Archivio di ottobre, 2011

Viaggiare, prima di tutto con la mente

Possiamo ufficialmente dire che l’estate è un lontano ricordo.  Ma l’autunno fa venire ancora più voglia di scappare…

Spesso, quando si sogna di fuggire in luoghi esotici, però, non si calcolano i pericoli reali, ovvero insetti di vario genere che già ci spaventano in città, figuriamoci in ambienti sconosciuti.

O molto semplicemente, insetti assolutamente innocui che però ci spaventano irrazionalmente (se vi nomino ragni e farfalle?).

Ma viaggiare implica anche affrontare le proprie paure, conoscerle per non fuggirle e anzi, “fronteggiarle con la conoscenza”, come sostiene Vanda Perini, psicologa con orientamento psicoanalitico che cura la rubrica Psicologia da Viaggio per il Corriere.it.

Nella sua rubrica, anche un articolo sulla paura del volo  e uno sulla voglia e le possibilità di cambiare vita, per trovare un nostro Io ideale – non lo cerchiamo forse anche durante ogni viaggio che intraprendiamo?

Trovo un’idea interessante quella di parlare del viaggio attraverso un filtro psicologico perché il “turismo” è anche introspezione, ricerca del sé, costante sfida tra chi siamo e chi vorremmo essere.

Un concetto su cui riflettere: la Netarchia

Mi ci ha fatto pensare il bravissimo Massimo Chiriatti de Il Sole 24 ore : viviamo in una società che è sempre più team, sempre più gruppo, sempre più sociale.

Se in principio chi era al vertice – o semplicemente chiunque volesse comunicare o vendere qualcosa al pubblico -  “bombardava” di messaggi coloro che stavano più in basso, alla base della piramide o semplicemente in ascolto come pubblico, oggi il potere fra imprese e consumatori si sta sempre più riequilibrando grazie ad internet e all’interattività, con benefici per entrambe le parti (tu puoi dirmi cosa ti piace davvero e io posso finalmente saperlo con chiarezza).

Si lavora in gruppo insomma – che sia vero o virtuale – e proprio per questo ci si arricchisce, ribaltando un sistema a “catena di montaggio” che fino a pochi anni fa funzionava proprio perchè monodirezionale.

Questo comporta una presa di consapevolezza generale, da chi comunica a chi riceve la comunicazione – spesso anche i confini dei ruoli si annullano, in questo loop di comunicazione continua (è il cliente ad aver bisogno di me e io di lui): una Netarchia, come la chiama Chiriatti, di cui necessitiamo se vogliamo evitare l’assoggettamento e il ritorno a una gerarchia – nel senso più ampio del termine – che ormai non ci appartiene più.

Una “piattaforma partecipativa” globale (sempre citando Chiriatti) che ci aiuti a costruire un futuro come si deve, e come si può: al meglio.

Speriamo sia fattibile, speriamo sia uno dei grandi passi che internet ci ha aiutato a fare.

Twitter: il cinguettio è più allegro quando non si lavora

La Cornell University di New York, in seguito a una ricerca eseguita da due sociologi che hanno analizzato 509 milioni di twitt su Twitter provenienti da utenti distribuiti in 84 Paesi differenti parla chiaro: le persone sono più felici quando non lavorano.

Grazie ad un software capace di intercettare l’umore delle persone attraverso parole chiave, Michael Macy e Scott Golden hanno identificato il sentimento generale di chi twitta: la rabbia, la paura, la noia, la felicità.

Il quadro è piuttosto chiaro: si è più ottimisti al risveglio, verso sera e nel weekend.

Come mai? Facile: ha a che vedere con il potere terapeutico del sonno, la quantità di luce nei diversi orari della giornata e lo stress (lavorativo).

Come usate Twitter? Vi rispecchiate nell’analisi degli studiosi di New York? Considerate attendibili queste considerazioni?

Io credo che ci sia del vero – ma anche del banale, se posso permettermi: lo stress non può che nuocere all’umore e il pensiero dell’avvicinarsi di una serata tra amici dopo il lavoro non può che rendere più sereni. Ci serviva una ricerca su Twitter per capirlo?

2011: il turismo in positivo, gli italiani scelgono (di più) l’Italia

È ufficiale: i dati sull’industria turistica per il 2011 sono in positivo.

L’Osservatorio Nazionale di Unioncamere-Isnart registra una crescita del 2.6% rispetto allo stesso periodo del 2010, dati che si riferiscono agli spostamenti dei residenti all’interno del Bel Paese.  Il segnale positivo è dato soprattutto dal fatto che i soggiorni in Italia dei residenti sono cresciuti del 3,9% rispetto al 2010, mentre l’estero, come meta, è in calo rispetto al 2010.

Gli italiani preferiscono dunque – finalmente – restare e fare vacanza nella Penisola: circa mezzo milione in più rispetto all’anno scorso ha scelto di rimanere in Italia, con un totale di 18 milioni di persone. In salita anche la spesa media di ciascun turista per concedersi uno o più periodi di riposo: 28 miliardi di Euro spesi nel 2011 contro i 24 dei primi 8 mesi del 2010.

Il mare resta il grande amore degli italiani (o dei residenti in Italia): più del 60% sceglie destinazioni balneari, sopra tutte Emilia Romagna e Toscana. All’estero, preferiamo Francia e, come seconda opzione, la Spagna.

E voi? Dove siete stati quest’anno in vacanza, anche se ormai le ferie sono solo un lontano ricordo?

I Social Network e la Net-iquette

Come ci si comporta sui Social Network?

Esiste un galateo da rispettare? Mymarketing e Brandforum.it (nella persona di Gabriella Vivaldi) ci aiutano con un decalogo ad hoc (la Social Net-iquette, come viene chiamata nell’articolo).

La premessa è doverosa: ultimamente grandi brand hanno scatenato – involontariamente – polemiche su Facebook e Twitter (vedi il caso di Patrizia Pepe) causa mal-gestione dei suddetti media da parte di grandi, grandissimi aziende che si sono trovate impreparate a gestire una crisi (leggi: lamentele o insulti sui Social Network da parte dei compratori).

Come fare, allora, a uscirne a testa alta?

Brevemente riassumo il decalogo, che sottoscrivo in pieno.

1) Mai reagire d’impulso e rispondere con osservazioni concrete 2) è necessario far percepire che dietro il brand c’è una persona 3) rispettare sia il brand che l’utente 4) esprimersi educatamente 5) fare e ricevere critiche costruttive 6) non dilungarsi troppo e utilizzare invece la mail per spiegarsi, se necessario 7) essere chiari, avere coraggio e rispondere sempre, anche se i commenti sono negativi 8 ) mai cancellare i commenti 9) mantenere il rispetto di diverse culture 10) non giudicare.

Queste nozioni possono sembrare banali ma sono utilissime: il dialogo fra brand e consumatore deve essere reciproco e rispettoso. Questo è un equilibrio delicato da mantenere, ma doveroso da tenere presente quando una gaffes è ha portata di mano (e le gaffes in questo campo sono 10 volte peggiori, visto che il bello dei Social Network è che tutto avviene in tempo reale ed ha un’eco difficile da fermare…). Un passo falso, e lo saprà tutta la rete….ricordatevelo!

Assintel Report: la mia testimonianza

Venerdì ho partecipato alla presentazione dell’Assintel Report, che, come molti di voi già sanno, si propone di interpretare il mercato informatico nazionale e capire le priorità di investimento delle aziende utenti e i trend tecnologici che ci aspettano.

Durante questa sesta edizione sono stato invitato ad una tavola rotonda, “Costruiamo un’agenda digitale per il futuro: l’IT si confronta su idee, progetti e strategie”. Moderata da Alfredo Gatti, la discussione ha posto quesiti doverosi, che vi riassumo con le mie relative riflessioni.

Quest’anno, mi sento di poter condividere questa considerazione con voi, purtroppo non mi ha colpito nulla del campo IT: secondo me si sentono sempre le stesse cose. Come se non bastasse, è venuto a mancare l’innovatore che ha cambiato la tecnologia negli ultimi 50 anni… ora chi sarà colui che cambierà lo scenario futuro?

Nell’attuale panorama IT sta emergendo prepotentemente il Mobile, che per il mondo del Travel, ha nell’etimologia della parola, la correlazione al viaggio. Il mondo del turismo è stato ed è fortemente impattato da Internet: il 50% dell’e-commerce in Italia ha a che fare col turismo. La cosa fondamentale è che il Mobile non sia visto come una moda, ma come base sulla quale costruire nuovi servizi in futuro. Allo stesso tempo dobbiamo preoccuparci della multicanalità: bisogna focalizzarsi su diversi aspetti dell’IT, non solo sul Mobile, che peraltro, ricordiamoci, per alcune piccole agenzie resta comunque un plus.

I Social Media, ancora troppo spesso visti – almeno in Italia – come un gioco devono essere uno strumento business. Per il turismo, devono essere utilizzati per conoscere l’opinione del cliente e fornire il servizio ad hoc sulla domanda generata. Il 25% delle ricerche online viene effettuato su content generato dagli utenti, non dimentichiamolo mai. Anche Twitter è uno strumento di incredibile efficacia ed efficienza se usato correttamente, fino a diventare il customer service principale a cui il cliente si rivolge. I Social Media, dunque, portano qualità perché dimostrano l’attenzione dell’azienda verso il cliente, aiutano a diffondere un’immagine corretta della politica aziendale e rappresentano – o dovrebbero rappresentare – l’interazione. Il Social Media non è solo una vetrina, ma un modo per interagire in dialogo costante col cliente.
Da queste considerazioni e da molte altre è scaturita, la forte urgenza di occuparsi al più presto della banda larga e della necessità di un riutilizzo delle tecnologie già testate in progetti che si sono rivelati vincenti. Inutile secondo me assumere persone diverse – o cambiare metodi di lavoro – se hanno funzionato in precedenza. Insomma, cavallo vincente non si cambia, quindi utilizziamo i fornitori che hanno dimostrato grandi capacità di realizzazione dei progetti. Mi piacerebbe che questi due aspetti fossero inseriti al più presto nell’agenda digitale, è tempo di occuparsene.

Scusate se mi sono dilungato ma mi premeva condividere con chi non ha potuto esserci questi punti cardinali.

I giovani in Italia? Potrebberro essere i nuovi Mark Zuckerberg

Michele Zonca, Marco Palladino, Augusto Marietti sono tre ventenni italiani, che hanno ottenuto 1,5 milioni di dollari per la loro start up concesso da Innovation Endeavors, venture capitalist californiano. Con questo finanziamento hanno fondato il portale Mashape, portale specializzato nella vendita di prodotti tecnologici.

Questa è una delle poche e rare storie di successo di italiani che sfondano (leggi nostrani Mark Zuckerberg): il primo a credere in loro fu infatti il fondatore della software house Funambol Fabrizio Capobianco.

In realtà però il vento sta cambiando: Riccardo Donadon (H Farm, da lui creato, vaglia ogni anno 500 start up tecnologiche e a oggi ne ha finanziate direttamente 32, con un tasso di sopravvivenza vicino al 90%) sostiene che si inizia a capire anche in Italia il valore aggiunto di queste menti “fresche”, che possono generare miliardi con un business plan adeguato.

Limitare la fuga di cervelli, dunque, si può: basta credere nelle nuove risorse, e guardare ai nuovi segnali di chi ha a che fare coi giovani ogni giorno: Paolo Marenco organizza, in collaborazione con alcune università italiane, tour nella Silicon Valley di studenti, startupper, investitori; Enrico Gasperini, che ha creato l’incubatore Digitalmagics, (25 start up fino ad ora).

Donadon sottolinea come le potenzialità per migliorare ci siano tutte, grazie alle competenze del Politecnico di Milano e di Torino, bisogna che crescano le figure che credono in questi progetti e li portino avanti.

Per saperne di più, potete consultare Panorama Economy del 21 settembre.

Amadeus al TTG: com’è andata?

Anche quest’anno è arrivata a Rimini la TTG, una delle principali fiere internazionali b2b del settore turistico in Italia. Durante il weekend, per la quarantottesima edizione, Amadeus è stato presente al Padiglione B1, Corsia 1/2, Stand 24-25/32-33 e ha presentato la nuova versione di Booking Portal, aggiornata nei contenuti e con una grafica rinnovata.

Booking Portal è la più aggiornata piattaforma per le agenzie di viaggio oggi disponibile. Al TTG è stato mostrato il programma agli operatori del settore e ai giornalisti: le nuove funzionalità aggiunte, pensate per soddisfare le domande della clientela con un formato più navigabile, sono all’avanguardia.

Un piccolo bilancio dell’evento: grande affluenza soprattutto nella giornata di venerdì, molte richieste dirette proprio ad Amadeus per scoprire la nuova soluzione Booking Portal e la soluzione Mobile, sia da parte del mercato turistico che per quanto riguarda il press trade.

Nel complesso sono soddisfatto: durante i tre giorni il numero dei visitatori non è stato elevatissimo, ma ciò che più conta, almeno per quanto mi riguarda, è che i presenti alla fiera erano davvero interessati al Portale, persone preparate o davvero curiose che si sono avvicinate alle novità sul turismo.

Abbiamo bisogno di questo tipo di professionisti per migliorarci ogni giorno e puntare sempre più in alto, quindi il bilancio per me è davvero positivo!

Chi c’era fra voi? Che esperienza avete avuto?

Virgin America? Intrattiene chi vola con lei

Nel 2009 la Virgin America fu la prima ad offrire il fleet Wifi in volo, e prosegue su questa linea di innovazione digitale. Come?

Con il Red System, con schermi high-definition e contenuti di intrattenimento quattro volte superiori ai precedenti.

In più, sarà permesso a chi vola di connettere i propri device prima, durante e dopo il volo.

Questi sono valori che contano per chi sempre più spesso lavora anche in viaggio.

Nel 2012 tutte queste innovazioni saranno già on board.

Io non potrei chiedere di più su un volo. Voi cosa ne pensate?

Cosa manca (di solito) ai siti di vendita viaggi

Quante volte avete inveito contro il monitor del vostro computer per l’assenza o la scarsità di customer service su un sito online dove avevate acquistato?

Per il settore dei viaggi la cosa si fa anche più complicata.

Ecco che allora Tnooz stila una classica degli 8 peccati cardinali dell’online customer service nel travel .

Ve li riassumo qui perché mi sembrano punti molto validi.

1. Non avere un customer service online

2. La non chiarezza

3. La non risposta o risposta lenta

4. Non pubblicare aggiornamenti

5. Ignorare il cliente

6. Non avere un coordinamento col customer service effettivo (ovvero ricevere 10 risposte tutte diverse le une dalle altre)

7. Non analizzare feed-back

8. Non aggiornare il sito in caso di crisi

Questi possono sembrare punti banali, ma Timothy O’Neil-Dunne li elenca a ragione, visto che molti siti o non pensano a questi punti oppure ci pensano ma non agiscono di conseguenza.

E secondo voi? Aggiungereste altri punti alle mancanze dei siti travel online?