Archivio di giugno, 2011

Hotel per gli over 60

Per fortuna le statistiche affermano che la durata media della vita si è allungata di parecchio. E grazie alla tecnologia e alla medicina è aumentato anche il relativo stile di vita per chi ha passato i 60 anni.

E allora, se ci si sente in forma, perchè non viaggiare?

Gli Evergreen Hotel,14 strutture ad oggi presenti in 7 regioni (Emilia Romagna, Veneto, Marche, Basilicata, Campania, Puglia e Abruzzo) sono nati appositamente per soddifare le richieste e i bisogni degli over ’60, e soprattutto per rispondere alla domanda di molti che, una volta in pensione, non vedono l’ora di tornare a viaggiare.

Benessere, sport, cultura, sono diversi i pacchetti offerti dagli Hotel Evergreen che ci hanno visto lungo: questa fetta di turisti sarà sempre più un target a cui dedicarsi e che può riservare molte sorprese in termini di iniziative turistiche.

Bronzi di Riace: spot efficace o… buco nell’acqua (o peggio)?

È partita il 15 giugno la mini-campagna pubblicitaria per rilanciare l’incoming nel Meridione che sta viaggiando anche sul web (e sul portale ufficiale del turismo italia.it), Social Network inclusi.

Nello spot, le immagini dei luoghi più belli del Mezzogiorno: da Selinunte a Lampedusa, da Tropea a Ischia, da Ostuni Agnone a Isernia fino a Matera, Siracusa, Capri e Pantelleria.

Soddisfatto il Ministro Brambilla alla presentazione della campagna, che ha annunciato che lo spot sarà trasmesso per tre settimane.

Già ottime le performance registrate per le prenotazioni in Basilicata (+25,5%), Molise (+18,4%) e Calabria (+17,4%) che superano la media di occupazione camere dell’area Sud e isole.

E parlando di Calabria, cosa ne pensate dallo spot dei Bronzi di Riace ormai diventato “popolare” in rete?

Tantissime le polemiche per l’animazione a computer dei due reperti archeologici che si trasformano, in video, in due ragozzotti che litigano su dove andare in vacanza, passando il messaggio di una Calabria dal paesaggio così vario da invogliare a “scappare” persino i Bronzi, per vederne così le meraviglie dal vivo.

A me, personalmente, lo spot non piace: non ne colgo nessun lato umoristico, ma solamente lo scempio di immagine di due opere d’arte dal valore inestimabile. Per non parlare, poi, della scarsa utilità che ormai offre il mezzo televisivo, in epoca di campagne virali sul Web. Come spesso accade, un impiego migliore dei fondi pubblici lo si poteva trovare…

Il Ministro Brambilla, invece, proprio durante la presentazione della campagna promozionale sopra citata diretta a incrementare il turismo nel Sud della penisola si è schierata a favore dello spot…

Internet? Mobile

È del Politecnico di Milano lo studio sulle connessioni dai dispositivi portatili in Italia.

Risultato: il mercato dei programmi per smartphone è raddoppiato in un solo anno.

Lo studio recente dell’Osservatorio Mobile Internet della School of Management del Politecnico che ha monitorato le specifiche di spesa degli italiani su cellulare ha registrato, infatti, valori altissimi per il settore internet e per quello delle applicazioni per i mobile device, che nel suo complesso – fra connessioni, contenuti e pubblicità – vale ormai 1.121 milioni di euro.

Le connessioni da cellulare rispetto all’anno scorso sono cresciute del 27%. Questo vuol dire 11 milioni di italiani connessi su internet dal cellulare: quasi la metà di chi si connette dal pc (di casa o di ufficio). Si tratta però di una connessione più breve, in media, che copre circa mezz’ora al giorno.

Fortemente connesso a quesi dati è anche il rilevamento del boom delle app: fino al 2008 attirava meno dell’1% della spesa per i contenuti mobili, oggi conta invece il 9%, con una crescita del 113% nell’ultimo anno.

Insomma, gli italiani stanno sempre di più al cellulare, ma non solo per telefonare: sms, informazioni, siti internet, applicazioni.

Il virus? Oggi è nei social network

Microsoft ha comunicato in un rapporto semestrale (luglio-dicembre 2010) sulla sicurezza che oggi i virus viaggiano sempre più spesso sui Social Network e meno via mail.

Basato sui sistemi di 117 paesi nel mondo, il report ha segnalato un aumento di oltre il 1200% di attacchi di phishing sui siti dei Social Network (conoscete già, per esempio, il caso dei link che avrebbero dovuto condurre ai video della morte di Bin Laden).

Pensate alla facilità che si ha di postare un link (in questo caso, se eseguito da un haker, un link infetto) sul wall delle grandi aziende rappresentate su Facebook. Se l’azienda non ha previsto un monitoraggio costante sulla sicurezza, immaginate le conseguenze, moltiplicate per il numero di fan della pagina e avrete un’idea della gravità della (potenziale) situazione.

Il Security Intelligence Report rivela anche il diffondersi di “scareware”, finti antivirus da scaricare online (ovviamente, sono loro stessi dei virus che nuoceranno al pc) e di “adware”, programmi a contenuto pubblicitario basati sulle abitudini di navigazione dell’utente.

Come proteggersi? Fermandosi un attimo a riflettere prima di cliccare, cosa che ormai, forse, facciamo troppo raramente.

Ciao Clarence …

Oggi non si parla nè di turismo nè di economia.

Oggi si saluta Clarence Clemons, una delle leggende del rock mondiale.

Io non sono uno Springsteeniano della prima ora. Ho conosciuto la musica del Boss attraverso l’amico che considero il fratello che non ho mai avuto. Lui mi ha fatto conoscere Bruce Springsteen e la E-Street Band. E, da quando li ho scoperti, è stato amore totale. Diventato assoluto dopo la prima volta che ho avuto la fortuna di vederli dal vivo sotto un diluvio torrenziale di qualche anno fa, fedele a chi sostiene che il mondo si divide in due: chi adora Bruce e chi non l’ha mai visto dal vivo.

Oggi Clarence ha lasciato la “sua” Band. Non era solo un grande sax. Era ben di più. Era la colonna portante. Seduto su quello sgabello c’era l’amico che il Boss aveva conosciuto quando aveva 16 anni (sul come si sono conosciuti le leggende si sprecano …). La presenza rassicurante, il metronomo degli umori della Band, l’amico. Questo è stato e sempre sarà Clarence Big Man Clemons.

Se c’è una band da qualche parte lassù e qualcuno ci sta suonando il sax, faccia una bella cosa. Senza rancore: ha avuto il suo spazio. Adesso lasci libero quello sgabello alla sinistra del palco: da oggi ci si siede Clarence. E spero che non riposi in pace. Ma che continui a far uscire quelle note magiche dal suo sax fino a non aver più fiato.

Le previsioni (dei tour operator)? Buone!

Sì, sono buone le previsioni dei tour operator italiani che, dopo anni difficili, registrano alle porte dell’estate un andamento positivo delle prenotazioni per le vacanze.

Rispetto all’anno scorso, infatti, l’advance booking sta riconquistando terreno.

Ce lo fa sapere TTG Italia e pare che questi risultati siano il frutto di un’accurata politica aziendale che ha puntato ad incentivare le prenotazioni anticipate, convincendo così sempre più clienti a muoversi – prima, rispetto all’anno scorso – nell’organizzare le vacanze estive.

In particolare hanno agito in anticipo le famiglie, che necessitano – o preferiscono – una pianificazione maggiore delle vacanze.

Le mete più richieste: Grecia, Spagna e in generale destinazioni dell’area del Mediterraneo.

E voi? Preferite prenotare prima o siete viaggiatori da last minute?

Amadeus premiata per l’Innovazione nel Turismo

Ci sono avvenimenti che vanno condivisi quasi per forza, dopo molti sforzi compiuti e numerose fatiche affrontate per farli accadere. Ma, soprattutto, quando sono eventi che ti fanno vivere una grande emozione.

È quindi con orgoglio che vi comunico la vincita di Amadeus del Premio Nazionale per l’Innovazione nel Turismo, che, oggi, mi ha personalemnte consegnato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale.

Organizzata ogni anno da Confcommercio, l’iniziativa premia idee, modelli, processi ed applicazioni tecnologiche innovative relative al settore del terziario e del turismo.

Ma perchè il premio è stato assegnato ad Amadeus?

Per l’impegno costante in ricerca e sviluppo, innovazione e produzione di soluzioni tecnologiche e digitali che portino valore al mercato del turismo, uno dei settori più cruciali per la produttività del Paese.

In questo caso, in particolare, l’ideazione ed il lancio di Amadeus Booking Portal, applicazione d’avanguardia che consente alle agenzie di viaggio di piccole e grandi dimensioni, tramite internet, di prenotare voli, hotel, auto, pacchetti vacanza in modo intuitivo senza l’installazione di alcun software. Questo di conseguenza agevola la produttività e la competitività del mercato e aiuta le agenzie di ogni dimensione e tipologia, da quelle “appena nate” a quelle di maggiore complessità, dando loro accesso ad un’offerta completa di contenuti e permettendo loro di essere competitive e di offrire un’ampia gamma di prodotti e servizi ai propri Clienti.

Ci tengo a sottolineare, poi, come questo premio sia anche testimonianza importante della capacità di una Sede locale come la nostra, che è parte di una grande multinazionale, di sviluppare e proporre in completa autonomia una soluzione ad hoc per il nostro mercato.

Questa la soddisfazione professionale. Rimangono, nel cuore e negli occhi, la stretta di mano del Presidente e la gioia di essere stato accanto, anche solo per un minuto, a chi rappresenta il nostro Paese nel più alto dei modi possibili.

Felice di questo traguardo raggiunto, lo considero un incentivo a mantenere sempre costante il nostro impegno per un settore del turismo sempre più aggiornato, competitivo ed efficiente.

Google: viaggiare nello spazio

Non è esattamente una nuova proposta di viaggio per le vacanze estive, ma è un’idea carina.

Il sito tecnologico di viaggi Tnooz, grazie a un post di Kevin May, ripropone il video che Google UK ha ideato recentemente: una famiglia in vacanza… sulla luna.

E se il tutto è presentato come un delizioso cartoon che ricorda molto i Jetsons, un cartone animato prodotto negli anni ’60 ed ideato come equivalente “spaziale” dei Flintstones (prodotti dalla stessa casa cinematografica americana, Hanna Barbera), in realtà il video è una possibile finestra sul futuro. Non tanto su eventuali (e possibili?) viaggi nello spazio ma soprattutto sulle possibilità ancora inesplorate della tecnologia di aiutare, incentivare, rendere migliore la scoperta di nuovi luoghi – nel video, per esempio, la famiglia del futuro ordina al ristorante grazie ai loro super smart phones, capaci di tradurre il menu “lunare”.

Voi come vedete il viaggio, nel futuro? E pensate davvero che lo spazio possa diventare davvero meta di turismo, un giorno?

Volere volare?

Troppo spesso viene sottovalutata come “capriccio”, ma la paura di volare può davvero modificare la qualità di vita di chi ne soffre.

Il “basta volerlo”, infatti, non è sufficiente per chi è letteralmente immobilizzato dalla paura di lasciare il suolo sicuro sotto di sè.

Air France, la compagnia di bandiera francese, ha così pensato di organizzare corsi mirati a sconfiggere questa paura nel centro di addestramento dell’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi.

È possibile infatti partecipare al workshop (più sessioni al mese, ciascuna della durata di circa sette ore) che ha diversi step. Il primo è un appuntamento personale con uno psicologo specializzato per capire l’entità del blocco. Secondo step: una serie di lezioni teoriche con uno psicologo e un pilota. Terza fase, il simulatore di volo.

La compagnia sostiene che il 95% di chi ha frequentato il corso viaggia oggi serenamente in aereo.

L’iscrizione costa 600 euro.

Secondo voi può funzionare davvero?

Facebook o Google, questo è il problema…

Luca de Biase in un post recente sul suo blog omonimo affronta l’annosa questione: la pubblicità è meglio su Google o su Facebook?

Difficile anche solo confrontare i due mezzi, anche se oggi sappiamo molto bene che gli utenti della rete passano moltissimo tempo sul Social Network.

Circa 12 milioni di persone in Italia, infatti, si connettono ogni giorno a Facebook.

Come arrivare a loro attraverso la pubblicità? Funziona di più il Social Network o Google?

Sicuramente la rivalità fra i due è aperta e dichiarata: è di pochissimi giorni fa la notizia che afferma che Facebook abbia pagato una società di relazioni pubbliche per far parlar male dell’avversario.

Perchè?

Perchè Google sta ora mettendo in atto quello che Facebook fa da tempo: mappare le connessioni dei suoi utenti, raccogliendo informazioni per poterle poi usare per l’ideazione di pubblicità mirate (attraverso agenzie che comprano e “traducono” queste informazioni in operazioni di marketing).

E allora via libera a mosse scorrette e lotte per accaparrarsi la fetta maggiore di utenti.

Perchè in amore e in guerra (anche quella online), tutto è permesso.