Archivio di maggio, 2011

Concessione demaniale delle spiagge: da 90 anni a 20

Il Wwf e il Fondo Ambiente Italiano evidentemente hanno fatto abbastanza rumore: giorni fa sui giornali si era parlato della possibilità di concessioni demaniali 90ennali per le spiagge italiane da parte del governo a privati. Tempi lunghissimi, che avrebbero permesso ai privati di continuare a cementificare il litorale o comunque ad utilizzarlo a scopo turistico.

È di pochi giorni fa però la buona notizia della retromarcia da parte del governo: la concessione del diritto di superficie sulle spiagge contenuto nel decreto Sviluppo firmato il 13 maggio dal capo dello Stato scende a “soli” 20 anni, grazie alle obiezioni mosse dall’Unione Europea.

Questo migliora le cose, ma certamente non le rende perfette: gli ambientalisti si preoccupano comunque di proteggere le coste ed assicurare che rimangano il più possibile parte dell’ambiente naturalistico e non “prolungamento” di hotel e infrastrutture turistiche.

Altro grande cambiamento previsto: la concessione non sarà più automaticamente rinnovata a chi la deteneva, ma sarà affidata ad un’asta pubblica.

Voi cosa ne pensate?

Più bandiere (blu) per l’Italia

233: +2, rispetto all’anno scorso, per le spiagge promosse con la Bandiera Blu 2011, simbolo di qualità “marittima”, ovvero acqua pulita ma non solo: servizi, attenzione al cliente, iniziative e rispetto per l’ambiente.

Star di quest’anno la Liguria che mantiene tutte le 17 località dell’anno scorso.
Seguono a pari merito Marche e Toscana, poi l’Abruzzo. Ultime Molise e Basilicata, con una sola Badiera Blu.

Tra le new entry di quest’anno, Amendolara (Calabria); Gardone Riviera (Lombardia); Fasano (Puglia); Oristano e Castelsardo (Sardegna); Ispica e Lipari (Sicilia).

Voi? Avete qualche nuova bandiera blu da suggerire per la “corsa” dell’anno prossimo?

E tu, che mestiere strano fai?

Scacciatore di piccioni, coordinatore del campo degli elefanti o mastro delle anatre.

E poi dicono che c’è la crisi! Questi i “nuovi” mestieri degli hotel di lusso, che aspirano sempre di più alla perfezione e alzano gli standard – o comunque cercano di soddisfare le esigenze più curiose dei clienti – con mansioni specifiche strettamente legate al territorio dove vengono costruiti.

Silvia Bragalone ci fa sapere nel suo articolo su Yahoo! che in India, al Rambagh Palace, c’è chi scaccia piccioni dal cortile di questa ex-residenza del marajà di Jaipur, in modo che non disturbino i visitatori.

Al Four Season Tented Camp Golden Triangle di Chiang Raj, in Tailandia, esiste un coordinatore del campo degli elefanti, responsabile di una mandria di pachidermi da addestrare per poi farli interagire nella sicurezza più assoluta con i turisti.

A Memphis il mastro delle anatre del Peabody Hotel è colui che accompagna le anatre alla fontana dell’hotel perchè possano rinfrescarsi con un bagno assolutamente regale.

In Lettonia, nel Gulag-Hotel di Karosta, si arriva a vette inimmaginabili di (macabra) fantasia: è stata assunta una guardia apposita per i clienti più esigenti che “pretendono” di essere maltrattati e vengono quindi obbligati – mentre pernottano nelle celle – a pulire le latrine o a “confessare”.

Paese che vai, cliente (strano) che trovi?

Qual è il mestiere più strano collegato a un hotel che abbiate mai sentito?

Silenzio! Si fa vacanza.

A Capri si prevede un’estate silenziosa. Nonostante un’ordinanza anti-rumori fosse già in vigore dal 1999, infatti, il provvedimento numero 30 di quest’anno, emanato dal capo dei vigili urbani dell’isola Marica Avellino ha fatto parlare parecchio, visto il giro di vite che ha dato rispetto al vecchio provvedimento.

L’utilizzo di qualsiasi macchinario edile o agricolo sull’isola sarà infatti proibito per tutto il mese di agosto per consentire ai turisti di godersi un paesaggio privo di inquinamento acustico. Per chi sgarra sono previste sanzioni da 25 a 500 euro.

E i costruttori/giardinieri ringraziano (ironicamente), sostenendo che le loro attività rischiano la paralisi…

Codice del Turismo? Approvato!

Habemus Codice.

Il 5 maggio il consiglio dei Ministri ha approvato il testo definitivo del nuovo Codice del Turismo (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo).

Soddisfatti Fiavet e Federviaggio, che confermano l’emanazione di un buon testo sui contratti di viaggio e sulla conseguente maggiore tutela per i turisti. Si parla addirittura di “nuovo volto del Codice” nel comunicato stampa di Federviaggio.

Maggiore coerenza sulle fondamentali norme del turismo organizzato e novità previste nel Codice: per citarne alcune, la previsione della risarcibilità del danno morale da vacanza rovinata, una maggiore attenzione alle esigenze dei disabili e agevolazioni per chi viaggia con gli animali. Il Codice prende inoltre atto del ruolo attivo delle imprese nella tutela del consumatore e investe su sicurezza e protezione contrattuale.

Meno burocrazia e più valorizzazione del made in Italy i punti cardine del Codice.

Tanti ancora i nodi da sciogliere in termini di turismo, dalla materia fiscale, ai trasporti agli interventi a sostegno delle imprese del settore, sia a livello nazionale che comunitario, ma sicuramente queste basi si possono definire un buon inizio.

Interessante, in concomitanza con l’approvazione del Codice, l’iniziativa de La Casa del Consumatore che sta approntando un’applicazione per smartphone e tablet gratuita dedicata all’assistenza del turista, con informazioni chiare e dettagliate.

I Soci che fanno parte delle grandi imprese italiane del turismo avranno a disposizione una serie di incontri di aggiornamento sui nuovi contenuti del Codice.

Voi l’avete già letto? Pensate che questi cambiamenti saranno determinanti per il panorama turistico?

Medicina: verso le frontiere del web 2.0

Ce lo racconta un articolo di pochi giorni fa sul Corriere della Sera: internet cambia la vita a chi ha problemi di salute.

Mi spiego: la cambia perchè i blog, o meglio, la medicina “2.0″, aiutano a sfogarsi e fungono da catarsi per chi è malato: di cancro, come nel caso della blog-terapia di Oltreilcancro.it, ma anche di malanni in generale.

Se la cura reale infatti avviene fra le mura degli ospedali, il rimedio morale per l’ansia e la solitudine causate dalla malattia è da cercare nei blog e i Social Network.

È così che, ultimamente, chi è malato comunica col mondo, perchè si sente ascoltato, “abbracciato” da una comunità.

Sono il dialogo e lo scambio a fare la differenza rispetto ai siti online di medicina appartenenti al web tradizionale: atrtaverso Facebook e Twitter, infatti, i pazienti aggiornano costantemente i parenti e gli amici delle loro condizioni e si confrontano con altri malati, sentendosi meno soli.
La parola d’ordine è condivisione: non solo di stati d’animo ma di informazioni vere e proprie postate sui Social Network sotto forma di link, slide, video.

Tra associazioni di pazienti su Facebook e propagazione di informazioni su Twitter (più sintetico e più “pubblico” di Facebook), i Social Network funzionano dunque anche nel mondo della medicina, incluso per la raccolta di fondi.

Voi cosa ne pensate? È un vantaggio che la medicina stia addentrandosi nei territori del web 2.0 o è un’arma a doppio taglio con rischio di diffusione rapida di disinformazione e/o falsi allarmismi?

Buon agroalimentare, Italia!

Nuove frontiere per il prosciutto di Parma e il Grana Padano: l’Asia li attende.

La Cina, infatti, è la nuova frontiera per il Made in Italy alimentare.

I primi due prodotti di alta qualità italiani, prosciutto di Parma e Grana Padano, sono stati ufficialmente riconosciuti dal governo cinese in seguito ad una missione europea per la loro tutela, del tutto dovuta visto che in base a dati di Coldiretti l’Italia ha le produzioni alimentari più falsificate al mondo.

Come ha commentato a caldo il presidente di Federalimentare, questa è una grande opportunità per il mercato italiano. Si calcola infatti che nei prossimi dieci anni la Cina conterà 120 milioni di ricchi cinesi, da educare alla gastronomia italiana in modo che apprezzino i nostri prodotti.

Per ora, infatti, l’export italiano soddisfa soprattutto i consumatori occidentali che vivono in Cina e comprano prodotti alimentari di lusso.

Da oggi in poi, grazie a questa certificazione, si spera di ampliare il target e di fare apprezzare a poco a poco anche al popolo cinese le delizie di qualità tutte nostrane.

Social Network o Media tradizionali?

Molto bello il post di Luca De Biase pubblicato recentemente sul suo blog, che ha sollevato diverse domande sull’eterna discussione Social Network versus media tradizionali.

In realtà la problematica è molto più ampia perchè riguarda il nuovo tessuto sociale, “social network” in senso letterale, e i media classici.

È possibile far convivere entrambe le dimensioni?

La chiave, sostiene De Biase, è che questo Paese vuole, e ha bisogno di, trovare una strada per sviluppare l’innovazione nei media nonostante “il tappo enorme di potere” (De Biase cita Edoardo Fleischner) che ci blocca.

Come?

Cercando di distinguere fra dimensione sociale e dimensione politica.

I media sociali riescono a generare idee nuove e a stimolare giovani menti e potranno sostenere il ruolo di “creatori” delle risorse perchè sono spogliati della valenza politica dei media classici e arricchiti da una dimensione globale nuova e unica che prende sì spunto dal territorio in cui nasce ma si collega “naturalmente” ad altre realtà mondiali, arrivando – eticamente e praticamente – dove i media tradizionali non arrivano.

Voi pensate che sia possibile far convivere questi due “ecosistemi dell’informazione”, come li chiama De Biase?

Apple sforna un’altra idea (geniale?)

Tanti i brevetti depositati da Apple ultimamente, ma ce n’è uno in particolare che ha fatto “parlare” la rete.

Riguarda un nuovo display ibrido per iPhone e iPad che prevede l’utilizzo di due tecnologie, quella a LCD e quella a E-Ink.

La prima è utilizzata per la visualizzazione di immagini colorate ad alta risoluzione, mentre la seconda è specializzata nella monocromia, ovvero nell’utilizzo di una scrittura che non necessita di retro-illuminazione, facilmente leggibile, a un solo colore. Questo secondo schermo sarebbe collocato sopra quello LCD.

Il nuovo dispositivo – chiamato Systems and Methods for Switching Between an Electronic Paper Display and a Video Display – permetterebbe di avere entrambe le funzioni su un solo mezzo tecnologico, dando all’utente la possibilità di scegliere fra due differenti schermi a seconda dei contenuti che vuole visionare e quindi delle esigenze personali.

Certo, bisognerà vedere se Apple riuscirà ad assemblare tutto questo in un oggetto non troppo pesante, ingombrante o inacessibile economicamente.

Ma l’idea mi sembra ottima, voi cosa ne pensate?

Twitter? Un aiuto alla lotta anti-terrorismo

Dovrebbe essere pronto in questi giorni il programma che permetterà a Twitter e Facebook di giocare un ruolo importante nella lotta al terrorismo statunitense.

Si è infatti deciso, a 10 anni dal lancio degli allarmi suddivisi per colore a seconda della gravità – criticati più volte perchè troppo numerosi e vaghi – di coinvolgere i Social Media per l’allerta pubblica in caso di allarmi terroristici “quando appropriato”, afferma il nuovo documento della Domestic Homeland Security. Gli allarmi verranno ridotti a due tipi: “elevated” quando l’allarme di pericolo è attendibile ma non specificato, con informazioni utili a prevenire l’attacco, e “imminent”, lo stadio più grave, ovvero una minaccia terroristica impellente e specificata o un vero e proprio attacco terroristico in corso.

Questo semplificherà le cose o creerà inutili allarmismi?

Secondo voi usare Twitter e Facebook può essere il modo giusto per dare l’allerta nel modo più veloce possibile?