indetto un sondaggio internazionale annuale sui digital content insieme alla Frommer’s Unlimited che ha rivelato come l’80% delle compagnie stiano preparandosi a svilluppare durante il 2012 App per IPhone, con un 75% che mira a mettere a disposizione gli stessi servizi per IPad per la fine dell’anno.

Lo studio ha inoltre evidenziato come un quarto dei travel executive intervistati spera di poter tradurre i loro siti fino a 5 lingue durante l’anno prossimo.

La statistica ha inoltre messo in luce come sempre più aziende del turismo si stiano focalizzando sull’obiettivo finale di fidelizzare il cliente e non solo sul ricavo immediato derivante dalle prenotazioni online.

Sono fiducioso anche per l’Italia.

Arriva l’e-editore

La notizia arriva in diretta dal Sole24 Ore online grazie al brillante articolo di Massimo Chiriatti: dopo gli e-book, che hanno azzerato i costi di produzione e distribuzione, arrivano anche gli e-editor.

In questo caso è Amazon che prende il timone e dopo diverse iniziative come la più grande libreria del mondo, la diffusione del cloud computing e un modello di business per lanciare il mercato degli e-reader, arriva a prendersi il ruolo di editore.

Ma qui sta il genio di Amazon: editore inteso in un senso più ampio, che fa da filtro anche dopo la pubblicazione, ovvero un sistema che faccia sì che alcuni libri (e non altri) vengano proposti al pubblico – perché, come sottolinea giustamente Chiriatti, non si tratta più di persone che scelgono i libri, visto che si pubblica tutto, e di tutto, online a costo zero o quasi.

L’e-editore diventa quindi una figura che si specializza nei vari step del processo, come intermediari nell’editing, o nella proposta al pubblico, o nel selling, e non l’editore vecchio stampo che si occupava ti tutto questo in toto.

A me sembra una figura che in futuro funzionerà egregiamente, voi cosa ne pensate?

Le possibilità delle mobile App nel mondo del turismo

Un articolo interessante su eyefortravel.com segnala come Android supera Apple nel mondo dei mobile download Application.

Si prevede che i download globali previsti per la fine del 2011 arrivino a 29 milliardi.

Questo fa comprendere la potenza delle App per i mobile device. Il settore Travel, alla vista di questi dati, dovrebbe offrire sempre di più: chi viaggia utilizza moltissimo App che hanno a che fare con la prenotazione, la ricerca ed è fondamentale offrire servizi adeguati alle aspettative. 

Bisogna tenere ben presente che ad oggi gli hotel sono focalizzati  sui ricavi attraverso le App e il mobile, ma dovrebbero comprendere che sui mobile device si fa molto più di questo: ci si informa, ci si connette, ci si diverte.

Servono esperti in ogni azienda che siano focalizzati su queste app e mandino il giusto messaggio del brand che rappresentano, che sia hotel o compagnia aerea, agli utilizzatori di mobile device e che li introduca ad un mondo fatto non solo di prenotazioni e shopping online ma che lo “coccoli” a 360 gradi.

Nasce il cineturismo: i luoghi delle fiction

E’ un nuovo fenomeno: da statistiche risulta che che da alcuni anni è in atto il cineturismo, ovvero circa 100 milioni di viaggiatori che ogni anno nel mondo si spostano “seguendo” le serie cinematografiche.

Gubbio è una località fra tante che, grazie alla serie di Rai1, “Don Matteo”, è stata visitata maggiormente grazie alla visibilità datale dalla televisione.

Impossibile non menzionare anche il commissario Montalbano, con la sua Vigata, Scicli e Ragusa Ibla: da quando le puntate sono andate in onda nel 1998 c’è stato un incremento annuo di visite del 14%. La serie gode di una fama tale che presto sarà trasmessa sulla BBC, in lingua italiana con sottotitoli in inglese ed in prime time.

Ulteriori dettagli li trovate nell’ articolo di Pasquale Zenga su Industria del Turismo , ma ci tenevo a farvi notare questo aspetto interessante – ulteriormente spendibile, forse? – in questo periodo difficile.

Voi quale luogo vorreste visitare che avete visto nelle serie tv?

Il futuro del turismo è nei viaggi nello spazio?

Il vostro sogno è di viaggiare nello spazio?

Da oggi si può, anche in Italia. L’agenzia che cura il servizio si chiama Your Private Italy, un’agenzia di viaggio di lusso di Salerno. Il biglietto di andata e ritorno è “abbastanza” caro: 200mila dollari.

Sir Branson ha inaugurato da poco il primo spazio porto turistico, Spaceport America, costruito in mezzo al deserto del New Mexico. L’astronave Virgin Galactic lancerà gli astronauti fino a 110 chilometri di altezza, che darà loro 5 minuti di assenza di gravità, per poi ritornare.  

Spendereste una cifra tale per l’ebbrezza di pochi minuti?

L’economia digitale italiana: a che punto siamo?

La Dag (Digital Advisory Group) ha appena effettuato uno studio: le Pmi che hanno adottato su larga scala il digitale crescono del 10% e con loro aumenta del 50% il margine operativo.

L’economia digitale italiana ha permesso un’espansione internazionale superiore di oltre il 200% grazie a esportazioni “Web enabled”.

Tra gli ostacoli allo sviluppo ulteriore dell’economia digitale – quel passo avanti di cui ancora necessitiamo per portarci alla pari dei livelli internazionali – è la banda larga, il cui uso in Italia è ancora molto limitato e posiziona il Paese in fondo alla classifica internazionale, ma anche la scarsa propensione all’eCommerce da parte di consumatori e aziende, la troppo parziale divulgazione dei servizi online nella Pubblica Amministrazione, limiti nel quadro formativo e carenze di competenze digitali qualificate.

Il report della Dag propone 12  idee da sviluppare per migliorare la situazione, di cui le più interessanti sono:

1. Colmare il digital divide, aumentando copertura e velocità delle linee ADSL.

2. Promuovere i servizi di egovernment esistenti migliorandone la fruibilità (esemplare l’esempio del Regno Unito per la Pubblica Amministrazione, con obiettivo di chiudere tutti gli sportelli “fisici” entro il 2013

3. Pianificare lo sviluppo di una formazione digitale di qualità, con un approccio collaborativo delle università e flessibilità dei piani di studio.

4. Costituire una Digital Experience Factory, ovvero una fabbrica a tutti gli effetti, con l’obiettivo di sviluppare competenze in modo innovativo

5. Incentivare le start up digitali con progetti e borse di studio, come il Working Capital e il progetto H-Farm.

Le domande ora sono: chi si fa promotore di queste attività? Quando? Come?

L’IPad? Gli Hotel devono prepararsi…

Graeme Powell, managing director for EMEA at iBAHN, ha scritto un articolo molto interessante sull’utilizzo dell’IPad dal punto di vista delle strutture alberghiere.

L’IPad è stato l’ennesima rivoluzione Apple. Ma ha comportato grandi cambiamenti – o meglio, richiede grossi aggiustamenti – per il mondo del turismo.
L’IPad consuma 400% in più di sistema wifi del normale IPhone , IPod o altri, soprattutto perché è il primo internet device che ruota attorno alla comunicazione video.
Secondo Cisco, il traffico video è 600.000 volte più intenso del contenuto testo.
A peggiorare la situazione, l’antenna dell’IPad, che è molto meno recettiva degli altri device (del 30% circa rispetto a laptop…).
Gli hotel, dunque, dovranno adeguarsi e fornire agli ospiti una adeguata copertura (e velocità) wifi, soprattutto considerato che le statistiche riportano che il 67% degli intervistati afferma che non tornerà in un hotel dove ha riscontrato una cattiva connessione internet.

Questo cosa vuol dire?
Che forse i tempi dell’internet free sono finiti, visto che sarà impossibile da parte degli alberghi sostenere i costi da soli per permettersi una banda larga illimitata.
E che bisogna che gli Hotel analizzino più da vicino le ore di maggior traffico su rete in modo da evitare rallentamenti o scontenti.
L’IPad, dunque, per le strutture alberghiere rappresenta una sfida ma anche un’opportunità (in altri post abbiamo segnalato come l’utilizzo dell’IPad abbia incrementato le possibilità di raggiungere il cliente, fidelizzarlo…): saremo capaci di coglierla, soprattutto in Italia?